Friday, August 29, 2008

Chiuso per "Meritato Riposo" ;-)

lascio un post in velocità solo per non far perdere le mie tracce per troppo tempo...
sono finalmente riuscita a mettere le mani su un pc dopo una settimana di latitanza digitale imposta... ed ora non mi smuoveranno neppure con gli ak47 (volgarmente detti kalashnikov...).
in realtà mi sto godendo la mia "verde terra" (come direbbe Melon)...
ho passato un fine settimana lungo (giovedì-domenica) a vagare per la Marsica (credo la trovate su Wikipedia...) per visitare parentame vario e, a causa della lotta contro me stessa per evitare di ingozzarmi di ogni bendidio che la mia nonna aveva preparato appositamente per me ed inoltre di una rara forma di malattia del sonno contratta da qualche parte nel deserto arabico, proprio non ce l'ho fatta a mettere il naso fuori casa di sera per andare in un internet point.
in compenso mi sono fatta anche un paio di giorni di mare nella bellissima Cerrano (potete googlizzare anche quello, perchè mi son scordata la macchinetta fotografica a casa...) e sabato parto alla volta di Roma per incontrare (insha'llah) il mio adorato Mr. K.: devo tenervi aggiornati sulle nuove puntate di questo "Beautiful" telematico?
a presto con post più interessanti...
un giro dalle vostre parti me lo son già fatto!

Wednesday, August 20, 2008

Volare oh oh...

... ovvero Ultime Considerazioni prima della Partenza.
sono in ritardo. devo prendere la navetta stanotte alle 2,45 ed ancora non ho preparato la valigia. in realta' ancora non ho preparato nulla. neanche me stessa.
molte cose si sono susseguite negli ultimi giorni, belle e brutte. per lo piu' belle.
ho ristabilito contatti con alcune persone che non sentivo da parecchio tempo. ho ristabilito contatti con persone che sentivo, ma con cui le cose non sembravano andare per il meglio. ho ristabilito contatti con qualcuno che mi ha fatto del male, ma che restera' sempre una parte di me. una delle parti piu' belle di me.
ho avuto una bellissima notizia due giorni fa, che invece e' subito stata risucchiata nel vortice dell'insicurezza centrifuga.
ho avuto una settimana di fuoco al lavoro. ed oggi piu' che un fuoco e' stato un incendio. per fortuna la mia collega ha avuto la grazia di venire cosi' almeno le ho potuto spiegare tutto quello che e' successo in questo mese ed abbiamo fatto un plan per le due settimane in cui non ci saro'. ma uno dei miei clienti piu' cari continua a comportarsi da psicolabile nonostante gli abbia dato l'ultimatum. adesso se la dovranno sbrigare i miei colleghi con lui.
non sono pronta alla partenza, ma non mi importa. ci sono abituata. non sono mai pronta.
ma stavolta il problema non e' che non sono pronta. il problema e' che sono stressata. sembra stupido essere stressati a 25 anni, ma e' cosi'. ma lo so che appena arrivero' a fiumicino mi passera' e vorro' tornare indietro.
queste due settimane non saranno solo di vacanza. queste saranno due settimane in cui mi riprometto di decidere del mio futuro e di prendere una decisione. una decisione chiara e definitiva. voglio essere sicura di cosa faro' al ritorno dalle ferie. voglio essere sicura che decidero' se restare in questo stato di infelicita' sospesa ma occupata (cioe' con un lavoro vero) o se seguire dei sogni un po' sfocati che non mi danno certezze per il futuro.
ho promesso a me stessa che decidero' se continuare a vivere ad abu dhabi e lavorare per questa compagnia o se partire di nuovo (forse definitivamente, stavolta) e ricominciare a studiare. voglio fare qualcosa per me stessa.
per il resto: sabato sera sono andata alla mostra di Picasso all'emirates palace. bellissima. magari ne parlero'.
ieri sono andata per l'ennesima volta a dubai per rivedere un caro amico, K., che non vedevo da piu' di un anno e che rimane per una settimana per un training. alloggia al marriott courtyard nella green community, vicino jebel ali. non c'ero mai stata... ieri, quando sono arrivata, mi e' parso di entrare in un altro mondo: tutte villettine in stile finto-colonico, ordinate, pulite, le strade alberate... e poi l'albergo... bellissimo. costruito tipo la mia amata/odiata Venezia, con un canale al centro e poi ponti, ponticelli e stradine a collegare le varie parti del residence. sono stata bene. e rivedere K. mi ha reso felice... mi ha fatto ripensare a quando ci siamo incontrati le prime volte e a parecchie cose cui non penso spesso. e a tanti amici. lontani. ma va bene cosi'... ci rivedremo tra poco.
al ritorno ho perso l'ultimo autobus... ho preso un taxi engaged insieme a due siriani ed un sudanese. l'autista era yemenita. mi sono divertita. era parecchio che non mi capitava una situazione del genere. parlare di politica e della vita con sconosciuti in un misto di arabo, inglese ed italiano... ridere... scherzare... bello. davvero. sono arrivata a casa alle 2 di mattina e non avevo sonno, nonostante tutto il casino della giornata. ero un po' stanca, ma felice. avevo voglia di chiacchierare ancora.
invece sono andata a letto, perche' stamattina dovevo essere al lavoro e finire tutti gli ultimi preparativi prima di partire. sembra nulla, ma l'ultima volta che ho avuto una giornata libera e' quando mia madre e' venuta a trovarmi ad aprile. e le ultime ferie che ho fatto sono state a natale... dovevo ancora chiudere tutti i contratti, avvisare tutti che sarei partita, dare i compiti ai miei colleghi.
avrei voluto vedere molte persone in questi giorni ed invece non ho fatto nulla.
ma va bene cosi'. saranno ancora qui al mio ritorno.
adesso devo assolutamente andare, pero' prima voglio salutare tutte le persone che passeranno sul blog e ringraziarle per esserci venute. spero che in queste due settimane possa focalizzarmi un po' anche su cio' che vorrei fare per cambiare le cose (a livello personale e non solo).
questo blog mi ha dato la possibilita' di confrontarmi con diverse persone e ognuno mi ha dato qualcosa.
non sono alla premiazione degli oscar, quindi non serve fare discorsi di ringraziamento, pero' vorrei dire a tutti quelli che commentando mi offrono spunti di crescita personale che mi mancheranno. per qualche giorno.
vi lascio con alcune iniziative del blog Il Russo cui vorrei dare risalto e che penso sosterro' in qualche modo:
ora penso sia proprio tutto.
vi mando un abbraccio collettivo.
ah, siccome per un tempo indefinito saro' nelle desolate lande marsicane senza possibilita' di connessione ad internet, ho lasciato aperta la sezione commenti: niente piu' moderazione, yuppi-eh!
fate i bravi, mi raccomando! :-P

Monday, August 18, 2008

17.25

YESSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSS

A Modest Proposal - English

since "someone" (GRAZIE!) was very active regarding the "Modest Proposal" i wrote on the blog a couple of weeks ago (link in italiano) i am compelled to post the proposal in english too, for her english-speaking friends' usage...

well, the idea is very simple: it is about sending books to Afghanistan.
i talked already with the afghan ambassador in the uae and i will try to get some contacts with NGOs based in the country and with the italian embassy in kabul.
but at this stage i think the most important thing is understanding who's in.

therefore, let me explain briefly the steps:
- whoever has books in farsi or pashto and would like to donate them to afghan schools is welcome;
- whoever has books in english (especially about any kind of engineering, architecture, medicine, IT, history and art) and would like to donate them is also welcome;
- whoever would like to donate some money to buy books and/or school material (notebooks, pens, pencils, maps and so on) is also welcome;
- whoever would like to "spread the word" among his/her friends is also welcome and i will post later a banner made by Luca
(GRAZIE!) to promote the initiative: feel free to add it on your blog!

if you are interested, you can leave a comment or contact me by e-mail (cip.983@gmail.com) to show your support.

as soon as we'll have enough people involved i will prepare a list of people and locations and i will be back to you with some actions we can arrange.

for whoever decides to make a donation, i will send you a receipt of what has been bought with your money (better: i will post it online so everybody can see we are not stealing... even if i'm italian ;-P ).

feel free to add your suggestions in the comment space.


thank you. danke shoen. gracias. merci. shukran. shukria. tashakkor. grazie!

Di nuovo sulla Mauritania.

torno di nuovo sull’argomento Mauritania con un ritratto del presidente (destituito) Abdallahi fatto da Marwane Ben Yahmed su Jeune Afrique dal titolo “Il Caso Abdallahi”.


"Sidi Ould Cheikh Abdallahi finirà per diventare, a malincuore, esparto di colpi di stato. Era già stato tra le vittime del putsch che, il 10 luglio 1978, destituì Moktar Ould Daddah, del quale era ministro. Trent’anni più tardi, la Storia si ripete: il 6 agosto 2008, quando occupa la funzione di Capo dello Stato da soli 16 mesi, viene rovesciato da uno squadrone di militari (vedi l’indagine del nostro inviato speciale pp. 12-15 – qui il link in francese, n.d.t.), gli stessi che avevano messo fine al regime di Maaouiya Ould Taya, il 3 agosto 2005. Il calore estivo in Mauritania sembra decisamente propizio alle azioni di forza…
Nel 2005, nessuno aveva davvero rimpianto la caduta di Ould Taya, dittatore autoritario sul serio, arrivato egli stesso al potere in seguito ad un golpe nel 1984. Oggi, fortunatamente, la reazione della comunità internazionale è tutt’altra. Condanne e minacce di sanzioni piovono sul generale Mohamed Ould Abdelaziz, il nuovo uomo forte di Nouakchott, ed i suoi complici. Di nuovo, bisognerà aggiungere gli atti alle parole…
Si possono rimproverare molte cose a Sidi Ould Cheikh Abdallahi. Tra le principali critiche espresse dai suoi detrattori, la sua gestione ambigua della minaccia terrorista e la sua incapacità di rispondere alle attese di una popolazione di fronte al costo della vita. La sua ingenuità relativa e la sua presunta debolezza, che da parte sua qualificava come “il prezzo da pagare per la democrazia”. Ma gli argomenti presentati per destituire “Sidi”, tanto dai membri dell’ “Alto Consiglio di Stato” – che affermano di voler “salvare il Paese” (vedi intervista a Mohamed Ould Abdelaziz pp. 14-15 - qui il link in francese, n.d.t.) – quanto da una parte della classe politica – alla quale la prospettiva di posti ministeriali o nell’alta amministrazione fa perdere qualsiasi decenza, al punto di condannare alle Gemonie oggi colui che incensava ieri – sono per lo meno pretestuosi.
Sidi Ould Cheikh Abdallahi è stato eletto e, secondo tutti – osservatori internazionali ed opposizione -, eletto bene. La sua elezione costituiva un motivo d’orgoglio per l’Africa. La Mauritania era citata da esempio. Il colonnello Ely Ould Mohamed Vall, che ha guidato la transizione tra l’agosto 2005 ed il marzo 2007, ha acquisito la statura di democratico e di saggio. Nel momento in cui queste righe vengono scritte (la rivista è uscita il 10 agosto – n.d.t.), non si è ancora espresso sulla situazione del suo Paese. Raggiunto al telefono in Irlanda, dove si trovava mentre i suoi vecchi colleghi mettevano “Sidi” agli arresti, ci ha spiegato di non voler reagire precipitosamente. Ma se c’è un parere che conta e che peserà fino in fondo, è proprio il suo.
Speriamo che il torpore del mese di agosto non domi la determinazione di coloro che rimangono attaccati ai princìpi democratici. In caso contrario, questo sarebbe un segnale estremamente negativo che invierebbero i dirigenti africani. Dopo la crisi keniana e quella dello Zimbabwe, il continente non aveva veramente bisogno di questa."


per chi volesse leggere l'originale in francese, posto qui il link.

qui, invece, tutte le novita' sulla Mauritania dal sito di Jeune Afrique.

Saturday, August 16, 2008

Oltre il Velo - Delle relazioni di genere nel Mediterraneo

Disclaimer: attenzione, il contenuto di questo post e' estremamente noioso.

io vi ho avvertito...


E mo beccateve 'sto papiello!
(citazione a metà tra il film La Guerra degli Antò ed i commenti di Alex… ;-P )


Prima di tutto è il caso di fare un po' di storia sul tema della condizione femminile nei Paesi musulmani per mettere in luce cose che i media non ci dicono quando ci mostrano il trattamento riservato alle donne afghane dai Talebani spacciandocelo come "Islam" o peggio come "la segregazione della donna imposta dal Corano".
Sono balle.

Innanzitutto ci tengo a precisare che il Paese con il più elevato numero di musulmani è l'Indonesia (davvero? Sì, davvero!), dove l'Islam non si è diffuso con la spada e la guerra santa, bensì grazie ai traffici commerciali tra l'isola e le aree già islamizzate della Penisola Araba e dell'India, e che anche India e Cina presentano importanti comunità musulmane (e non venitemi a dire che questi sono Paesi in cui le donne sono discriminate più di quanto non lo siano in Italia…). Non parlerò di questi Paesi comunque, ma esclusivamente dei Paesi del Medio Oriente e Nord Africa di lingua araba, più di tre Paesi dell'area centro-asiatica che mi interessano particolarmente e che ritengo, a modo loro, peculiari per l'Islam: Iran, Afghanistan e Pakistan.

Probabilmente non ce ne rendiamo conto, ma la sottomissione della donna nei confronti dell'uomo non è una peculiarità del mondo arabo-islamico, ma del mondo mediterraneo, quindi secondo me è opportuno introdurre un concetto più ampio di "circummediterraneità", se così si può dire. A pensarci bene (pensateci bene, mi raccomando!), infatti, per secoli le due sponde del Mare Nostrum hanno avuto comportamenti simili nel trattare "questioni di genere": pensiamo alla suddivisione tra spazio pubblico (riservato agli uomini) e spazio privato (destinato alle donne), all'importanza della verginità femminile prematrimoniale ed al conseguente valore quasi sacrale che l'imene e la deflorazione assumono nella prima notte di nozze, alla sottomissione del piacere femminile a quello maschile e così via.
In tutto il bacino mediterraneo, o meglio nella zona anticamente definita con il termine "Oikumene" (termine greco classico che indicava il mondo abitato, o "civilizzato", ovvero un territorio che occupava la regione tra il Mediterraneo e le isole del Sud-Est asiatico consistente largamente di città a base agricola connesse tra loro attraverso il commercio e lo scambio culturale), regna una mentalità che fa sì che il processo di civilizzazione abbia al suo culmine la rispettabilità dell'adulto maschio e che si fondi sul controllo della sessualità e sulla distinzione dei ruoli di genere. Confondere i ruoli di genere (comportamenti, spazi e destini assegnati a uomini e donne) porta a confondere i ruoli sessuali. Tutto ciò va contro il modello di normalità, sia nel comportamento sessuale che sociale: vengono definite "contro natura" l'omosessualità, la masturbazione ed anche ogni pratica eterosessuale che neghi la fecondazione e che suggerisca rapporti uomo-donna che non rispecchiano il modello della subordinazione della seconda al primo (la fecondazione è stato per secoli uno strumento di controllo dell'uomo sulla donna). Perciò è contronatura anche che una donna abbia potere (chi ricorda quando sono state proposte le "quote rosa" in Parlamento e l'avvocato Giulia Buongiorno ha detto di essere a favore di più donne in parlamento, a patto che queste donne avessero "le competenze necessarie" per sedere sugli scranni di Montecitorio e Palazzo Madama? Questo è giusto, ma allora perchè non si chiede che anche i parlamentari di sesso maschile dimostrino di avere tali "competenze"?), o, in alcuni ceti anche solo un lavoro (e per secoli le donne che hanno avuto un lavoro significativamente erano quelle appartenenti alle classi inferiori, "meno civilizzate"), o che un uomo si mostri vulnerabile ai sentimenti.

Le relazioni sessuali nel bacino del Mediterraneo hanno storicamente articolato delle gerarchie sociali, ovvero posizioni sociali dominanti e subordinate: gli uomini adulti in cima alla scala sociale, donne, ragazzi e schiavi al di sotto. Il sesso, cioé la penetrazione, aveva luogo tra uomini adulti, liberi, dominanti, e subordinati socialmente inferiori: mogli, concubine, ragazzi, prostitute e schiavi (di sesso maschile e femminile). Ciò che era in gioco non era la mutualità tra partner, bensì il raggiungimento del piacere dell'uomo adulto attraverso la dominazione. I rapporti sessuali non sono dunque che rapporti di potere: le categorie dominante/subordinato e uomo/donna sono entrambe strutture di potere, che posizionano attori sociali come potenti o privi di potere.

Questa perdita della superiorità della donna sull'uomo (e con essa la sottomissione del piacere femminile a quello maschile) è avvenuta millenni fa, esattamente nel momento in cui si è avuta la transizione da società nomadiche di tipo pastorale (nelle quali il primato era tipicamente femminile) a società sedentarie di tipo agricolo: in quel momento il patriarcato rimpiazzò le società claniche matrilineari. Le donne persero così il loro potere e furono sottomesse a delle leggi alle quali gli uomini non dovevano obbedire. Infatti, a ben guardare, la maggioranza delle popolazioni nomadi (per esempio i Tuareg sahariani o la tribu' degli uomini-fiore in Arabia Saudita) sono tuttora di tipo matrilineare e le donne non sono solo il fulcro della vita del clan, ma anche coloro che tramandano il nome, il titolo nobiliare e l'eredità ai figli. Questo perché il materialismo, il possesso e la proprietà tendono a confortare la dominazione maschile, esercitando l'assoggettamento delle donne.

Questo tipo di "sessualità transmediterranea", fiorita nella Grecia antica (gineceo dice nulla?) è stata assimilata dai Romani che l'hanno a loro volta "esportata" nei territori da loro colonizzati ed è arrivata fino in India tramite le conquiste di Alessandro Magno. Le spedizioni navali del '500 e '600 hanno provveduto a recapitarla poi anche nel "Nuovo Mondo".

E fin qui questo ha ben poco a che vedere con l'Islam.
Ma almeno ho capito perché per me è così difficile trovare un fidanzato… chi vorrebbe stare con una ragazza che ti rinfaccia tutto il tempo di essere un prodotto di retrograde rapporti di potere? ;-P


P.S.: il presente trattato (LOL) non è copiato né da Wikipedia né da un libro di uno studioso o di un professore, ma è il semplice frutto dei miei studi, quindi prendetelo un po' con le pinze e non come oro colato.
Per chi fosse interessato ai "Gender Studies" e volesse approfondire gli argomenti di cui ho parlato en passant nel post, consiglio:

- AA.VV., Power & Sexuality in the Middle East (MERIP Special Report 206, 1998);
- Abdelwahab Bouhdiba, La Sexualité en Islam;
- Andrea Cornwall & Nancy Lindisfarne (a cura di), Dislocating Masculinity: Comparative Ethnographies;
- Julia Epstein & Kristina Straub (a cura di), Body Guards: The Cultural Politics of Gender Ambiguity;
- Nikki R. Keddie & Beth Baron (a cura di), Women in Middle Eastern History. Shifting Boundaries in Sex and Gender.


Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni.

come Oscar Wilde, anch'io non so resistere alle tentazioni.
ci provo, ma proprio non ci riesco!

ebbene, l'ultima tentazione si e' manifestata esattamente due sabati fa...
eh si', proprio quando con Mr. K. pareva si fosse tutto avviato ad una situazione di stallo (come e' possibile che una situazione sia piu' di stallo del tenere i contatti via telefono ed e-mail con qualcuno visto una volta nella vita? e' possibile se quella persona pianifica di venire a trovarti e decide di tagliare tutti i ponti fino al momento dell'incontro per acuire la voglia di vedersi... oddio, ma chi mi sono trovata di nuovo?), un sosia di Mr. K. e' apparso all'orizzonte.

avevo questo appuntamento con un rappresentante di una tipografia e, quando me lo sono ritrovato in ufficio, non credevo ai miei occhi: e' il fratello separato alla nascita di Mr. K.! (leggermente piu' magro forse...)
beh, parliamo, mi mostra dei campioni dei lavori precedenti e mi dice che posso tenerli, gli dico che la qualita' e' buona e che in questo momento non abbiamo molto lavoro visto che agosto e' un periodo un po' slow ad abu dhabi.
mi fa: "prima di andare, posso dirti una cosa?"
io: "certo."
lui: "scusami, ma proprio non posso tenermelo nel cuore... hai degli occhi bellissimi!"
giuro che ho faticato a trattenermi dallo scoppiare a ridergli in faccia!

vabbe', com'e' come non e' nella vita succedono "miracoli" e da quel giorno ho ricevuto migliaia di richieste di clienti per stampare diverso materiale, quindi ho contattato il simil-Mr. K. per ricevere dei preventivi e vedere se e' possibile lavorare con la loro tipografia.
e da allora ogni giorno mi chiama per sapere se ci sono novita' e, soprattutto, per chiedermi di uscire. che fare?

e' carino (ovvio che e' carino: somiglia al mio bello!) pero' non mi va di mischiare business e vita privata (come e' gia' successo purtroppo) e poi uno che dal primo momento ti dice che gli piaci e ti invita ad uscire... mmmhhh, a me mi puzza un po'...
comunque alla fine, visto che non so resistere alle tentazioni (ed i miei amici ancora meno di me...) ho dato ascolto ad un paio di persone ed ho accettato l'ennesimo invito.

beh, siamo usciti giovedi' sera e sinceramente mai appuntamento fu peggiore di questo.
credo sia stata l'uscita piu' imbarazzante da quando avevo 16 anni...

io sono stata un tantino fredda effettivamente ed alla fine ero convinta che non si sarebbe fatto piu' sentire (anche perche' se un ragazzo arabo non ti chiama subito dopo un appuntamento e' un chiaro segnale di disinteresse) ed invece stamattina alle 9,30 e' arrivata la sua puntuale chiamata in cui mi diceva: "oh, volevo solo darti il buongiorno. e poi volevo ringraziarti per giovedi' sera... sono stato cosi' bene! sei veramente una ragazza carina e simpatica. allora quand'e' che possiamo vederci di nuovo, magari per andare al cinema?"
il cinema: il posto da evitare come la morte quando si esce con un ragazzo arabo cui non si e' interessate piu' di tanto!


comunque, da tutto cio' ho capito che:
1. a volte e' meglio resistere alle tentazioni;
2. better to stick to Mr. K.!

ora si accettano suggerimenti su improrogabili impegni da inventare da qui al 21 agosto!

Friday, August 15, 2008

Carramba!

ta-dah! surprise surprise: ho pubblicato i commenti e mi appropinquo anche a postare il frutto del duro lavoro di oggi, sempre che la connessione che mi sto rubando a qualche buon cristiano (mamachan) regga! oh, la prima volta in sei mesi di tentativi che riesco a sbafarmi il wireless del palazzo... no, c'ho ripensato... il post lo pubblico domani che adesso non c'ho la barra degli strumenti nel dashboard. ciao ciao non-vacanzieri clauds

Thursday, August 14, 2008

Comunicazione di servizio.

il blog e' chiuso domani, non per la scampagnata di ferragosto (giammai! e dove vado, nel deserto?), ma semplicemente perche' il venerdi' e' il mio giorno off settimanale.

se postate commenti a partire da questo momento esatto, li pubblichero' (insha'llah!) sabato mattina...

un caro saluto a tutti e buon ferragosto a chi se lo puo' permettere!

clauds

War is Peace. Freedom is Slavery. Ignorance is Strength.


e' bello sapere che in mauritania tutto sta finalmente andando... per il verso sbagliato.
questa nazione, indipendente dalla francia dal 1960 e governata da regimi autoritari per oltre 40 anni, aveva ottenuto le prime elezioni libere ed indipendenti nel 2007, anno dell'elezione dell'economista Sidi Mohamed Ould Cheikh Abdallahi a presidente della repubblica in seguito ad un ballottaggio con Ahmed Ould Daddah, fratellastro del primo presidente mauritano Moktar Ould Daddah.
la settimana scorsa, il 6 agosto 2008, il capo delle guardie presidenziali ed altri alti ufficiali dell'esercito hanno effettuato un colpo di stato, arrestando il presidente Abdallahi, il primo ministro Waghf, il ministro dell'interno ed alcuni influenti consiglieri presidenziali.

siccome in italia ci sono notizie piu' importanti cui i telegiornali non possono rinunciare (tipo il grande caldo, l'esodo di ferragosto, sicuramente qualche gattino o cagnolino per fare un po' di tenerezza...), vi tengo un po' aggiornati...

giovedi' 9 agosto, esattamente il giorno dopo il golpe, il generale Mohamed Ould Abdel Aziz, ovvero la mente del colpo di stato, e' apparso in pubblico per la prima volta alla testa di una marcia trionfale nelle strade della capitale Nouakchott, dichiarando di essere "determinato a salvare la democrazia" nel paese (ci ricorda qualcuno?).
le prime tensioni gia' si fanno sentire e, mentre tanti mauritani sostengono Aziz scendendo in strada con poster giganti che lo ritraggono ed intonando slogan come "si' al golpe!" e "sosteniamo i militari!", la polizia ha lanciato gas lacrimogeni contro dei manifestanti che protestavano contro il cambiamento di potere.
intanto lunedi' 11 il primo ministro Waghf ed altri tre ufficiali sono stati rilasciati, mentre il presidente rimane sotto arresto nel compound presidenziale. il primo ministro Waghf, parlando ad un raduno di diverse migliaia di sostenitori poco dopo il suo rilascio, ha rassicurato la folla che il presidente e' in buona salute, dicendo: "il presidente vi ringrazia per la vostra lotta instancabile, la vostra forte lotta per restaurare l'ordine costituzionale".
questo proprio il giorno prima che la giunta militare che aveva rovesciato il governo la settimana scorsa adottasse martedi' una legge che trasferisce il potere presidenziale al capo della giunta, gen. Mohamed Ould Abdel Aziz, che ha ha indirizzato ai suoi sostenitori un discorso in cui diceva che "e' l'esercito che ha messo fine alla dittatura nel 2005. ed oggi e' di nuovo esso che mette fine alla dittatura, al nepotismo, al caos ed al disordine".

cio' che sfugge e' che le elezioni tenutesi nel 2007 erano indipendenti e che la Mauritania e' stata internazionalmente elogiata per quel voto, che aveva visto il presidente Sidi Mohamed Ould Cheikh Abdallahi emergere vittorioso dopo una fase di transizione verso il governo dei civili durata due anni a partire dalla cacciata da parte dei militari del dittatore Maaouya Ould Sid'Ahmed Taya nel 2005.
ora la giunta tenta di paragonare il golpe di mercoledi' scorso a quello del 2005, annunciando che le elezioni si terranno "il prima possibile" e che fino a quella data il paese sara' governato da un "consiglio di stato" di 11 membri scelti tra gli ufficiali top dell'esercito e guidato da Aziz.
ci sono invece, parecchie differenze tra i due golpe, come ha spiegato anche Amal Cheikh Abdallahi, figlia del presidente deposto: "Taya era un dittatore. Questo e' un presidente che e' stato democraticamente eletto."
ma, nonostante il presidente fosse in prima linea per modernizzare il paese tramite investimenti di capitali stranieri nel settore minerario (altre misure adottate dal governo Abdallahi furono la legge per l'abolizione della schiavitu', ancora molto diffusa in Mauritania, la creazione di un franchising di negozi per i meno abbienti in collaborazione con un noto imprenditore mauritano e, primo provvedimento adottato dal governo nel giugno 2007, un taglio del 25% degli stipendi del presidente e dei membri del governo come prima misura per fronteggiare un deficit nazionale di 112 milioni di dollari) molte iniziative del governo Abdallahi non sono andate a genio ai militari che lo avevano sostenuto durante la campagna elettorale per le elezioni del 2007, prime fra tutti la riapertura del dialogo con il FLAM (Forze di Liberazione Africana della Mauritania, un movimento che si batte per il miglioramento delle condizioni di vita dei mauritani neri bandito da Taya nel 1986), la nascita del nuovo partito indipendente facente capo al presidente, l'Adil (Patto Nazionale per la Democrazia e lo Sviluppo), ed il licenziamento di alcuni capi delle forze armate, come spiega Mohamed Moktar Ould Zamel, un portavoce dei membri del parlamento a favore del golpe: durante l'animata corsa per la presidenza, il generale Aziz, la mente di entrambe i golpe, appoggio' Abdallahi dandogli la spinta di cui aveva bisogno per assicurarsi una vittoria risicata, dice Zamel. "(Abdallahi) si e' dimenticato che e' stato l'esercito a portarlo al potere" ed ha irritato i militari rilasciando, contro il parere del generale, dei militanti che si trovavano in carcere. a nemmeno un anno dall'inizio della sua presidenza, la Mauritania e' stata scossa attacchi di estremisti islamici in sequenza, compresi l'assassinio di quattro turisti stranieri ed un assalto all'ambasciata israeliana (la Mauritania e' una repubblica islamica, ma e' anche uno dei pochi stati della Lega Araba ad intrattenere rapporti diplomatici con israele). a giugno, il parlamento voto' una mozione di sfiducia forzando Abdallahi a nominare un nuovo governo, ma invece di nominare coloro che lo avevano appoggiato nelle elezioni, il presidente ando' contro i suoi sostenitori originali. la goccia che ha fatto traboccare il vaso era arrivata mercoledi', il giorno del colpo di stato, quando Abdallahi aveva licenziato quattro generali maggiori incluso Aziz. Un'ora piu' tardi Abdallahi e' stato portato via dai soldati insieme al primo ministro e ad altri funzionari. il resto e' gia' storia.

intanto le visioni sono discordi, con la giunta che in un comunicato dice che il golpe e' stato provocato dalle condizioni in via di deterioramento della vita quotidiana in mauritania e l'ostruzionismo del presidente contro varie istituzioni governative e che il consiglio militare "giura di salvare la democrazia in Mauritania" (tanto che l'uomo d'affari Houmey Ould Tangi, uno degli organizzatori della marcia pro-golpe, ha chiamato il leader della giunta Aziz "un eroe" che "ha fatto del tirare fuori il nostro paese dalle situazioni di stallo una sua abitudine" - rinfrescatemi, come si dice "lecchino" in arabo? ndr.) ed i sostenitori di Abdallahi che dichiarano che il presidente e' stato estromesso perche' aveva cercato di uscire dalla sfera d'influenza della giunta.

punito per la sua "ingratitudine" o deposto per la paura di una deriva autoritaristica? in questo caso staremmo assistendo al primo caso di "colpo di stato preventivo"...

per saperne di piu' sulla Repubblica islamica di Mauritania: http://mauritania.splinder.com .

Tuesday, August 12, 2008

A Modest Proposal - Update #2




allora, cari amici, vi aggiorno un po' (anche se in ritardo...).

ieri alle 15,15 ora locale sono tornata dal mio colloquio con l'ambasciatore afghano durato ben 1 ora e 20 minuti!!! (l'ambasciatore italiano non mi ha mai concesso piu' di un quarto d'ora credo...)
comunque ribadisco cio' che ho detto fin qui su Farid Zekria: trattasi di persona affascinante, colta, intelligente e dall'inglese impeccabile.
intanto vi dico che l'ambasciata afghana mi piace molto e si trova in una zona centrale e tranquilla, proprio di fronte al british council, vicino all'ambasciata dell'iraq ed a poca distanza dall'ambasciata inglese (non so se sono matta, ma personalmente ci vedo un qualcosa di simbolico nella collocazione geografica delle varie ambasciate ad abu dhabi... per esempio l'ambasciata del pakistan e' proprio accanto a quella americana, la maggior parte delle ambasciate dei paesi arabi "moderati" sono pure li' vicino ma non troppo, sulla 26esima ci sono le ambasciate dei paesi che "non contano e non accusano" come si dice dalle mie parti, tipo italia, marocco, turchia... vabbe', lasciamo stare...), quindi dall'ufficio ci arrivo in 3 minuti scarsi...

tutti sono stati molto carini con me e l'ambasciatore si e' dimostrato di una gentilezza e cordialita' disarmanti. inizialmente pensava lavorassi per qualche ONG, poi, quando gli ho spiegato a grandi linee qual era il nostro progetto, si e' illuminato in volto e mi (ci) ha ringraziato.

prima abbiamo parlato della storia dell'afghanistan negli ultimi 30 anni, con incursioni riguardanti anche la conquista mongola ed alessandro magno, mi ha raccontato cosa avesse significato per lui l'invasione sovietica e la guerra da essa risultante con accenni alla sua storia famigliare e a fatti vissuti in prima persona che i libri di storia non raccontano.
mi ha rassicurato non poco quando gli ho detto che personalmente nutro forti dubbi sulla presenza dei nostri soldati in afghanistan. vi riporto il suo discorso perche' mi ha letteralmente levato un peso dal cuore: "devi essere fiera del lavoro che i vostri giovani uomini e giovani donne stanno facendo nel nostro paese. le vostre truppe non sono venute ad occuparci per usufruire delle nostre risorse, anche perche' non glielo avremmo permesso. noi afghani siamo duri ed amiamo la nostra terra. quando l'unione sovietica ci ha invaso tutti gli afghani si sono sollevati ed hanno resistito e, tutti insieme, abbiamo sconfitto uno degli eserciti piu' forti del mondo che si trova solo a pochi kilometri da casa nostra. certo, 2 milioni di afghani sono morti per l'amore che provano per la loro patria, ma abbiamo sconfitto un esercito di 200.000 soldati. (vabbe', sugli sviluppi della guerra afghano-sovietica non sono del tutto d'accordo perche' il suo discorso e' stato un po' semplicistico, comunque riprendo - n.d.r.) pensi che se i vostri militari volessero ingerire in afghanistan noi glielo lasceremmo fare? i vostri soldati ci stanno aiutando a rimetterci in piedi cosi', quando, grazie a loro e a tutta la comunita' internazionale, saremo di nuovo in grado di contare sulle nostre forze potremo combattere il terrorismo cosi' come abbiamo combattuto l'unione sovietica. per la prima volta da molti anni l'afghanistan ha di nuovo un esercito nazionale e forze di polizia e questo e' importante per poter essere indipendenti e sosteneci con le nostre forze: questo e' avvenuto grazie agli aiuti della comunita' internazionale. l'80% del lavoro dei vostri militari e' lavoro civile di ricostruzione: ri-costruiscono scuole, ospedali, strade, ad Herat mi ricordo di aver visto soldati italiani distribuire giochi e palloni da calcio e da pallavolo ai bambini. dovete essere orgogliosi del lavoro dei vostri militari come lo siamo noi."

vabbe', e' un discorso di un diplomatico e bisogna prenderlo con le pinze, pero' ammetto che un po' ha alleviato delle sofferenze e dei dubbi che continuavo ad avere fino all'altro giorno. non che abbia dimenticato "gli effetti collaterali", tutt'altro, ma mi ha dato un pochino di speranza...
abbiamo preso il the, poi dalla storia afghana siamo passati all'arte ed alla poesia afghane, al sufismo, mi ha mostrato dei libri sulle bellezze architettoniche di Herat (ironia della sorte i libri li aveva comprati da Shah Muhammad Rais. quando gliel'ho fatto notare si e' messo a ridere e mi ha detto che e' un suo caro amico...) e mi ha declamato delle poesie di Maulana Jalaladdin Balkhi meglio conosciuto come
Rumi.

questo e' l'afghanistan che vorrei si vedesse nei media...

arrivando allo scopo principale dell'incontro, gli ho esposto l'idea e gli ho chiesto consigli dicendo che io (noi) sicuramente non conosco (conosciamo) la situazione quanto lui quindi non mi rendo (ci rendiamo) conto se effettivamente dei libri possano essere utili.
e li' si e' di nuovo illuminato ed ha detto: "30 anni di guerra ci hanno portato via tutto. scuole, case, ospedali, biblioteche, monumenti, tutto e' stato distrutto. nomina una cosa ed io ti diro' che si', ne abbiamo bisogno. tutto. abbiamo bisogno di tutto. ma i libri sono una cosa importante. in afghanistan l'istruzione e' gratuita e, siccome la maggioranza della popolazione e' povera, il governo stampa libri che distribuisce gratuitamente agli studenti dalle scuole elementari alle superiori. quest'anno ci sono 6 milioni di ragazzi e ragazze iscritti nelle scuole afghane ed il governo, insieme agli aiuti della comunita' internazionale, sta facendo uno sforzo immane per stampare 30 milioni di libri da distribuire nelle scuole insieme a penne e quaderni. ma nonostante tutto in afghanistan c'e' un tasso di analfabetismo superiore al 70%. tutte le biblioteche sono state distrutte ed i libri sono andati perduti. le giovani generazioni non possono sapere nulla della nostra grande cultura e delle tradizioni letterarie e poetiche dell'afghanistan perche' delle biblioteche che c'erano non e' rimasto nulla. la cultura e' importante ed e' il primo passo verso la liberta'. se anche voi riuscisse a raccogliere solo 50 libri sarebbe un aiuto enorme e sono sicuro che sarebbe apprezzato."

gli ho spiegato che pensavo di contattare il primo segretario dell'ambasciata italiana a kabul per informazioni logistiche e per vedere se loro possano occuparsi della distribuzione e mi ha detto che in caso lui potrebbe mettermi in contatto con qualcuno od occuparsene personalmente...

"mi raccomando, chiamami e tienimi al corrente della cosa. ti (vi) ringrazio tanto dell'iniziativa. come ho detto, abbiamo bisogno di tutto ed ogni aiuto e' prezioso per noi, ma la cultura e' qualcosa che dobbiamo assolutamente regalare ai giovani del nostro paese per avere speranze di una vita migliore."

ricapitolando:
libri in farsi e pashto sono most welcome.
libri in inglese sono also most welcome, soprattutto quelli riguardanti architettura (di qualsiasi tipo), ingegneria (di qualsiasi tipo), informatica, medicina, arte e storia (questi sono gli argomenti che lui ha citato piu' volte).
inoltre, qualsiasi altro tipo di libro o materiale scolastico (cartine geografiche, quaderni, penne, matite colorate e chi piu' ne ha piu' ne metta) e' also welcome.

ora io direi che chiunque fosse interessato all'iniziativa puo' farmelo sapere nei commenti o scrivermi via e-mail (cip.983@gmail.com); se conoscete qualcuno che puo' essere interessato, ma non legge i blog spargete la voce e fatemi sapere; se ci sono domande/proposte potete postare un commento o mandarmi una e-mail.

faro' una lista di persone interessate, poi potete dirmi voi se avete libri che potreste donare o se volete fare, che ne so, un banchetto per la raccolta di libri nella vostra citta' o qualsiasi altra cosa vi venga in mente.
fatemi sapere quali sono le vostre idee in modo da coordinarci!

un grazie a tutti quanti per la disponibilita' ed un abbraccio.

vi lascio con delle foto dei minareti di Herat (non siamo gli unici che hanno le torri pendenti ;-P ) ...




... e con una poesia di Rumi che mi piace molto (tra l'altro e' una di quelle che mi ha letto):

Come, come, whoever you are...
Come and come yet again...
Come even if you have broken your vows a thousand times
Wanderer, idolater, worshipper of fire...
Ours is not a caravan of despair,
This is the date of hope,
Come, come yet again, come.

Monday, August 11, 2008

Giusto qualche aggiornamento per la famigghia...


questo e' quello che vorrei fare in questo momento.

ed invece stamattina mi e' toccato svegliarmi alle 6.30 con quel "delizioso" odore di pesce fritto che si preparano le mie coinquiline per colazione che mi stuzzicava le narici e poi fare le poste al bagno per non farmi fregare il turno in doccia.
e tutto questo per essere alle 8.30 in agenzia di viaggi a dare l'anticipo per il biglietto che mi riportera' (solo per una quindicina di giorni) nella mia terra e dalla mia famigghia.

quindi ora posso dire con certezza che si', il 21 agosto di pomeriggio arrivero' nella ridente patria della pizza, degli spaghetti e del lodo alfano.
prendete appuntamenti con la mia segretaria via e-mail (cip.983@gmail.com o, chi ce l'ha, l'altro indirizzo). per ora i progetti sono un paio di giorni a roma per un incontro galante (se ci sara'...) e qualche giorno in veneto (e voi lo sapete chi saremo).

per il resto, mi ha telefonato la segretaria dell'ambasciatore afghano (l'ho tempestata di domande tipo: ma devo coprirmi i capelli? ecc. ... che volete fa', 'na "brutta" esperienza ce l'ho gia' avuta e m'era venuto il dubbio... comunque lei s'e' messa a ridere!), l'appuntamento e' confermato e vi postero' maggiori informazioni a breve...

ora scusatemi, ma mi re-immergo nel mio nulla...

Sunday, August 10, 2008

Canzone di lotta.

ecco, se n'e' andato anche lui, ieri, in seguito ad un'operazione al cuore avvenuta negli stati uniti 3 giorni fa. Mahmoud Darwish, il piu' grande poeta palestinese contemporaneo ed uno dei maggiori poeti in lingua araba.


posto solo una sua poesia, tratta da Perche' hai lasciato il cavallo alla sua solitudine a cura di Lucy Ladikoff Guasto:


Potete legarmi mani e piedi
togliermi il quaderno e le sigarette
riempirmi la bocca di terra;
la poesia è sangue del mio cuore vivo
sale del mio pane, luce nei miei occhi.
Sará scritta con le unghie, lo sguardo e il ferro,
la canterò nella cella mia prigione,
al bagno
nella stalla
sotto la sferza
tra i ceppi
nello spasimo delle catene.
Ho dentro di me un milione di usignoli
per cantare la mia canzone di lotta.

Saturday, August 9, 2008

Due Pesi e Due Misure.

l'altra sera leggevo su Jeune Afrique l'editoriale di Béchir Ben Yahmed dal titolo Etonnant et Heureux e come al solito mi ha fatto riflettere, tanto che lo traduco (malamente) e lo trascrivo in toto:


"Fate l’esperienza di gettare un’occhiata sul mondo della politica: lo spettacolo che propone in questa fine di luglio 2008 vi lascerà la curiosa impressione di essere ancora al... XX secolo: oggi somiglia violentemente a ieri...

Come voi, anch’io credevo che il XXI secolo – sono già otto anni – sarebbe stato quello dell’uguaglianza tra uomini e donne. Come voi, mi rallegravo della prospettiva di vedere il sesso debole ed oppresso smettere di esserlo e metà dell’umanità rompere le sue catene millenarie. Saremmo entrati in un’epoca nuova, nella quale le donne sarebbero state istruite come gli uomini, avrebbero acceduto alle funzioni più alte ed avrebbero occupato la metà delle posizioni, comprese le più elevate; esse avrebbero ricevuto le stesse remunerazioni degli uomini e le stesse distinzioni, premi Nobel inclusi.

Sapevamo, ovviamente, come ha detto un uomo – un cinese -, che "un viaggio di mille chilometri comincia da un primo passo" e che l’uguaglianza-parità tra uomini e donne c’avrebbe messo del tempo ad installarsi in città. Ma, lo constatiamo, il paesaggio politico mondiale di questo mese di luglio 2008 non riflette alcuna evoluzione della società in tale direzione. Perché ció che si presenta sotto i nostri occhi non è un modello di parità – né di urto – tra le donne e gli uomini. Ne è un altro, molto diverso, di totale incomprensione, addirittura di dissonanza, tra, da una parte, quello che chiamiamo ancora l’Occidente – gli europei dell’ovest e gli americani del nord (senza il Messico) – e, dall’altra, il resto del mondo. Se poniamo sotto la nostra lente d’ingrandimento l’universo della politica mondiale, non vediamo muovervisi in effetti che degli uomini, o quasi. La cancelliera tedesca fa del suo meglio, ma è proprio sola!

Qual’è la personalità politica più rispettata al mondo? Nelson Mandela, incontestabilmente: ció si è visto di nuovo, molto di recente, in occasione del suo 90esimo compleanno. E la personalità politica più popolare, nel suo Paese come nel resto del pianeta, quella che suscita le maggiori speranze? Barack Obama, senza alcun dubbio: lo indicano i sondaggi ed il suo viaggio in Medio Oriente ed in Europa ne offre la conferma più bella. Il primo, Mandela, è al crepuscolo di una vita piena; il secondo, Obama, all’alba di una carriera che preghiamo perché mantenga le sue promesse. Entrambi sono uomini: dov’è dunque la parità uomo-donna?

Di certo non vi è sfuggito che il primo è africano di razza nera e che il secondo è un afro-americano considerato un nero (dai bianchi come dai neri), benché sia meticcio (di madre bianca). È certamente sorprendente e piacevole: ma, nell’anno 2008, sul piano della politica mondiale, nonostante resti indietro e sia l’ultima ruota del carro, il continente africano dà al mondo della politica, direttamente ed indirettamente, le sue due personalità più grandi, quelle che pesano e contano maggiormente!

Ma proseguiamo il nostro giro del mondo: non troveremo donne, vedrete! In compenso, incontreremo, al sud come al nord del pianeta, degli uomini politici che non vorreste avere tra i vostri amici... Già da alcuni mesi i dirigenti euro-americani hanno identificato e designato le loro "bestie nere". Sono africane, anch’esse, e si chiamano Robert Mugabe, presidente (mal) rieletto dello Zimbabwe, e Omar el-Beshir, presidente (ancora più male eletto) del Sudan.

A Jeune Afrique, noi non abbiamo grande stima per questi due dirigenti. Da parte mia, penso che Mugabe abbia perduto da parecchi anni, ed ancor di più nel 2008, la legittimità che ha potuto avere e che el-Beshir non l’abbia mai avuta: egli gestisce molto male e da troppo tempo un Paese sfortunato in cui – ampiamente per colpa sua – una guerra civile segue l’altra. Ma noi pensiamo anche che questi due uomini politici non meritano né l’onore né l’infamia di essere stigmatizzati come sono. Quegli stessi dirigenti euro-americani che li subissano d’ingiurie e li sommergono del loro disprezzo, rispettano o addirittura vezzeggiano ben altri dittatori di uguale turpitudine ma che, loro, piegano la schiena, astenendosi da atti ostili, e pesano le proprie parole.

Detto questo, io mi domando da parecchio tempo perché i dirigenti dei Paesi del Terzo Mondo si astengano con molta cura dall’emettere il minimo giudizio negativo sui loro omologhi del nord, quando lo meriterebbero. Capisco la loro prudenza, ma perché non abbiamo, anche noi, il diritto di avere le nostre "bestie nere"?

Guardando da sud verso nord, non possiamo non "storcere il naso" nel caso di due uomini di governo che sono, a mio avviso, la vergogna della politica. Che siano stati entrambi eletti – e rieletti – non impedisce di dire che non dovrebbero essere alla testa di una grande democrazia. Voglio parlare di: - Silvio Berlusconi, uomo d’affari corruttore e senza scrupoli, che, dopo essersi arricchito, è riuscito a mettere le mani su uno dei grandi Paesi dell’Unione Europea. Questo gli permette di fare delle leggi – ed ottenere che siano votate! – per non dover subire il rigore di quelle a cui passa sopra. – George W. Bush. L’autore americano di un libro di successo vuole farlo giudicare per l’uccisione di 300.000 irakeni e di 4.000 americani. Un generale americano (in pensione), Antonio Taguba, in un rapporto ufficiale, gli imputa dei crimini di guerra su dei prigionieri: secondo il calcolo stabilito da questo generale, un terzo dei detenuti nelle prigioni americane in Afghanistan, in Iraq o a Guantanamo non hanno nulla a che vedere con il terrorismo e cento di essi si sono suicidati o sono morti in seguito alle atrocità ed alle torture subite. Al termine della sua inchiesta, il generale Taguba conclude: "La questione non è sapere se l’amministrazione Bush ha commesso dei crimini di guerra, ma solamente se coloro che hanno dato l’ordine di impiegare la tortura saranno ritenuti responsabili." Non si puó essere più atroci.

Io, io dico, e spero che voi condividiate il mio sentimento, che le turpitudini dei Sigg. Berlusconi e Bush li rendono passibili – anche loro – della Corte Penale Internazionale (CPI): essi non sono stati eletti per trasgredire la morale e le leggi."

per chi volesse leggere l'originale in francese, si trova sul blog di B. B. Y. sul sito di Jeune Afrique.

Thursday, August 7, 2008

Donne con i pantaloni


chi guardera' la cerimonia di apertura dei giochi olimpici di beijing 2008 (non io), probabilemnte la notera' in quanto portabandiera della rappresentativa olimpica emiratina.

Sheikha Maitha bint Mohammed bin Rashid Al Maktoum e', come dice il nome stesso, la figlia dell'emiro di dubai Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum, avuta dalla prima moglie Sheikha Hind. non solo, la giovane Maitha e' una campionessa di taekwondo e karate che ha vinto la medaglia d'argento ai giochi asiatici del 2006. quest'anno alle olimpiadi rappresentera' gli eau nel taekwondo categoria 67 kg.

"My dream is to make it a golden success for my father and country." ha detto alla stampa.


Sheikha Maitha non e' l'unica sportiva d'alto livello all'interno della ruling family di Dubai: la seconda moglie di Sheikh Mohammed, la Principessa Haya (figlia di Hussein I di Giordania, morto nel 1999, e laureata ad Oxford), nel 2000 aveva partecipato ai giochi olimpici di sidney ed ha vinto numerosi trofei equestri nel corso degli anni.


questo non cambia la situazione in cui versano milioni di donne in tutto il mondo arabo ed islamico, ma gli emirati si stanno rapidamente aprendo per dare piu' diritti alle donne... un bel passo avanti da quando non era permesso pubblicare foto delle donne della ruling family!

Oltre il Velo


questa idea mi e' venuta leggendo il commento di "Mega 21" su un post che avevo scritto per il blog di Wil.

effettivamente tutte le persone che conosco mi chiedono se io non mi senta discriminata in quanto donna residente in un paese musulmano.
queste domande mi vengono poste soprattutto a causa della visione stereotipata che ci presentano i media riguardo alla condizione della donna nell'islam, ovvero le immagini delle donne afghane in burqa, le storie delle donne saudite che nel loro paese (proprio qui affianco) non hanno alcun diritto, le notizie di lapidazioni di donne "adultere" in iran.
tutto cio' viene usato senza ritegno per scopi politici e diffamatori.
non posso negare che in alcuni paesi musulmani le donne siano sottomesse e discriminate, ma questi paesi non sono la regola: essi sono l'eccezione.
l'islam non e' una fede monolitica (e non potrebbe esserlo visto che nei secoli si e' espanso in zone del mondo troppo diverse tra loro ed ha assorbito usi e tradizioni precedenti, diversi in ogni area geografica) e da un paese all'alto molte cose cambiano, compreso il ruolo che le donne rivestono all'interno della societa'.

ho pensato allora di usare la mia "esperienza" di privilegiata occidentale che ha viaggiato in qualche paese arabo per raccontare, tramite le mie esperienze (acc, di nuovo!) personali e tramite le parole di donne musulmane, un argomento tanto discusso e su cui e' difficile avere una visione unitaria.
sia chiaro che io non sono ne' una studiosa di questi fenomeni ne' tantomeno mi permetto di considerarmi nel giusto. prendete i post con la tag oltre il velo semplicemente come un'opinione personale e (spero possa essere cosi') degli spunti di riflessione.

prima di iniziare voglio trascrivere una poesia della poetessa afghana Nadia Anjuman (1980 - 2005) intitolata Useless:
No desire to speak again
what should I sing about?
I am accursed by time whether I sing or not
Why should I talk of honey since it is poison for me?
Alas! A group of oppressors closed my mouth
I don’t have a confidante, who shall I be coy with?
Why do I cry, laugh, die and remain?
Myself and this corner of captivity, the sorrow of failure and regret
I was needlessly created and I should seal my mouth shut
I know that it is spring and the season of delight but
What can I do with tied wings? I cannot fly
Even though I have long been silent, I haven’t forgotten the songs
Because my heart and soul speak in every moment
Happy the day when I will break the cage
When I will leave this solitude and sing with abandon
I am not a weak tree that sways with every breeze
I am an Afghan girl and it is right that I always cry
(Nadia Anjuman, Useless - 1999)
la traduzione in inglese di tutte le poesie di Nadia Anjuman si puo' trovare su questo sito.
l'immagine che ho usato e' del designer egiziano Kareem Lotfy e s'intitola Mirleen (arabo per Marilyn...)

A Modest Proposal - Update #1

cari tutti,
intanto vi ringrazio per l'interesse alla "modest proposal" (Stefania, l'allusione letteraria l'hai beccata?) e per i suggerimenti che mi avete mandato.

per il momento vi confesso che preferisco tenere la cosa a livello abbastanza "casereccio" (nel senso che penso sia meglio non diffondere la cosa su troppi network anche esteri come proponeva Claudia di bologna), poi, se questo primo tentativo andasse in porto (e con un po' di esperienza in piu'), si potrebbe pensare di estenderla.
ieri sera ne ho discusso con Flavia e mi sembra sia dello stesso avviso.

comunque, questa update e' per informare tutti gli interessati che lunedi' alle 14 ora locale ho un appuntamento con S.E. Farid Zekria, l'ambasciatore afghano negli eau, per discutere di quali potrebbero essere le zone interessate e per avere un'idea piu' precisa di chi ha bisogno di cosa.
dalla pronta telefonata della sua segretaria mi e' sembrato che l'ambasciatore possa essere interessato all'iniziativa e possa darci degli ottimi consigli (ho avuto il piacere di conoscerlo ad un party e devo dire che e' una persona molto brillante).

vi terro' al corrente dei risultati dell'incontro qui sul blog...

in ogni caso, se conoscete gente che pensate possa essere interessata, spargete la voce: the more the merrier!
a presto con le novita'!

e grazie di nuovo.

15 Minutes of Celebrity...

first of all a stupid post...
my dear friends, i am glad to introduce you *drum rolls* ... MY GROCER!


ok, usually he doesn't wear like this!

but yesterday, when i asked him where he had been all this time that i didn't see him in the shop, he told me that he is a famous magician and was invited to perform at the
liwa festival...
ahah, i already got an invitation for next performance! lucky girl i am!

Wednesday, August 6, 2008

Coup in Mauritania

after less then one year of democracy in mauritania, the army stages a coup and arrests president Abdalahi and prime minister Waghf.
here the news in english (Al Arabiya).

there is hope left: now with the army in the streets, maybe it can happen in italy too! everything is better than berlusconi...


dopo meno di un anno di democrazia in mauritania, l'esercito effettua un golpe ed arresta il presidente Abdalahi ed il primo ministro Waghf.
qui la notizia in italiano (ANSAmed).

c'e' speranza allora: ora con l'esercito nelle strade, magari puo' succedere anche in italia! tutto e' meglio di berlusconi...

Monday, August 4, 2008

A Modest Proposal


Non so se qualcuno la' fuori ha letto "Il libraio di Kabul" (o come diavolo l'hanno chiamato in italiano) della reporter norvegese Åsne Seierstad: vabbe', a me non e' piaciuto molto... infatti non lo consiglio mai ;-)

Comunque, il libraio in questione ha un nome reale (in tutti e due i sensi: "Shah" in farsi significa "re"), Shah Muhammad Rais, ed un volto (quello della foto qui sotto). Inoltre ha anche un sito Internet, http://www.shahmbookco.com/home/home.sxw.html, da cui si possono acquistare libri online.


Shah Muhammad Rais non e' solo un libraio, ma anche un filantropo (che pero' tiene sempre a mente il business...): nel 2002 ha iniziato a lavorare ad un progetto per vendere libri nelle parti piu' remote dell'Afghanistan tramite un autobus (una specie di "libreria itinerante") in modo da far risparmiare tempo e denaro a chi avesse bisogno di comprare un libro pur non abitando a Kabul. Infatti, come penso tutti immaginino, in Afghanistan non ci sono molte librerie e spesso neanche le scuole nei distretti piu' remoti hanno biblioteche e libri per gli studenti.
Non essendo riuscito ad avere fondi dalle ONG straniere coinvolte in progetti culturali o educativi, Shah Muhammad Rais ha comprato lui stesso un autobus e, con oltre 20.000 volumi, si e' spinto nelle province settentrionali nel 2006, ma le continue violenze e l'instabilita' delle province meridionali ed orientali l'hanno spinto a fermarsi nella sua impresa.


Shah Muhammad Rais afferma di possedere circa un milione di libri in varie lingue, la piu' grande collezione di libri sull'Afghanistan al mondo.


Ho letto ieri sul blog del giornalista Pino Scaccia
http://kabul.splinder.com/ (vi invito a visitarlo, nonostante io non condivida alcune posizioni che ho trovato espresse... ma e' interessante davvero e, ovviamente, informato) che i soldati italiani hanno costruito con i fondi del Ministero della Difesa italiano una biblioteca a Surobi, nell'est dell'Afghanistan (potete leggere l'articolo di Scaccia a questo link: http://kabul.splinder.com/post/17983820/La+biblioteca+di+Surobi).


Ora, io non voglio disquisire di cosa pensi della missione in Afghanistan, se la trovi giusta o meno, ecc, pero' mi e' venuta in mente un'idea stupida e provo a buttarla la': perche' non costituire una specie di "Gruppo d'Acquisto" per comprare libri tramite il sito di Shah Muhammad Rais e mandarli nelle biblioteche, nelle scuole e nelle universita' afghane? Ho visto sul sito che i prezzi dei libri sono in dollari e non sono propriamente economici, ma comprare un libro a testa per noi non sarebbe un aggravio particolare, mentre per i ragazzi afghani sarebbe un dono prezioso (o almeno immagino!).


Ci sono diversi cose che potreste contestarmi:
- potreste dirmi che e' una cazzata mandare libri (come ha fatto A. quando mi ha proposto di andare a lavorare a Kabul ed io euforica ho detto "Si'! Potremmo aprire una scuola dove i bambini di tutte le etnie possano studiare gratuitamente!"... La sua risposta: "Mmmhhh, non mi sembra una buona idea considerando che i genitori non mandano i figli a scuola!"), cioe', io non so come sia la situazione realmente, se i libri possano essere d'aiuto anche in vista di un futuro piu' "roseo" e "pacifico"... pero'... tentar non nuoce! Al massimo ci rimettiamo 10/20 euro a testa...
- potreste obiettare che in questo modo faremmo la fortuna di quel capitalista di Shah Muhammad Rais, ma sinceramente io aiuterei volentieri qualsiasi tipo di business (oddio, magari non il traffico d'oppio...) in uno dei Paesi piu' poveri al mondo e distrutto da 30 anni (e sottolineo 30 anni) di guerre.
- potreste addurre problemi logistici... eheh lucky guys, in tal caso avremmo il supporto di A., l' "inviato cazzone", che vive a Kabul e potrebbe pensare a come far arrivare i libri alla destinazione prescelta. Oppure si puo' sempre contattare l'ambasciata italiana!


Io in ogni caso mandero un po' di libri (se non comprandoli da Shah Muhammad Rais, almeno vecchi libri in inglese e arabo - e qualcuno in farsi - che ho a casa). Mi farebbe piacere non essere sola...


Per favore, se siete interessati (o se avete idee/critiche/suggerimenti, anche se ritenete 'sta proposta 'na cazzata!), lasciate un commento qui sotto.
Uno da solo non puo' fare molto, ma come si dice "l'unione fa la forza".
Grazie!



You can say I am a dreamer/But I'm not the only one (J.L.)


p.s.: la foto di Shah Muhammad Rais l'ho presa dal sito The Survival Guide to Kabul (http://www.kabulguide.net/)