Wednesday, December 31, 2008

Lo so, lo so...

… che sono scomparsa (anche se qualche messaggio subliminale ve l'avevo lanciato…) e non vi ho neppure dato gli auguri di buon solstizio d'inverno…
per ora vi basti sapere che sono davvero impegnatissima (e pure un po' depressa) "grazie" al nuovo super-mega-ultra-manager che abbiamo in ufficio.
e poi vi faccio gli auguri per il nuovo anno, il secondo nuovo anno nel giro di una settimana (questa al massimo ve la spiego venerdi', se riesco a connettermi): spero che il 2009 sia l'anno della realizzazione dei vostri desideri (tipo, per qualcuno, il threesome con Mira Aroyo ed Emiliana Torrini :-P ).

a parte gli scherzi, vi auguro di lasciare l'anno vecchio in grande stile stasera e di cominciare al meglio l'anno nuovo, un anno, spero, ricco di soddisfazioni.


miss you, guyz.
clauds


Saturday, December 6, 2008

Il Dubai Mall e' una cagata pazzesca!!!


omg! ieri sono andata a dubai con F. e M. ed ho finalmente visitato il dubai mall, il nuovo mall che hanno aperto da un mesetto circa...
credo che abbiate capito che non sono tipa da mall, ma questo non e' un normale centro commerciale, gente. e no! il dubai mall e' il "mall piu' grande del mondo", accanto al "grattacielo piu' alto del mondo", di fronte alla "fontana piu' grande del mondo", vicino all' "hotel piu' lussuoso del mondo" nella citta' piu' sopravvalutata del mondo.

in teoria, nell'itinerario programmato da F., saremmo dovuti andare anche ad atlantis, la nuova meraviglia di dubai, l'albergo con l'acquario per il cui lancio hanno organizzato un party cui hanno partecipato centinaia e centinaia di personaggi del jet-set mondiale, poi, causa una lunga serie di imprevisti (partenza in ritardo a causa della bisboccia della notte prima, ulteriore ritardo per comprare i biglietti per le ferie di F., sosta al primo autogrill per fare benzina, foratura di una gomma e conseguente cambio della suddetta gomma nel bel mezzo della strada deserta e desertica che porta da abu dhabi a dubai, sosta al secondo autogrill per gonfiare un'altra gomma e controllare che tutto fosse a posto, sosta al terzo autogrill per comprare il salik -la targhettina del pedaggio per attraversare dubai- traffico, ecc. ecc. ecc.), abbiamo dovuto rinunciare al piano originario ed accontentarci di visitare solo il dubai mall (come se me ne potesse fregare qualcosa).

ed ora, solo per voi, miei cari, una piccola recensione del "centro commerciale piu' grande del mondo": fa schifo!
innanzitutto immaginatevi una struttura tipo capannone industriale, con pareti completamente bianche stile ospedale ed ampi spazi vuoti ed asettici. c'e' l'acquario (grande, con dentro squali, mante ed ogni sorta di pesce tropicale) al centro, ma, se devo dirvi la verita', la cosa non mi ha impressionato piu' di tanto: provavo solo pieta' per quei poveri pesci, ridotti ad attrazioni turistiche e storditi dai flash continui. il mall era affollatissimo (ovviamente: l'hanno appena aperto, quindi e la nuova attrazione della citta') e caotico, anche a causa della struttura escheriana che dopo un po' rincoglionisce anche il piu' interessato dei visitatori. tantissimi spazi non sono ancora stati venduti (eheh, il credit crunch ha colpito anche dubai...), molti negozi non erano ancora aperti e, nel complesso, non c'e' molto di piu' degli altri mall della citta' (forse qualche negozio "di lusso", ma sinceramente sono proprio gli ultimi a cui io sia interessata).
unica nota positiva: kinonukiya, una libreria di singapore, grande almeno il doppio della biblioteca comunale di montesilvano (ok, ve lo concedo: non ci vuole molto) che vende libri interessanti anche in lingue che non siano l'inglese e l'arabo (bello: c'era la sezione in francese, quella in tedesco, quella in cinese, in coreano e poi una parte enorme in giapponese). pero' il libro che volevo comprare (Adama di Turki al Hamad) non ce l'avevano! vabbe', mi son rifatta con altri tre titoli e, quando tornero', ho gia' deciso che mi accattero' l'edizione inglese di Q!

insomma, non riesco a capire tutto questo febbrile eccitamento nei confronti del dubai mall. per citare un maestro di vita: "il dubai mall e' una cagata pazzesca!!!"
ma saro' io che sono snob?! a volte me lo chiedo...


p.s.: ci vediamo mercoledi' (insha'llah!), che' da domani cominciano i tre giorni di festa per l'eid al-kabir... mabruk!


Post di ringraziamento. E poi mi chiedo: "Ma perche'???"


post estemporaneo di ringraziamento al carissimo Wil, che mi ha segnalato via e-mail l'edizione di giovedi' 4 dicembre de L'Unita', in cui, a pag. 37, nella rubrica "Blog", la giornalista Alessia Grossi parla di fake glasses (e' questo blog, per chi se ne fosse dimenticato :-P ).

ovviamente il ringraziamento e' esteso alla Grossi, alla redazione ed ai lettori del L'Unita' che passeranno di qui (sperem!).


un paio di piccole precisazioni ad uso degli stimati lettori di questo blog:

Ma perche' tutti credono che io viva a dubai???

Ma perche' questi mi recensiscono proprio uno dei post piu' stupidi???


lo so, mi dispiace molto scriver cazzate (anche se ultimamente l'ho fatto alla grande), ma purtroppo in questo periodo non ho molto tempo per preparare post piu' approfonditi... insomma, spero che voi continuerete a leggermi in ogni caso. cioe', lo so che di solito non faccio la sentimentale, ma... ecco... io ci tengo a voi, mi siete simpatici... vabbe', diciamo che vi voglio bene e finiamola qui.


comunque sono in buona compagnia... se aprite il link al quotidiano, noterete che uno dei miei "colleghi di recensione" e' un blog che parla di santini: http://collezionaresantini.blogspot.com. una chicca, ragazzi!


il mio nuovo big boss sta per manifestarsi, quindi devo chiuder tutto; comunque vi saluto con un grande abbraccio e vi dico solo... GRAZIE!



p.s.: che bello, ha appena finito di piovere che il sosia riccioletto di Marx la mandava!



Thursday, December 4, 2008

Beh, che dire?

solo...


BUON WEEK END! ;-)


da sabato non so quanto potro' essere presente...

a presto


clauds

Monday, December 1, 2008

Ritenta, sarai piu' fortunato...


Ah, le chiavi di ricerca!
Domani e’ la festa nazionale emiratina, quindi ho un giorno di ferie. Tornero’ dopodomani piu’ nervosa di prima… tremate! ;-)
Nel frattempo date un’occhiata a chi arriva su questo blog. (come se ve ne potesse fregare qualcosa...)
Anche questo mese si riconferma vincitore quello che cerca gli occhiali finti (li ha cercati di tutti i modi: da uomo, da donna, da bambino, da Craig David…) e chi cerca i fakes (di diamanti, occhiali, tappeti, mastercard, addirittura della Prestigiacomo, della Clerici e di Carmen Russo… ma quando mai le ho nominate su questo blog? Boh!)
Poi tutti a cercare notizie sulle elezioni in Ghana (non saro’ mica l’unica ad averne parlato??? … comunque 11 “elezioni ghana” 4 “elezioni in ghana” e 4 “ghana elezioni”, senza contare tutti gli altri con chiavi di ricerca piu’ dispersive).
Ah beh, poi ci son quelli che cercano il mio nome e la cosa non e’ che mi rassicuri molto…
E poi vado per categorie.

Quelli che… sono confusi

you tube musica egiziana (3)cercare direttamente su youtube pareva brutto?
“alexandrie encore et toujours” emuleidem come sopra
'il n'y a pas d'os sans la langue' de nourredine saadi dans wikipidia
bernard binlin dadié wikipedia in francese
da dove posso scaricare le canzoni di tamer hosnysicuramente non da qui… a me fa schifo!
facebook alex abdel mohamed taha egitto
hakim e la sua musica araba su you tube
musica egiziana youtubecambiando l’ordine degli addendi…
netlog.samuele giordano.
nome del capo di stato africano wikipediaperche’ non cerchi su wikipedia anche il nome del presidente del mondo?
qualcuno sa dirmi dove posso trovare le foto di tamer hosnyancora? E’ brutto, lascia perdere!
tuareg wikipedia comportamento
wikipedia cucina gabonese
wikipedia etiopia sito governo
www.musicaegiziana.it
you tube douala camerun popolazione
youtub musica egiziana nancynon solo mi scrivi youtub, ma non sai nemmeno che Nancy e’ libanese…
youtube summer seems padri e figli


Quelli che… hanno problemi con l’italiano

arestati din data de 27 11 2008 din paternoquesto andrebbe bene anche nella categoria “I criptici”
belle donne etiope
belle ragazze etiope
cazo i ngola - una delle mie chiavi di ricerca preferite in questa lista...
dimostrami fote porne - questo ancora non ha ben capito il plurale e gli accordi... sara' in terza elementare? la cosa sarebbe preoccupante...
donne etiope a dubai
emirati arbi gioelli
festa di agnello pert musulmani 2008 data
la storia di il colonialismo cote d'ivoire - le preposizioni articolate, queste sconosciute...
mozart prese pr in culo
paasaparola
quando si inserisce i coloranti nella glassa
quanti citta ha ethiopia

Quelli che… hanno problemi con l’inglese

bbc news about egyptians tristforse sono ignorante io, ma… che significa “trist” in inglese?
burj al-arab sweet il costose intendevi “suite”, il costo lo trovi sul sito dell’albergo. Se poi non ti viene un coccolone, puoi anche chiedere il prezzo dei dolci nel loro bar
month or ramadan 2003
pollo cip an ceap - questa se la batte con "cazo i ngola"...
war is peace freedom is ignorancequesto non avra’ letto 1984, ma gia’ ha capito come gira il mondo…

Quelli che… anche loro hanno problemi con facebook

come mai non riesco ad aprire facebook - allora non sono l'unica...
cosa vuol dire taggata nel linguaggio di facebook
face book di volpedo
facebook di volpedoquesto e’ anche un po’ criptico, comunque
facebook ex compagni di liceo artisticonon sai piu' come liberartene? poverino, come ti capisco…
fake profilo facebook cosa fare
h2opia - ti do un consiglio: non comiciare! e' peggio di una droga, non uscirai mai dal tunnel...
linguaggio facebookiano
stati di facebook

I criptici

2008 new gamal mubarak.notare il punto.
foto in giornale o manifesto facebook
i re magi ed asilo
palmina trabocchi
rude .con - ma 'sta gente come c'arriva qua?
storia dell

I porcelloni

akram khan cerco nudo - metti un annucio. AAA...
deflorazionequesto merita, che’ cercava su google images
fake celebrity nuda fake anni 40qualcos’altro?
fatina con manette
ministro gelmini nuda fake
montesilvano nudaquesta andrebbe bene anche nei criptici… mi sto ancora arrovellando il cervello per capire che diavolo cercava cussu’
photo senior et bestie umano gay

Varie ed eventuali

“ a scuola con rinnovata energia” (ben 5!) - Ma quando mai l’ho scritto?
figlia di er pecora (2) – posso assicurare che non sono io
a chi piace la gambia? - rispondete! a chi piace la gambia?
adriano smaldone spam - ihihih
belle donne etiopiva bene lo stesso una brutta donna italiana?
bin laden prima moglie - non la conosco, santa donna...
de talebano internet addresse pensi che se ce l’avessi non l’avrei gia’ rivenduto alla cia per qualche migliaio di dollari?
discoteche n'djamena
donne coi pantaloni foto
donne etiopia questo vanno bene anche brutte, purche’ etiopi
donne fakesnon capisco perche’ cercarne una fake quando puoi averne una real, darling! Come dici? Quella fake non parla?
elezioni ghana+chi vince'senza + non e’ altrettanto poetica…
fakes persone normali
firma originale di che guevara
gerry scotti sua mogliema io ho mai parlato di gerry scotti qua? Se l’ho fatto e non me ne sono accorta, per favore, insultatemi!
hossam guida egizianascusa, ma io conosco solo Sherif!
icona della culla di gesù bambino - ???
il cous cous nelle opere di fatema mernissioddio, credo sia piu’ facile trovarci il femminismo, comunque cerca ancora che' forse trovi...
interprete italiano/inglese a dubaiguarda che mi faccio pagare salato, sai?
isaias afewerki dittatori top 10e chi sara’ in prima posizione questa settimana, cari amici?
kriolu traduttoreguarda, per l’inglese ce la faccio, ma per il kriolu devo ancora attrezzarmi…
la lega degli uomini giustisicuramente NON e’ la lega nord…
la moglie con i pantaloni
meglio le stan smith o le superstar?perdonate l’ignoranza, eccheccazzo sono le stan e le superstar?
misantropasi’, sono misantropa. E allora???
moglie con i pantaloni
my favourite advertisingse t’interessa posso dirti qual e’ la mia
nancy ajram rifattaquanta verita’ in cio’ che scrivi caro amico sconosciuto
nancy ajram quando era piccoloera un cesso, fidati!
pantaloni da cricketquesto e’ tutto tuo, Coq!
ragazze gabonesiha cambiato nazionalita’, le etiopi l’hanno stufato…
rocco siffredi rai fictionragazzi, ricordatevi di spedirmi una videocassetta please!
sfondi con le stelle fiori glitteratiqui non li trovi di certo!
si pensa male dell'italia all'esteroSI’!!!
tasso del pil in benin(africa)fondamentale specificare che il Benin si trova in Africa!
terrorista dalla Mauritaniano, dalla Mauritania proprio non lo conosco…
un posto al sole fakes
vecchietti grotteschi
vignette sul cucùanche questo cercava Coq…
vikipedia: mubarak egittoquesta, col due punti, e’ pura poesia…
voglio vedere la foto di anwar sadat mortoe io vorrei vedere la faccia di uno che cerca ‘sta roba
what's the worst that could happen? fake glassesgrazie. Stronzo!


Caro papa'...





... e' bella questa foto, eh?! questo e' il regalo che ti faccio oggi per il tuo compleanno, oltre alla telefonata che ti faro' piu' tardi.

ti regalo questa foto per ricordarti quanto e' stato bello un tempo essere una famiglia, e non degli ex-coinquilini con problemi di comunicazione.
la regalo anche a me per ricordarmi quanto ti ho voluto bene quando ero una bambina e tu mi adoravi. ed anch'io ti adoravo papa'. ero la tua principessa e tu eri il mio eroe. eri il mio eroe anche quando a casa non c'eri mai per lavoro, oppure c'eri ma eri troppo preso dai progetti per accorgerti che la tua indifferenza ci faceva male. l'ho capito tardi che la tua non era indifferenza, ma voglia di proteggerci e di permetterci una vita decente, ma forse, a posteriori, ci sarebbe bastato un papa' in piu' e qualche sfizio in meno. ma non ti voglio giudicare, pa', ti capisco.

crescendo e' cresciuto anche il divario tra noi, il divario di vedute accentuato da troppi anni di differenza. entrambi abbiamo tanti difetti, ma ce ne sono due che tu hai e che non riesco a sopportare: che per te tutto e' bianco oppure nero, senza accorgerti delle mille sfumature di mezzo che rendono bella la vita ed interessanti le persone, e quella tua laconicita' da "una parola e' poco e due sono troppe" che rende impossibile il dialogo tra noi. purtroppo.
abbiamo smesso di parlare e ridere, ma i valori che mi hai dato da piccola mi sono rimasti: l'onesta', soprattutto.

non dimentico quando sono venuti a casa quei signori dell'impresa edile, quelli che ti hanno offerto un pacco di pezzi da 100.000 "per comprare le bambole alla bambina", a cui hai risposto "alla bambina non servono altre bambole oltre a quelle che ha. andatevene, per favore". gelido, come sempre con le persone che non apprezzi.
non dimentico neppure tutti i sacrifici che hai fatto, quando ti sei ammazzato di lavoro ed hai rinunciato alle ferie per anni. era la tua idea di meritocrazia: bisogna lavorare sodo per farsi strada nella vita, come quando agli esami prendevo sempre il massimo dei voti ed ai miei compagni di scuola regalavano la bicicletta o il motorino e quando venivo a dirtelo mi rispondevi "hai fatto solo il tuo dovere". lo so che sei sempre stato orgoglioso di me, ma a volte avresti potuto almeno dimostrarmelo.
non dimentico tutto il bene che mi hai voluto e che ancora mi vuoi, che mi portavi in giro ovunque tu andassi, anche alle cene importanti con i tuoi capi, che facevamo gli scherzi alla maestra dell'asilo che non ci credeva che mi avevi gia' insegnato a leggere e scrivere, che quando la sera non riuscivo ad addormentarmi mi facevi fare i giretti con la macchina finche' crollavo dal sonno, nonostante tu la mattina dopo dovessi svegliarti alle 6 e mezza.
e non dimentico neanche tutto il male che hai fatto a mamma, e di riflesso a noi. non dimentico quando cercavi di attirare manuela e luca a stare con te con dei mezzucci squallidi, tipo i regalini e le paghette. con me non c'hai mai provato, che' sapevi che te li avrei sbattuti in faccia.
ma non posso dimenticare nemmeno il male che ti ho fatto io, quando ho convinto mamma ad andarcene, quando per colpa mia ti sei ritrovato solo in quella casa da un momento all'altro, quando per due anni non ci siamo parlati nemmeno per gli auguri di natale. mi sento in colpa nei tuoi confronti per questo, ma soprattutto nei confronti di manuela e luca, che si sono ritrovati al centro di una situazione instabile.

adesso sei piu' vecchio, hai 67 anni oggi, e sei ancora mio padre. piano piano ci sto provando a ricostruire il castello della principessa, ma e' ancora fragile.
sei mio padre e so che mi hai perdonato, perche' i genitori perdonano sempre i figli. ti ho perdonato anch'io, perche' un figlio non puo' portare rancore ad un padre per sempre e perche' ti vedo vecchio e fragile. e mi fa pena vedere cosi' il mio eroe di bambina.
e allora forse dovrei starti un po' piu' vicina quando vengo a casa e dovrei imparare dai nostri errori passati per non ripeterli in futuro.
dai, te lo prometto: ci provero'. provero' anche a dimenticare.
perche' sei mio padre e, nonostante non te l'abbia mai detto, sei stato anche il mio eroe.

e' la prima lettera che ti scrivo in 25 anni e forse e' tardi per dirtelo pero', pa', nonostante tutto, ti voglio bene. tanti auguri.


Sunday, November 30, 2008

Gibuti: guardando verso Oriente



Nome Ufficiale:جمهورية جيبوتي - République de Djibouti)
Capitale: جيبوتي (Gibuti)
Superficie: 23.200 km²
Popolazione (2007): 807.000 (fonte: World Bank)
Popolazione urbana (2006): 86,1% (fonte: Africa Economic Outlook 2007)
Tasso d'analfabetismo (2007): 35% (fonte: Africa Economic Outlook 2007)
Lingua: arabo, francese (ufficiali), afar e somalo
Religione: Islam
Gruppi etnici: Afar, Issa, Gadabuursi, Isaaq, Arabi
PIL (2007): 834 milioni USD (fonte: World Bank e IMF)
Indipendente dalla Francia dal 27 giugno 1977
Capo di Stato:
Ismaïl Omar Guelleh (in carica dalle elezioni presidenziali del 9 aprile 1999)
Wikipedia Link:
http://it.wikipedia.org/wiki/Gibuti

Sapete che qui ad Abu Dhabi ci sono moltissimi gibutini? Ma davvero tanti… L'ultima volta che ne ho conosciuti ero ad un party a casa di amici quando ha fatto irruzione 'sta ragazza bellissima circondata da ragazzetti con la faccia da etiopi (avete presente la tipica faccia del Corno d'Africa, sì?). Beh, la ragazza mi sente parlare in francese con qualcuno e si avvicina e mi inizia a parlare in francese, al che, io che pensavo che fosse etiope, faccio una figura di merda e le dico: "Cavolo come parli bene francese, dove l'hai imparato?" e lei "Veramente è la mia lingua madre", ed io (idiota) "Ma dai, e io che pensavo fossi etiope!". A quel punto m'ha guardato come per dire "ma ci sei o ci fai" e mi ha risposto, secca: "No, sono di Gibuti! Conosci Gibuti?" guardandomi con aria sprezzante. Superato questo piccolo "incidente diplomatico", forse perché era contenta che io sapessi perlomeno collocare Gibuti sulla carta geografica, si scioglie un po' e cominciamo a parlare. Quando mi sono allontanata, ho notato che immediatamente una mandria di inglesi si è gettata sulla ragazza, prontamente "difesa" dai suoi bodyguard adolescenti.
Qualche giorno più tardi un amico mi ha raccontato che alla fine del party c'è stata una rissa tra gli inglesi ed i gibutini: gli inglesi continuavano ad insinuare cose sulla ragazza ed a provarci in modo pesante ed i connazionali di lei hanno reagito a tono. Purtroppo, qui negli Emirati, alcune nazionalità sono segnate: per esempio, come mi raccontava anche Desiet (la ragazza eritrea di un vecchio post che mi vergogno a linkare perche' mi sono appena accorta che contiene un orrore di ortografia nel titolo), se sei una ragazza proveniente dal Corno d'Africa lo stereotipo vuole che tu sia una prostituta (e nemmeno di bordo troppo alto…). Lo so che fa schifo, ma qua funziona così. Purtroppo. Ma non preoccupatevi: io schifo solo gli italiani! ;-)

Oltretutto, Gibuti è famosa perché c'è una brigata della Legione Straniera francese. Come dite? Non è famosa per questo? E che ne so, io da piccola leggevo sempre la collezione di Segretissimo di mio padre (quelli originali, degli Anni '60 e '70, con le copertine disegnate a mano) e, in un modo o nell'altro, Gibuti veniva menzionata sempre… Ero convinta fosse una città magica, affascinante, un po' noir… poi ho visto le foto ed ho capito che mi sbagliavo.
Ora, per tornare ad argomenti più seri, e ad affari di famiglia (futura), sappiate che Gibuti sta conoscendo un incremento degli investimenti da parte di imprese provenienti dal Golfo Persico, che hanno già iniettato più di 600 milioni di dollari in grandi opere, che vanno dal rinnovamento delle infrastrutture portuali (per esempio a Doraleh) alla costruzione di raffinerie, passando per gli alberghi di lusso.
Gibuti, così come tutta la regione del Corno d'Africa, ha sempre avuto grandi contatti e scambi commerciali con la Penisola Arabica, specialmente con lo Yemen, che si trova solamente ad una ventina di chilometri dalle coste di Gibuti (una grande comunità di expatriates yemeniti vive nell'ex-colonia francese). Un altro progetto in fase di approvazione è quindi la costruzione di un ponte che colleghi Gibuti allo Yemen, progetto, questo, presentato dalla Middle East Development di Tariq Mohammed bin Laden (fratellastro del più famoso Osama, nonché zio di… Omar! Bravi, vedo che siete stati attenti!).
La costruzione del Bridge of the Horns è iniziata alla fine dello scorso mese di luglio e la data prevista per il completamento dei lavori e l'inaugurazione del ponte è il 2020: il ponte avrà una lunghezza di 29 km e includerà un'autostrada a 6 corsie, 4 linee ferroviarie leggere, un oleodotto ed un acquedotto, più due città gemelle alle due estremità del ponte (entrambe chiamate Al-Noor City), per un costo totale compreso tra i 20 ed i 30 milioni di dollari. Le stime prevedono che circa 100000 automobili e 50000 passeggeri della linea ferroviaria attraverseranno il ponte quotidianamente, oltre alle migliaia di tonnellate di carichi in camion e vagoni ferroviari: gli analisti credono che quindi il progetto aumenterà gli scambi commerciali tra la Penisola Arabica ed i Paesi del Corno d'Africa e, inoltre, che aiuterà milioni di pellegrini africani a raggiungere l'Arabia Saudita per l'hajj e faciliterà il trasporto di prodotti agricoli e bestiame dal continente africano ai mercati della regione del Golfo. A questo proposito, è stata proposta una nuova autostrada per connettere Al-Noor City a Dubai, mentre non ci sono progetti di strade che colleghino il poco popolato Gibuti con i popolosi centri di Addis Ababa o Khartum. The Economist, sottolineando che i pianificatori hanno dichiarato che il progetto farà di Al-Noor City il "centro finanziario, educativo e medico dell'Africa", ha commentato: "gli africani potrebbero chiedersi perchè il centro non venga costruito in una porzione d'Africa dove vivono più africani e che ha cibo ed acqua."
Effettivamente Gibuti ha ancora molti problemi a livello economico e sociale ed alcuni analisti, considerando anche la situazione altamente instabile del Corno d'Africa e la presenza di milizie jihadiste nella vicina Somalia, vedono nel Bridge of Horns una minaccia alla sicurezza del contingente AFRICOM (
qui un articolo in inglese, per esempio).
Comunque, tutti questi progetti, come anche il progetto di un oleodotto per portare il gas naturale dalla regione etiope dell'Ogaden al porto di Gibuti e gli investimenti di DP World (per esempio nel settore aereo, attraverso la Daallo Airlines), dovrebbero aiutare il Paese a far ripartire l'economia, che negli ultimi anni non era stata molto soddisfacente, soprattutto a causa del gran numero di importazioni di cui risente il Paese e dell'aumento dei prezzi di determinati beni d'importazione sui mercati internazionali: Gibuti, infatti, esporta soprattutto bestiame e pelli ed importa tutti gli alimenti di uso comune.
Finora l'economia era stata pesantemente dipendente dalle entrate militari e portuali, aiutando ben poco i gibutini (principalmente agricoltori e pastori), tanto che si stima che la maggioranza della popolazione è disoccupata. Una grave siccità inoltre si era abbattuta sulle regioni interne da ottobre 2006 ad aprile 2007, lasciando più di 50.000 dipendenti dagli aiuti umanitari.
Un altro problema del Paese è il fatto di avere dei vicini così grandi ed instabili: a giugno, per esempio, un conflitto è scoppiato tra Gibuti e l'Eritrea per questioni di confini. Pare che a gennaio di quest'anno l'Eritrea avesse chiesto il permesso di oltrepassare il confine nella regione di Ras Doumeira, nel nord del Paese, per prelevare sabbia da utilizzare per una strada e che invece abbia occupato delle colline della zona. A metà aprile Gibuti con una lettera ha chiesto l'intervento delle Nazioni Unite, dichiarando che l'Eritrea aveva messo su fortificazioni e scavato trincee su entrambi i lati del confine e rivendicato la zona come territorio eritreo.
Viste le relazioni tese tra il suo paese e l'Eritrea, ovviamente il Primo Ministro etiope Meles Zenawi non ha perso occasione per gettare legna al fuoco, dichiarando che il litigio era "una minaccia alla pace ed alla sicurezza dell'interna regione del Corno d'Africa" (certo, mannaggia a loro... altrimenti è una regione dalla sicurezza e stabilità impeccabili! Ma mi facci il piacere!) e che, in caso di guerra, l'Etiopia avrebbe protetto il proprio corridoio commerciale che passa attraverso Gibuti.
Le cose sono precipitate il 10 giugno, quando le forze armate eritree hanno aperto il fuoco contro Gibuti chiedendo che alcuni disertori dell'esercito eritreo che si erano rifugiati nel Paese facessero ritorno in patria. Gli scontri tra le due forze sono andati avanti per diversi giorni, finché, il 13 giugno, le milizie gibutine hanno annunciato che i combattimenti si erano placati.
La situazione tra i due Paesi, però, continua ad essere tesa e le relazioni diplomatiche sono ad un punto morto.


Per la Mente (Libri):
Le Pays sans Ombre (Abdourahman Waberi);
Transit (Abdourahman Waberi);
Aux Etats Unis d'Afrique (Abdourahman Waberi);
The Train to Djibouti (Lara Kassa);
Le Mal Djiboutien. Rivalités Ethniques et Enjeux Politiques (Ali Coubba);
Le Verdict de l'Arbre (Ali Moussa Iye)

Per la Bocca (Cibo):
So che, nonostante si mastichi, non è propriamente un cibo, ma anche a Gibuti il
qat è molto diffuso (probabilmente grazie ai traffici marittimi con lo Yemen ed all'importante comunità yemenita presente nel Paese) ed, anzi, viene usato soprattutto per aiutare la concentrazione durante le cerimonie religiose. Qui negli Emirati è proibito! (però si trova una specie di "surrogato di qat" pakistano, il nejwar, che non si mastica, ma fa più o meno lo stesso effetto di rincoglionimento…)


Thursday, November 27, 2008

Di tutto un po'... (post-polpetta)


stanotte, svegliandomi sudata dal mio sonno infestato dal ricordo del parcheggio di sabbie mobili nel centro di abu dhabi (esiste davvero!), mi e' balenato in mente di aver lasciato un sacco di argomenti in sospeso qui sul blog.
non sia mai che si dica che non vi penso, carissimi!

faccio un breve riassunto, mischiando tutto quello che mi viene in mente come l'impasto per fare le polpette:


1. intanto il pericolo-mohammed e' stato scampato, quindi mi sono riappropriata del mio laptop e, armadomi di un po' di buona volonta', riusciro' finalmente a postare qualcos'altro sull'africa (ed anche sulla donna).

2. devo ricordarmi di fare una lista dei libri raccolti per "a modest proposal" e, nel caso, accetto consigli sul da farsi.

3. a mr. k. e' passata la mid-life crisis e pare che stia aspettando un visto per l'italia dove ha vinto una borsa di studio per frequentare un master all'universita' di pavia.

4. la questione-facebook si e' risolta l'altro giorno (finalmente) e mi son ritrovata centinaia di notifications da controllare... non ce la faro' mai.

5. vi avevo detto che vi avrei raccontato la fine della storia dell'occupazione del 2001 di cui parlavo nel post "scuola di vita" (scusatemi, ma oggi sono cosi' pigra che proprio non mi va di mettere link...), ebbene: un anno dopo, nel luglio 2003, stavo lavorando in un ufficio di informazioni turistiche del parco nazionale del gran sasso e monti della laga quando mi chiama mio padre, dicendomi: "claudia, qua a casa c'e' la polizia che ti cerca" ed io "vabbe', pa', dai, non scherzare che sto in ufficio". al che mio padre (che e' sempre serio e serioso), mi fa: "no, guarda che non sto scherzando. c'e' davvero la polizia... gli ho dato l'indirizzo dell'ufficio e stanno venendo li'. volevo solo avvisarti." tempo 10 minuti e questi arrivano per notificarmi una denuncia. quel verme del dott. arch. alberto trivilino aveva denunciato me ed altre 5 persone... una denuncia con 6 -e dico 6- capi d'accusa, tra cui "furto con scasso" (???), "maltrattamento a disabile" (e li' e' stato geniale il commento della mamma del mio miglior amico, anche esso denunciato: "ma il disabile e' lui? il preside?"), qualcosa che aveva a che fare con la distruzione di atti pubblici (doppio ???), piu' i soliti capi d'accusa che si danno quando si denunciano dei ragazzi per l'occupazione di una scuola (cioe' molto raramente, a meno di avere un preside frustrato). 1300 euro di avvocato a testa e un anno per vedere il caso archiviato.

6. ah, e poi vi avevo detto che stavo cercando un lavoro a roma e che, forse, c'era in ballo qualcosa di nuovo. ecco, ora credo di potervi dare la news (per quanto ancora non sia ufficiale): mi hanno chiamato dall'ambasciata italiana qui ad abu dhabi per offrirmi un lavoro da traduttrice a partire dal 2009. beh, di piu' non posso dire, comunque son contenta (anche se mi sono davvero stufata di questo posto e dover aspettare circa 3 mesi qua col vecchio lavoro affinche' tutto l'iter per iniziare il nuovo lavoro sia finalizzato mi scoccia un po'... ma vabbe', meglio di niente!).



che altro? ah si', Uhuru na usalama mi ha assegnato il Premio Dardos (lo vedete qua sotto) per i blog "che hanno dimostrato il loro impegno nel trasmettere valori culturali, etici, letterari o personali". wow! intanto ringrazio di cuore Uhuru e poi, siccome il premio prevede di accettare e comunicare il relativo regolamento visualizzando il logo del premio, linkare il blog che ti ha premiato e premiare altri 15 blog ed avvisarli del premio, siore e siori, passo alla premiazione.

*rullo di tamburi*

riceveranno dalle mani virtuali di clauds il Premio Dardos i blog (oh ragazzi, 15 da premiare non ce li ho... io ne metto 3!):


- Coq Baroque, con la motivazione ufficiale di trasmettere valori culturali ed etici (e se non ci credete andatevi a rileggere tutta la serie de "Le Origini dell'Odio"... anzi, andatevi a rileggere tutto il suo divertentissimo blog) e con la motivazione ufficiosa che Coq Baroque e' l'uomo (o l'animale? o l'entita' superiore? devo ancora scoprirlo...) che vorrei sposare nella mia prossima vita... eh, che volete farci? sono masochista!

- L'Incarcerato, con la motivazione ufficiale di trasmettere valori ed emozioni in ogni suo (bellissimo e super-informato) post. e poi perche' porta avanti delle battaglie importanti, cui spesso non diamo abbastanza attenzione. e poi perche' e' un compaesano. eh, beh, son campanilista!

- iMelon, perche'... beh, andatevi a vedere il suo blog e capirete! quest'uomo e' un genio! (forse a volte e' addirittura troppo avanti...).


ah, eccovi il premio (carino, eh?!):





inoltre, visto che questo e' il "post-polpetta" (anche detto "post-porco": nun ze butta via gnente...) e dato che a quanto pare siete tutti parte della grande tribu' dei facebookiani, lancio un appello che spero raccoglierete in tanti. lo so, e' una stronzata, ma vediamo se funziona...
il caro Giorgio, lo stagista che mi aveva contattata tramite il blog (a proposito: grazie Wil, ora ho scoperto come sono andate le cose...) e con cui sono diventata molto amica, sta facendo un esperimento di popolarita' ed ha deciso di creare una pagina su facebook per diventare suoi fan: qui il link (clicca sulle parole in verde, cazo!). se volete, e soprattutto se non avete nulla di meglio da fare (dubito), potete dargli una mano anche voi diventando suoi fan (magari riuscite a trovare anche me :-P): vi assicuro che non e' stupido come sembra... e poi, magari, se diventa famoso, si ricordera' di voi! ;-) (ci metto io una buona parola, tranquilli...)


un'ultima cosa: siccome si avvicina natale che siamo tutti piu' bbuoni e blablabla, e siccome non ho soldi per far regali, pensavo di fare una specie di calendario dell'avvento (che non ho mai capito bene cos'e' e come funziona) e di farvi scegliere il tema dei post che pubblichero' nelle prossime 4 domeniche (si comincia gia' dal 30 novembre, ragazzi) ed il 25 dicembre (tanto saro' l'unica che lavorera'... vi immagino a farvi i vostri bei pranzi coi tortellini in brodo, mentre io sono in ufficio a lavorare... vabbe', postero' per me stessa!).

potete chiedermi di tutto (anche cose personali) e, vi prometto, sarete esauditi!
ah, no! chiedere soldi non vale... meglio specificare ;-)

quindi, chi vuole farsi i cazi miei, cominci a chiedere fin da ora o taccia per sempre! (lo so, sono democratica...)


baci baci

clauds


Monday, November 24, 2008

Update sullo stato di Facebook negli EAU. Ovvero: due o tre cose che so di questo Paese e che il MAE non vi dira' mai.


carissimi, lo so che a voi magari non ve ne puo' fregare di meno, ma mi sembra il caso di dirvi cosa sta succedendo, sia perche' e' una cosa che mi sta innervosendo non poco, sia perche'... beh, perche' si'!


allora, pare che molte persone siano riuscite ad aprire facebook utilizzando Anchor Free-Hotspot, un software che di solito si usa per navigare sui siti censurati (siti porno, ma anche Skype o altri siti di social networking...).
la cosa strana e' che, di solito, quando un sito e' bloccato esce una schermata come quella qui sotto


mentre invece per facebook questo non succede: si puo' tranquillamente visualizzare la homepage, ma non si puo' navigare nelle altre pagine. pero' tutti si sono muniti di software anti-censura (tanto che ormai etisalat, la maggiore compagnia emiratina di telecomunicazioni, ha bloccato anche il sito Anchor Free ed ho sentito gente che oggi provava ad accedervi smadonnare in aramaico antico), ma, anche con Hotspot, io non riesco ad aprire facebook (mentre invece, per scrupolo, ho provato Skype e funziona). comunque non vi dico i giri di telefonate tra expats per consigliarsi questo piuttosto che quello e per aggiornarsi (peggio del personal status ragazzi).

a questo punto pare non si tratti di censura, ma piuttosto di linee sovraccariche (da due giorni ed a qualsiasi ora? bah, strano!).


pero' a me la cosa scoccia come se si trattasse di censura perche' in questo paese, cosi' osannato dai nostri bravi manager e diplomatici, essa e' solo una delle mille restrizioni che gli expatriates incontrano. e allora, le vogliamo elencare? e si', dai, elenchiamo un po' di aneddoti su questo bel paese "libero e democratico" e cosi' "accogliente verso gli stranieri, senza dimenticare il rispetto per le proprie radici", come ce lo vogliono vendere i vari shuyukh e gli ambasciatori (tutti filo-americani). libero e democratico? un bel paio di coglioni! accogliente verso gli stranieri? almeno quanto un carcere di massima sicurezza.



innanzitutto potrei parlarvi della censura mediatica, che si esprime sia mediante il controllo dei quotidiani (le prime 5 pagine dedicate agli impegni mondani -inutili: di solito sono lettere, telefonate, incontri "volti a rafforzare i rapporti bilaterali tra gli eau e [inserire il nome di un qualsiasi stato del mondo conosciuto]" come dice l'espressione standard usata da al-ittihad, giornale filogovernativo in lingua araba, poi qualche notizia di politica interna ed estera -senza mai parlare, pero', dei crimini che avvengono all'interno del paese per non rovinare l'impressione che si tratti di un paradiso per ricchi polli) e del web (secondo le autorita', oltre 1000 siti sono bloccati e, nonostante ad agosto pareva dovessero essere sbloccati, il numero e' in aumento -cfr. Anchor Free). ma non lo faro'.


potrei continuare raccontandovi la "vita" che fanno coloro che la sfavillante dubai la stanno costruendo pezzo per pezzo, mattone dopo mattone, vetrata a specchio dopo vetrata a specchio, morte dopo morte, come avevo fatto in questo post sul blog di Wil o come avevo fatto di qua, di come i "diversamente ariani" vengano trattati in questo paese, usati, schiavizzati e poi gettati via come un kleenex sporco di merda in un cesso pubblico, di come la dignita' qui sia pari al tuo passaporto e direttamente proporzionale al tuo conto in banca e per chi, come accade di solito, viene privato del passaporto per lavorare, beh, ecco, la dignita' e' un bel problema. ma non avrebbe senso parlarne, qui ed ora poi.


oppure potrei dirvi che questo paese e' talmente ospitale verso gli expatriates che tutte le notizie di cronaca nera che hanno per protagonisti degli emiratini vengono abilmente sottaciute, mentre quelle cui si da' rilievo sono solo quelle aventi per protagonisti indiani, pakistani, afghani e bengalesi (cioe' gli unici che lavorano sul serio): l'anno scorso, facendo la rassegna stampa dei giornali in lingua araba, mi sono imbattuta in un trafiletto minuscolo che diceva piu' o meno "grossa operazione contro lo spaccio di droga porta al sequestro di una nave carica di hashish, cocaina ed eroina. il bravo comandante della polizia di dubai [nome] dice che la droga non era destinata agli emirati", mentre ad agosto di quest'anno tutte le prime pagine dei giornali mostravano la foto di 13 uomini afghani rei di importare droga nelle cassette della frutta (tra l'altro questi ultimi saranno condannati alla pena di morte alla fine del processo-farsa). eh, si', perche' qui la droga e' vietata in toto (ne sa qualcosa il ragazzo italiano che sta marcendo in carcere da piu' di due anni perche' aveva con se' uno sputo di hashish), ma stranamente il figlio di uno sheykh qualche anno fa e' morto di overdose.

e gli emiratini sono talmente ospitali che a dubai una donna e' morta perche' stava scendendo da un taxi e l'emiratino che era in coda dietro di lei si e' stufato e le e' passato sopra con il suo hummer davanti agli occhi del marito (qui la notizia da un giornale inglese e qui la versione di un giornale emiratino: notate la porcata di far passare per ubriaca una donna su cui uno e' passato sopra con l'hummer. tra l'altro ora l'avvocato difensore dell'emiratino invoca come scusante il fatto che uno dei passeggeri del taxi avrebbe fatto un gestaccio al povero 22enne omair abdullah eissa thani al thani mentre lui suonava il clacson... senza parole).


potrei anche dirvi che i non-musulmani devono ottenere una licenza per poter comprare alcolici e che se vengono trovati in possesso di alcolici senza avere la licenza possono andare in galera. ma nei club e nelle discoteche nessuno ti chiede una licenza quando ordini una birra, tant'e' vero che i musulmani bevono liberamente e tantissimi di loro muoiono (o provocano morti) sull'autostrada (gli incidenti stradali sono la principale causa di morte in questo paese, anche perche' tutti se ne fregano delle regole).


potrei spiegare inoltre che le donne qui giocano ad essere emancipate, che' le emiratine sono a capo di grandi imprese, ma, in realta', se lo sono e' perche' sono prestanome per i loro padri o mariti o fratelli perche' e' il nome che importa, che vengano da grandi famiglie, non la professionalita', che' tanto poi assumiamo un paio di europei a dirigere la ditta e ci pariamo il culo per la nostra incompetenza. e la societa' e' talmente libera ed aperta qui e le donne cosi' emancipate, che potrei anche dirvi che quasi tutti gli emiratini ancora fanno l'equazione donna occidentale=zoccola e si comportano di conseguenza. ma, d'altronde, perche' dovrei?



quindi non vi diro' queste cose, e me ne staro' zitta nel mio "paradiso" artificiale a far finta che questa sia la vita vera e ad aspettare che si risolva questo "caso facebook" che sta scombussolando me ed altre migliaia di expats che hanno bisogno di un aiuto per evadere, almeno virtualmente, da questa democrazia tarocca.


perche', checche' ne dicano gli psicologi, per alcune persone che vivono in determinati surrogati di realta', il web e' meglio della vita reale...




p.s.: scusate per il linguaggio piuttosto scurrile. e pensare che oggi volevo scrivere qualcosa di mieloso sulla mia famiglia!


Sunday, November 23, 2008

Karma, se ci sei batti un colpo!


sto cazo di karma mi sta facendo pagare il fatto di aver bragged about il mio account facebook finora ed il non aver mai avuto problemi con esso in oltre un anno.

stanotte sono stata taggata in ben 11 foto (di cui almeno 5 di quand'ero piccola) ed e' da stamattina alle 9 che cerco inutilmente di accedere al mio account. volevo parlarvi del trashissimo party a tema anni 20 a cui sono andata venerdi' sera (e magari mettervi anche una mia foto in versione anni 20, tanto non sembro nemmeno io tutta truccata - pero' per essere la prima volta sono stata brava...) ed invece... nisba. non riesco ad andare oltre la home.

allora, visto che adesso anche la mia amica F. mi ha mandato un sms per dire che neppure lei riesce a controllare il suo account, qua le cose sono due:
1. o il dio del karma (noto fondamentalista bigotto) ci vuole punire per la vita debosciata che conduciamo ad abu dhabi (ed a questo punto faccio un appello affinche' sia clemente con me, visto che io non esco quasi mai...)
2. oppure quel grandissimo stronzo di sheykh khalifa ha deciso di bandire definitivamente facebook come da tempo andava prospettando.

tempi di vacche magre qua per gli expatriates ragazzi...


Thursday, November 20, 2008

Arte a parte...


ok ok, ieri sono stata un po' tragica... lo spleen mi sta lentamente passando e a questo ha contribuito anche il fatto che ieri sono andata all'Emirates Palace a vedere la fiera Artparis-AbuDhabi.
la fiera in se' non e' stata un granche' (non l'ho ancora finita di girare tutta, per cui mi riservo il diritto di cambiare opinione), voglio dire: ero stata un paio di volte all'ArteFiera di Bologna e mi era piaciuta di piu', non per le opere esposte (che spesso erano piuttosto banali e "datate"), ma semplicemente per il modo di presentarle. ricordo che a Bologna era facile trovare brochures, o quantomeno stampati attaccati al muro, con informazioni sugli artisti, sulla loro poetica e sul loro linguaggio espressivo, mentre qui c'erano solo un po' di opere e poi l'etichetta con nome e cognome, paese, titolo dell'opera, tecnica (di solito un vago "tecnica mista su tela"... ma va?), dimensioni e (qualche volta) prezzo. e' vero che sono fiere fatte per gli specialisti ed i collezionisti, ma credo che il fatto di avere maggiori informazioni sulla visione di un artista invogli anche di piu' un compratore a documentarsi e a seguire dato artista.
ma il mondo dei galleristi non mi e' mai piaciuto troppo (e pensare che quando ero piu' piccola avevo anche fatto il test d'ingresso per un corso di laurea in Museologia per diventare curatrice di mostre... meno male che, dopo esser passata, ho deciso di ritornare alla lingua araba... vabbe', comunque...): la maggior parte dei galleristi (escluse ovviamente Claudia Cellini e Sunny Rahbar della galleria The Third Line, che, non a caso, lavorano col mio amico Omar) mi da' l'impressione di essere quanto di piu' snob il genere umano abbia da offrire. cioe', parliamoci chiaro: molti di loro sono semplicemente degli artisti falliti che disprezzano i normali visitatori delle mostre perche' l'80% di loro alla fine non compra nulla e, paradossalmente, disprezzano anche i collezionisti ed i compratori perche' sono dei semplici parvenu che decidono di investire in opere d'arte, ma che non ne capiranno mai quanto loro.
ehi, se c'e' qualche gallerista la' fuori e si sente offeso dalle mie parole... beh, dimostrami il contrario, darling!

comunque, voi direte: e se schifi tanto queste fiere, chi te l'ha fatto fare ad andarci?
giusta osservazione cari. la mia pronta risposta non sara' sorprendente: avevo un ottimo motivo, per quanto un po' sciocco forse.

ieri, uno dei miei fotografi preferiti, Youssef Nabil, era li' ad autografare il suo ultimo libro I won't let you die.


mi sembra una motivazione oltremodo valida, no?

ebbene, dato che mi era arrivata la notizia tramite la mailing list della Third Line, mi ero segnata questo appuntamento in agenda: mercoledi' 19 novembre, ore 19.30, Emirates Palace, Ballroom, stand A1.

non vi dico che batticuore! (anche per i 250 dirham spesi per accattare il libro... li vale, li vale!)


la prima volta che avevo visto i lavori del nostro e' stato nel novembre 2005, quando facevo un tirocinio presso Arab Art, un'associazione culturale parigina, ed avevo avuto l'invito per l'inaugurazione della mostra Regards des Photographes Arabes Contemporains, allestita presso l'Institut du Monde Arabe. e' stato amore a prima vista con le sue foto! c'erano anche diversi altri artisti che ho apprezzato, ma in quel momento ero in una fase di stallo nel cercare materiale per la mia tesi di laurea (che verteva sull'omosessualita' nelle societa' arabo-islamiche) che le sue foto dall'ambientazione omoerotica mi hanno fatto uscire dall'impasse, tanto da dedicare al suo lavoro un capitolo della mia tesi ed inserire il suo nome anche nel titolo (nonostante, alla fine, l'argomento fosse molto piu' vasto).




Ahmed in djellaba (New York, 2004)



Lumiere (Cairo, 2001)




Mohammed (Cairo, 2002 - non sono sicura pero' di titolo ed anno di quest'opera...)




comunque, avrei dovuto intervistare M. Nabil per quest'associazione culturale poi, in seguito ad uno scambio di e-mail, non se ne fece piu' nulla perche' lui mi spiego' che in tre giorni partiva per New York, dove risiede tuttora.

e da allora mi e' sempre rimasto il rimpianto di non averlo potuto conoscere (anche perche', diciamocelo, l'e' un bel fiol! e, si sa, l'occhio vuole sempre la sua parte...).

che gioia sapere che sarebbe venuto proprio a due passi da casa mia! quindi ho presso l'occasione al volo e ieri sera, alle 19.30, puntualissima (strano!) mi sono presentata allo stand della Third Line: oddio, non vi dico la scena! sembravo una di quelle invasate quattordicenni fan di Riccardo Scamarcio! ero l'unica che sapeva chi fosse 'sto giovincello (Nabil e' del 1972), che conoscesse tutto il suo percorso artistico e le sue mostre, che sapesse la sua eta'... insomma, sembravo una stalker!


alla fine arriva il mio turno ed io, imbarazzatissima e tutta rossa, gli comincio a dire che ero cosi' contenta per il suo libro e che finalmente avevo l'occasione di incontrarlo dopo lintervista fallita in quel di Parigi e che seguivo i suoi lavori fin dal 2005, dalla mostra all'IMA (e la' mi ha messo un po' in crisi perche' ha switchato di botto verso il francese, che parla davvero bene. onore al merito!) e mi dice che si', quella e' stata la sua prima mostra importante e che non si ricordava dell'intervista, ma sai scusami, Claudia, forse era un periodo un po' cosi' ed io lo guardavo dietro gli occhiali, in quegli occhi di un colore indefinibile un po' liquido e... mi sentivo cosi' idiota!

che figuraccia! questo avra' pensato che davvero sono una pazza stalker...



vabbe' questo e' lui (donne, adesso mi capirete un po' meglio! che' dal vivo e' anche piu' carino, io me lo immaginavo molto piu' scuro come colori...)




Sun in my eyes (Naples [?], 2005)




Funfair (Paris, 2005)




vabbe', comunque devo ammettere che i suoi lavori mi piacciono molto (soprattutto la serie "omoerotica" e la serie di autoritratti), ma, ultimamente lo trovo un po' ripetitivo e tutti i ritratti fotografici di personaggi famosi che ha fatto (per quanto alcuni, come quello di Shirin Neshat o di Tzipora Salomon, siano davvero belli) hanno cominciato a stufarmi un po' (e poi non incarnano molto il mio ideale di arte come contestazione dell'esistente).

pero' sono contenta!



altri lati positivi della fiera: ho conosciuto una gallerista di Milano (molto simpatica, al contrario della maggiornza dei galleristi francesi, tedeschi e libanesi) che mi ha dato un invito per la mostra di AlighieroBoetti e Shirin Neshat che hanno organizzato in collaborazione con l'Ambasciata d'Italia (e son contenta che i primi lavori della Neshat -tipo la serie Donne di Allah- mi fanno impazzire e Boetti e' comunque uno degli artisti piu' importanti degli Anni '70 in Italia e non ho mai avuto il piacere di vedere sue opere dal vivo). l'unico problema e' che il suo assistente mi ha invitato a portare anche compratori... mmmhhh, chiedero' un po' in giro a stagisti sottopagati e taxisti pakistani... e chi conosco io che e' un riccone a cui piace investire nell'arte?!


altra chicca: ho scoperto che c'e' un altro artista che fa una specie di brutta copia delle opere di Nabil, tale Osama Esid, siriano. ecco alcuni suoi lavori che sono esposti in questi giorni:





no vabbe' dai, che cattiva! ho controllato il suo sito e ci sono anche altre serie (molto belle oltretutto).


comunque la conclusione alla quale sono arrivata dopo aver visitato la fiera ieri e' che, come sospettavo da parecchio, per il mio gusto personale l'arte contemporanea "occidentale" non vive un buon periodo e va verso l'estinzione (non so, troppo autoreferenziale -ma il mio e' comunque un parere da profana- e poi si continuano sempre a riproporre artisti "vecchi" o sopravvalutati), mentre (almeno per il mio gusto) il futuro e' l'arte contemporanea del Medio ed Estremo Oriente (soprattutto di Paesi come l'Iran, l'Egitto, il Marocco ed in parte il Libano).


a questo punto spero di trovare un attimo di tempo il prima possibile per andare a vedere Zan'it al Sittat di Huda Lutfi a Dubai...



lo so, lo so: che post lungo! :-P




all the images reproduced in this post have been found on Internet. if they break any copyright, please inform me by e-mail and i will remove them.



Wednesday, November 19, 2008

Triste. Triste. Vuota.

non so se avete mai letto Angeli di Solitudine di Jack Kerouac...
nel libro c'e' un haiku scritto da Kerouac (uno dei tanti):

Triste.
Triste.
Vuoto.

ecco, mi sento un po' cosi' dopo aver scritto il post precedente.
mi sento triste, si', a pensare a tante cose (i fatti, le sentenze, la morte di Carlo Giuliani, ma anche le strade che le nostre vite prendono senza che ce ne rendiamo conto...), ma soprattutto mi sento svuotata, come se tutto quello che avevo da dire ormai l'abbia detto.
ho tante idee, tante frasi, tante cose che voglio dire nei post, ma ad un certo punto mi blocco, non riesco a concretizzarle e si smaterializzano... che e' un po' quello che mi succede anche nella vita reale.

l'altro giorno ho buttato fuori tutti quei ricordi per la prima volta ed ora mi sento come se avessi regalato a qualcuno una cosa a me molto cara. era una specie di segreto...
c'ho pensato quando mia sorella nel commento ha scritto "quelle cose che non mi hai mai raccontato": e' vero, loro non sapevano nulla. nella mia famiglia non ne abbiamo mai parlato. mai. forse per rispetto, ma non mi hanno mai chiesto nulla. ed anche con i miei amici non se n'e' mai parlato. forse perche' in fondo non ci riuscivo. solo una volta avevo iniziato a raccontare qualcosa durante un incontro che avevamo organizzato a scuola, ma dopo un po' non sono riuscita a continuare.
sicuramente dallo schermo di un computer e' piu' facile, perche' nessuno puo' vedere le lacrime che rigano le tue guance e farti quella faccia da "poverina, quanto mi dispiace, non sai come ti compatisco" che mi ha sempre dato problemi a parlarne con gli altri.

non sono piu' tornata a Genova dal 21 luglio 2001, ma mi piacerebbe farlo. vorrei vedere se riuscirei a ricordare tutto il percorso fatto in quel venerdi' maledetto, vorrei vedere se tornare mi aiuterebbe a ricordare, ad aggiungere pezzi alla memoria frammentata che ho di quei due giorni terribili. io non ricordo molto, davvero. tutto cio' che ricordo l'ho scritto qui, ma ci sono ancora tanti pezzi che rimangono bui.
e' un segreto che condivide tanta gente, certo, non un segreto mio personale ed esclusivo, eppure continuo a pensare a quello che ho scritto ed al fatto di averlo scritto, quasi come se il fatto stesso di averlo scritto (scritto cosa, poi? ci sarebbero cosi' tante altre cose da dire) sia per me una seduta di terapia dallo psicanalista. come se finalmente fosse un problema risolto, almeno tra me e la mia coscienza.
e quindi mi sento vuota, oltre che triste.

non ho palle per scrivere in questo momento, anche se avrei tante altre cose da dire. chissa', forse mi prendo una pausa. o forse pubblico qualche post che avevo preparato sull'Africa, o magari solo la canzone che continua a ronzarmi in testa in 'sti giorni...

boh, ci vediamo quando mi passa lo spleen.

Sunday, November 16, 2008

Genova. Per me.


17 luglio 2001, ore 23 circa - via Saffi, Parma (sotto la sede del WWF)

salgo sulla Panda 750 bianca del 1995.
mamma: "allora? com'e' andata?"
io: "ma, tutto ok... partiamo dopodomani notte cosi' arriviamo la mattina presto. B. non c'era alla riunione, ma, sai, c'erano un sacco di persone di una certa eta'... dovresti essere piu' tranquilla, no? c'erano anche delle signore sui 60 anni. se c'erano loro vuol dire che sara' una cosa pacifica credo... rilassati, dai."
mamma: "va bene, ma che hanno detto? serve qualcosa?"
io: "no, no. niente di particolare... B. mi aveva detto che possiamo andare con la sua tenda, poi mi portero' il sacco a pelo di L. se per lui va bene... poi nient'altro. giusto un cambio. ah, ecco! e dei limoni... ce li abbiamo a casa dei limoni?"
mamma: "si', i limoni ce li abbiamo, ma a cosa ti servono?"
io: "boh, non so. hanno detto che i limoni ce li dobbiamo strofinare sugli occhi se lanciano dei lacrimogeni..."


la mattina del 20 luglio 2001 siamo arrivati a Genova, dopo che il nostro pullman era stato fermato e controllato dalla polizia stradale. un pullman della Rete Lilliput pieno di manifestanti pacifisti di una certa eta' e di qualche giovane di Legambiente e della Rete Lilliput.
all'arrivo si respira un po' aria di gita scolastica: non ho mai visto Genova prima di allora, ma la citta' mi piace. aiuto B. a montare la tenda in un'aiuola sul lungomare e poi ci avviamo verso Piazza Manin, dove prenderemo parte alla piazza tematica organizzata da Rete Lilliput, Legambiente e Commercio Equo & Solidale.
c'e' il sole e, con il mio zainetto in spalla, sono contenta di essere li' e mi chiedo se tutte le preoccupazioni dei miei genitori avessero un senso. le persone che mi circondano sono serene, gentili, completamente non violente. scherzo un po' con le signore che fanno parte del nostro gruppo, che mi prendono in giro per la maglietta che mi ero disegnata, con un angioletto sul petto e un diavoletto sulla schiena.

arriviamo e ritrovo il mio amico D., di Roma, con cui avevo fatto un campo di volontariato qualche settimana prima e che coordinava i volontari internazionali di Legambiente: ci sono ragazzi francesi, spagnoli, addirittura un giapponese, Tetsuya, arrivati apposta per far sentire la loro voce in modo pacifico, con striscioni e palloncini colorati. la piazza e' bella e io sto vicino a Tetsuya che e' gentilissimo e mi offre dell'acqua per rinfrescarmi un po'. il mio inglese non e' perfetto e, ora che il corteo si muove, mi riavvicino a B., che, essendo piu' grande, son sicura che sapra' guidarmi.
ci accodiamo ad uno dei cortei dietro uno striscione e cominciamo a scendere lungo via Assarotti. B., protettivo com'e', cerca sempre di rimanere verso l'esterno del corteo in modo da fare "servizio d'ordine" e mi tiene d'occhio costantemente per paura che mi possa succedere qualcosa. che cosa puo' succedermi? c'e' solo tanta gente che grida, canta, con le mani dipinte di bianco e bandiere della pace...
arriviamo in fondo a via Assarotti, dove, mi dicono, c'e' la "zona rossa" che tutti vogliono cercare di violare. delle grate di ferro alte alte e tanti, tantissimi poliziotti in tenuta antisommossa. ecco, qualcuno si avvicina alle grate ed i poliziotti dopo un po' caricano con gli idranti. B. e' in contatto costante con altri amici suoi che sono in altre piazze e mi tiene informata. "ecco, li' hanno violato la zona rossa!" "oddio, ci sono dei manifestanti vestiti di nero che hanno cominciato a fare casino." "ce ne dobbiamo andare, torniamo nella piazza perche' qua c'e' il rischio che ci caricano."
io non capisco nulla... risaliamo verso Piazza Manin, ma l'atmosfera e' diversa. le persone non sono piu' allegre e tranquille come prima. poi vedo che ci sono alcuni manifestanti vestiti di nero con la polizia che li insegue. tutti alzano le mani dipinte di bianco e gridano che sono pacifisti. ma la polizia avanza verso la piazza.

"ce ne dobbiamo andare!" mi fa B. e, da allora, ho solo ricordi sfumati: immagini e rumori che mi accompagnano da 7 anni, ma che, al momento, non capivo.

non capivo nulla.
non capivo come tutte quelle cose belle che avevo visto poco prima potessero essersi trasformate in tutto quel sangue e quel fumo che vedevo dappertutto.
io avevo sempre avuto fiducia nelle forze dell'ordine... che succedeva?

non ricordo bene, non avevo la cognizione del tempo. quanto tempo era passato? che ore erano?
quello che ricordo e' una specie di corsa contro il tempo in una citta' sconosciuta, come un gioco del gatto col topo, correre per non fermarsi perche' chi si ferma... e' perduto.
ci allontaniamo da Piazza Manin: la polizia e' gia' passata, ci sono manifestanti vestiti di nero con dei bastoni in mano. c'e' veramente un camion vicino a loro? non mi ricordo. una donna, sui 60 anni, sul sedile posteriore di una macchina con una gamba sanguinante. vicino a lei c'e' un prete e B. mi dice che si chiama Don Benzi. ma sono sicura del nome? ci allontaniamo sempre di piu' e B. mi dice che stiamo andando verso la stazione di Brignole. qua le strade sono diverse, sono piu' larghe, ma il senso di cio' che vedo e' lo stesso: fumo, cassonetti e macchine ribaltati, fumo, fumo, delle persone che hanno assaltato un supermarket ed anche qui un sacco di manifestanti vestiti di nero con la faccia coperta.
vicino la stazione di Brignole incontriamo N., un'amica di B.: e' carina, avra' sui 21 anni ed ha un braccio appeso al collo con una sciarpa. "ma che fai? vai all'ospedale" gli dice B. "non posso andare, senno' dall'ospedale mi portano direttamente in questura. non hai sentito quello che e' successo ad altri?". ce ne andiamo. N. ci segue per un tratto e poi si ferma a via Tolemaide, dove ci sono le "Tute Bianche" di Casarini. sembra un campo di battaglia medievale: dappertutto ci sono ragazzi a terra, sanguinanti, con quello che rimane delle loro "armature" fatte di gommapiuma e bottiglie di plastica. "ricompattiamoci e riformiamo la testuggine" urla un ragazzo al megafono. i poliziotti sono dietro di loro. B. mi tira per un braccio e mi fa cenno di andarcene. giriamo nella prima viuzza che troviamo, giusto alle spalle del corteo, nella terra di nessuno tra i manifestanti e i poliziotti. e' una stradina in salita e, mentre saliamo, vediamo 3 camionette della polizia scendere, in direzione di via Tolemaide. erano 3? 5? non ricordo... ricordo che con noi c'era un fotografo che ci racconta che era con le Tute Bianche e che i poliziotti gli hanno preso la macchina fotografica ed i rullini. adesso vuole solo scappare. anche lui non e' messo troppo bene. o forse sono io che ricordo male. "oddio, sono pazzi! sono scesi con i Defender e i manifestanti erano tutti a terra. che cosa cazzo vogliono fare?" che cos'e' un Defender? non ho tempo per chiederlo... ce ne dobbiamo andare. dove? nessuno lo sa, ma l'importante e' andarsene, correre, scappare.

ho perso la cognizione del tempo. che ore sono? quanto dura questa giornata che sembra non finire mai? quando arriva la notte che porta consiglio?
non lo so quanto tempo e' passato. so solo che corriamo, corriamo, ad un certo punto il fotografo non c'e' piu'. ci ritroviamo in un posto piu' tranquillo. B. si incammina per una stradina che scende giu' ed alla fine della stradina, come un miraggio, la luce del sole sul mare.
siamo sul lungomare. lontani da dove eravamo partiti la mattina, ma sempre sul lungomare. ci sono altri ragazzi che manifestano, alcuni forse sono stranieri. di lato un gruppo di poliziotti. passiamo. ci chiedono da dove veniamo. non lo so. sento B. che snocciola uno dopo l'altro i nomi delle strade e delle piazze per le quali abbiamo corso tutto il pomeriggio e quello che abbiamo visto zona per zona. io non so nulla. non capisco nulla. non ricordo nulla. non ricordo se quelle cose le ho vissute sul serio o se sono solo state un brutto sogno dovuto alle preoccupazioni di mia madre. forse e' un icubo. forse devo ancora arrivare e mi sono addormentata sul pullman. ma non puo' essere. guardo il mare. vorrei farmi un bagno, lavare tutto quello che ho visto, tutto lo sporco che mi sento addosso e dentro. vorrei scappare. ma non si puo'. non capisco cosa sia successo. qui sembra tutto piu' tranquillo.
arriviamo finalmente dove avevamo messo la tenda. "hanno ucciso un ragazzo" dice qualcuno. "no, sono due!" dice un altro. "no, e' una ragazza." un'altra voce ancora. "scusa, hai un cellulare? me lo presti per fare una chiamata?" mi chiede una ragazza bassina. glielo do. chiama, ma non c'e' campo. "al telegiornale hanno detto che un ragazzo e' morto" grida qualcuno. "forse dovresti chiamare tua madre" mi fa B.

un ragazzo e' morto. Carlo Giuliani avrebbe potuto essere ognuno di noi. Carlo Giuliani e' ognuno di noi, perche' da allora qualcosa e' morto dentro ognuno di noi.
io oggi, scrivendo queste righe, non sono riuscita a trattenere le lacrime di nuovo. e' la prima volta che butto tutto fuori. forse oggi ho fatto pace con la mia memoria. ma, per il momento, nessuno di noi puo' far pace con lo stato italiano, che ancora una volta ha negato la Verita' e la Giustizia.



Lottavano così come si gioca/i cuccioli del maggio era normale/loro avevano il tempo anche per la galera/ad aspettarli fuori rimaneva/la stessa rabbia la stessa primavera...