Tuesday, October 7, 2008

Benin: in marcia per emergere.


Nome Ufficiale: République du Bénin
Capitale: Porto-Novo
Superficie: 112.620 km²
Popolazione (2007): 7,8 milioni (fonte: World Bank)
Popolazione urbana (2006): 46,9% (fonte: Africa Economic Outlook 2007)
Tasso d'analfabetismo (2007): 65,3% (fonte: Africa Economic Outlook 2007)
Lingua: francese (ufficiale), fon e yoruba
Religione: Cristianesimo, Islam, Animismo
Gruppi etnici: Fon, Adja, Peul, Yoruba, Somba
PIL (2005): 4,5 miliardi USD (fonte: World Bank e IMF)
Indipendente dalla Francia dal 1 agosto 1960
Capo di Stato:
Thomas Boni Yayi (in carica dalle elezioni del 2006)
Wikipedia Link:
http://it.wikipedia.org/wiki/Benin

Da due anni, il Benin, il primo Paese africano ad aver sperimentato un vero ritorno alla democrazia all'inizio degli Anni '90, vive al ritmo di un dinamismo nuovo, caratterizzato da una reale ambizione economica.
Di più, gli abitanti di questo piccolo Stato dell'Africa occidentale si sono impegnati nella sfida di fare progressivamente del Benin una "tigre dell'Africa", proprio come esistono le "tigri dell'Asia". È la marcia per emergere.

Gran parte di questo nuovo impulso si deve al Presidente della Repubblica, Thomas Boni Yayi, eletto trionfalmente nel marzo 2006 con il 74,5% dei suffragi. Di formazione economica, ex-capo della Banca di Sviluppo dell'Africa Occidentale (BOAD), dal suo insediamento Boni Yayi sta conducendo una vera e propria crociata contro la corruzione dilagante da decenni nel Paese e che continua a frenarne lo sviluppo economico. Basti pensare che nel 2007 la classifica secondo l'indice di sviluppo umano dell'UNDP vedeva il Benin al 163° posto su 177 Paesi, mentre il vicino Togo, privato degli aiuti internazionali per più di 12 anni, era 152° in graduatoria. Secondo un rapporto dell'Ispettorato Generale di Stato reso pubblico nel novembre 2007 la corruzione fa perdere al Paese 50 miliardi di franchi CFA (equivalenti a circa 75 milioni di euro) ogni mese.
E allora al lavoro per salvare l'economia!


Per il momento la Cina rimane il più importante partner commerciale del Benin (e, per intensificare le relazioni con la Cina, si stanno costruendo nella città portuale di Cotonou degli enormi magazzini per lo stoccaggio di prodotti cinesi destinati ai mercati dell'Africa occidentale), ma il presidente sta puntando su una diplomazia attiva e basata sullo sviluppo che negli ultimi mesi l'ha portato in Francia, Germania, Cina, Giappone, Hong Kong, Corea del Sud, Malesia, Singapore, Unione Europea, Stati Uniti, Belgio e Lussemburgo ad incontrare tutti i maggiori leader mondiali (strano che in Italia non sia venuto, eh?!). Boni Yayi, però, riserva un interesse particolare alla cooperazione Sud – Sud, così si è recato in quasi tutti i Paesi africani ed ha contribuito a mettere a punto un accordo di cooperazione con la Nigeria, il Togo ed il Ghana.
Ora il governo prevede una crescita del PIL del 6,8% nel 2008 e dell'8% nei prossimi anni, aspettative basate soprattutto sulla notizia (data nel novembre scorso) della scoperta di quattro grandi giacimenti le cui licenze sono già andate a compagnie canadesi, statunitensi e cinesi.
Escludendo il petrolio, l'agricoltura costituisce la vera rampa di lancio dell'economia del Benin. Terzo produttore di cotone a sud del Sahara dietro Burkina Faso e Mali, la raccolta 2007-2008 è stata particolarmente proficua, con un aumento di circa il 20% rispetto alla raccolta precedente. Inoltre, nel corso di questi due anni, il governo si è impegnato in un rafforzamento della filiera cerealicola ed in una diversificazione delle colture, sviluppando la filiera della palma da olio, dell'anacardo e dell'ananas.


Al cuore del cambiamento del Benin figura una vera politica di sviluppo delle risorse umane. Il governo ha fatto dell'istruzione una priorità. Così come le cure mediche per i bambini di meno di cinque anni, l'insegnamento primario è ormai gratuito, come era stato disposto dalla Costituzione dell'11 dicembre 1990 e come aveva promesso il candidato Boni Yayi.
Inoltre, per la prima volta nella sua storia, lo Stato del Benin ha lanciato un ambizioso programma di microcredito per i più poveri, finanziato con fondi statali ed accolto favorevolmente da Mohamed Yunus al momento del suo soggiorno in Benin nel 2007.

Insomma, in Benin qualcosa si muove. A grande velocità.
Ma, ovviamente, tutto questo dinamismo non piace agli "elefanti" della vecchia classe politica beninese e Boni Yayi può già annoverare tra i suoi nemici l'ex-Presidente della Repubblica Nicéphore Soglo e l'ex-Presidente dell'Assemblea Nazionale (il Parlamento del Benin) Adrien Houngbédji che lo accusano di condurre una politica accentratrice, tanto che nelle ultime settimane accesi scontri verbali in Parlamento sono diventati così soventi da far temere per l'unità del Paese.
Come nel caso della Mauritania (
ve lo ricordate?), io sono un po' scettica. Personalmente credo che un Paese come il Benin, governato per quasi 20 anni da un regime militare e sconvolto dalla corruzione dei suoi più alti dirigenti, abbia bisogno di un serio rilancio economico e di una figura politica forte. Ed il fatto che sia un economista invece che un militare mi fa ben sperare.
E voi, che ne pensate?


Per la Mente (Libri): Comment je suis devenu un rebelle (Serge Daniel – intervista a Guillame Soro);
Les routes clandestines (Serge Daniel);
Toute une vie ne suffirait pas pour en parler (Adelaide Fassinou);
Enfant d'autrui, fille de personne (Adelaide Fassinou);
Le chant du lac (Olympe Bhêly-Quénum);
Un piège sans fin (Olympe Bhêly-Quénum);
Les Francs-Maçons (Olympe Bhêly-Quénum);
La naissance d'Abikou (Olympe Bhêly-Quénum);
Sur la "philosophie africaine" (Paulin J. Hountondji)



Per le Orecchie (Musica):
Angélique Kidjo
Tchinck Système
Nel Oliver
Ardiess Posse
Africando
Tohon Stan



Per gli Occhi (Film):

Africa Paradis (Sylvestre Amoussou);

Anna from Benin (Monique Mbeka Phoba, regista di origine congolese)

Dilemma

che dilemma!

ho ricevuto dall'
inviato cazzone (ve lo ricordate?) un invito per andare a Kabul, una citta' che mi ha sempre affascinato in un paese che da sempre vorrei visitare.
e' partito in quarta: "vieni per un fine settimana, penso a tutto io: non preoccuparti per il biglietto che lo chiedo a mio cugino ha l'agenzia di viaggio e per il visto chiamo l'ambasciatore che tanto e' amico mio!" io cercavo di sviare il discorso, ma lui nulla, non ha voluto sentire ragioni... "no, no, ma di cosa hai paura? qui e' tutto tranquillo, non ti fidi di me? (ehrm... no! - ndr) fammi prendere cura di tutto e ti richiamo dopo!" vi giuro, un razzo!
e' vero che la sua famiglia vive li' e lui ha tanti agganci... MA IO HO PAURA!!!

che fare? accetto e rischio la vita o rinuncio e mi perdo il viaggio di una vita?



p.s.: il 10 ottobre e' la Giornata Europea Contro la Pena di Morte. ricevo dalla Mongi e vi giro l'invito di Nessuno Tocchi Caino: l'elenco dei relatori non e' dei migliori, ma magari qualcuno e' interessato...