Monday, October 6, 2008

Angola a muca para melhor?


Nome Ufficiale: República de Angola
Capitale: Luanda
Superficie: 1.246.700 km²
Popolazione (2007): 16,4 milioni (fonte: World Bank)
Popolazione urbana (2006): 38% (fonte: Africa Economic Outlook 2007)
Tasso d'analfabetismo (2007): 32,6% (fonte: Africa Economic Outlook 2007)
Lingua: portoghese
Religione: Cristianesimo, Animismo
Gruppi etnici: Bantù (Ovimbundu, Kimbundu, Lunda, Bakongo, Cabinda)
PIL (2007): 61,3 miliardi USD (fonte: World Bank e IMF)
Indipendente dal Portogallo dall'11 novembre 1975
Capo di Stato:
José Eduardo dos Santos (in carica dal 1979, quando fu designato Capo di Stato dai quadri del MPLA, il partito al potere)
Wikipedia Link:
http://it.wikipedia.org/wiki/Angola

Anche l'Angola è un Paese che mi sta molto simpatico, per la lunga lotta per l'indipendenza e per quella bandiera un po' così, una bandiera da vero Paese marxista (immagine). Ma purtroppo sembra che anche lì non tutto vada per il meglio…

Il 5 settembre si sono tenute le prime storiche elezioni legislative.
Grande due volte la Francia, situata al confine tra l'Africa centrale francofona e l'Africa australe anglofona (confina con i due Congo, lo Zambia e la Namibia), l'Angola è il settimo Paese del continente per superficie. Antica colonia portoghese, è il terzo Paese lusofono per popolazione (dopo Brasile e Mozambico). Le sue terre, tra le più fertili del continente, e le sue favolose ricchezze minerarie (in particolare petrolio e diamanti, che sono stati una delle ragioni della durata della guerra civile postcoloniale) spiegano il suo dinamismo economico attuale.
Dal 1964 (data dell'inizio della guerra per l'indipendenza, proclamata nel 1975) al 2002, l'Angola non ha conosciuto pace che per brevi sprazzi. Nel 1992, il partito d'opposizione, l'Unita (União Nacional para a Indipendência Total de Angola), non aveva accettato i risultati delle elezioni presidenziali e legislative che vedevano vincente il MPLA (Movimento Popular de Libertação de Angola), macchiate dal sospetto di brogli, ed aveva ripreso le armi.
Le elezioni del mese scorso invece, sono state monitorate da organizzazioni internazionali, che, considerando anche alcuni ritardi avvenuti nell'arrivo del materiale e nello spoglio delle schede (lo scrutinio è stato prolungato di una giornata per dare a tutti il tempo di votare), le hanno giudicate "imparziali e credibili" (a detta degli osservatori dell'Unione Europea e dell'Unione Africana) e "pacifiche e trasparenti" (secondo la Comunità di Sviluppo dell'Africa Australe e la Comunità dei Paesi di Lingua Portoghese).
Ciò non ha impedito al MPLA, al potere dal 1975, di ottenere l'81,64% dei suffragi espressi (ovvero 191 deputati su 220).
L'Unita, che non ha raccolto che il 10,39% delle preferenze (16 deputati, contro i 70 del precedente parlamento), in un primo tempo aveva denunciato la "mancanza di credibilità" delle elezioni chiedendo, insieme ad alcuni degli altri 14 partiti presenti, un nuovo voto nei seggi in cui c'erano state difficoltà. La richiesta è stata immediatamente respinta da Caetano de Sousa, il presidente della Commissione Nazionale Elettorale, e dall'8 settembre l'Unita ha dovuto prendere atto della propria sconfitta senza appello.
Da parte sua, il MPLA non è sorpreso del declino del proprio principale avversario: "Politicamente, l'Unita paga il prezzo di tutti i crimini che ha commesso durante la guerra" afferma Rui Pinto de Andrade, direttore del dipartimento di Informazione e Propaganda del MPLA. Lopo do Nascimento, deputato MPLA ed ex-Primo Ministro, che aveva criticato il suo partito nel 2005, spiega che "L'Unita non ha saputo modificare la propria immagine di partito venuto dalla campagna" a causa di una mancanza di figure politiche emergenti dopo la morte in combattimento del suo fondatore Jonas Savimbi nel 2002.
Le figure-chiave dell'Unita sono infatti: l'attuale presidente Isaias Samakuva (cui vengono imputate la maggior parte delle colpe per la disastrosa sconfitta elettorale), che all'inizio degli Anni '90 dirigeva a Londra le rappresentanze esterne del partito; il suo rivale alla testa dell'Unita Abel Chivukuvuku, che era appena più conosciuto per aver partecipato all'organizzazione delle prime elezioni a Luanda nel 1992; il segretario generale del partito, Abilio Camalata Numa, che aveva un ruolo essenzialmente militare; Alcides Sakala, ex-presidente del gruppo parlamentare dell'Unita, e Adalberto da Costa Junior, segretario dell'informazione del partito, che, durante la guerra, erano entrambi delegate in Europa. Dunque, per il momento, l'unico punto di riferimento dell'Unita rimane… il fantasma di Savimbi.
Data questa mancanza di un leader riconosciuto e riconoscibile, la maggioranza degli elettori ha associato l'Unita alla guerra civile finanziata da Stati Uniti e Sud Africa per destabilizzare il governo di matrice marxista-socialista ed ha votato per la stabilità incarnata dal MPLA.

Al MPLA, partito al potere dal 1975, ed al presidente José Eduardo dos Santos, in carica dalla morte del "padre della patria" Agostinho Neto nel 1979, tecnocrate di formazione sovietica, gli elettori chiedono soprattutto un cambiamento in campo sociale ed una maggiore condivisione delle ricchezze.
Infatti, nonostante i progressi realizzati dal 2003 nella ricostruzione del Paese (grazie allo sfruttamento delle risorse petrolifere, il tasso di crescita del Paese è il più elevato al mondo – 23,4% nel 2007 – e l'inflazione è passata dal 44% del 2004 all'11,8% del 2007. In sei anni di pace il governo dichiara di aver realizzato 2400 km di strade, 223 servizi medico-sanitari e 30000 aule scolastiche e di aver formato almeno 90000 insegnanti!), la vera sfida per le autorità rimane il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione, che continua a concentrare gli indicatori più bassi dal punto di vista della speranza di vita (41 anni; fonte Banca Mondiale 2006), dell'istruzione (nel 2005 il tasso di scolarizzazione primaria, secondaria e superiore era pari al 25,6% della popolazione e superiore solo a Somalia, Niger e Gibuti; fonte UNDP) e della ricchezza per abitante (2/3 degli Angolani vivono sotto la soglia di povertà, con meno di 2 dollari al giorno).
Tutto ciò mentre la capitale Luanda si modernizza e si ricostruisce (nel 2008 è diventata la città più costosa del mondo, detronizzando Tokyo, grazie ad una classe media frutto del boom economico che non si fa mancare alcun piacere: moda glamour, oggetti di design, strumenti high-tech, cocktail bar, serate di tendenza…), i prezzi degli immobili salgono alle stelle e le musseques (bidonville) aumentano nei quartieri periferici.
Luanda nuova Dubai?

Letteratura:
As Aventuras de Ngunga (Pepetela – EN: Ngunga's adventures: a story of Angola);
Luandando (Pepetela);
Ecos da minha terra (Óscar Bento Ribas – EN: Echoes of my land);
Luuanda (José Luandino Vieira);
A vida verdadeira de Domingos Xavier (José Luandino Vieira – EN: The Real Life of Domingos Xavier);
Nós os do Makulusu (José Luandino Vieira – EN: Our Gang from Makulusu)


Musica:
Ngola Ritmos
Bonga
Teta Lando
Carlos Vieira Dias
Waldemar Bastos
Neblina
Don Kikas
Army Squad
Dog Murras


Cinema: O Herói (Zézé Gamboa – EN: The Hero; FR: L'Héros);
Sambizanga (Sarah Maldoror)


Oh! E anche in Angola quante donne con gli attributi... ne parleremo un giorno (insha'llah!).

5 comments:

Stefania said...

Ah, le lingue bantu! Così... per nominare un'altra suggestione angolana a parte la bandiera: il paese da dove forse è partita (verso il Brasile) la capoeira! O almeno da dove sono partiti quelli che poi hanno inventato la capoeira...

PS: La mia lista dei 100 migliori libri africani del 20 secolo segna anche "A geração da utopia" di Pepetela(The Generation of Utopia, 1992).

Anna said...

Ciao! Interessanti questi post su paesi lontani. Grazie!
Un abbraccio ed un bacio.
A.

Nicola Massimo Tedeschi said...

ti ringrazio per il tuo passaggio, anche io reputo molto interessante il tuo blog e anche io ci passero' con calma quando avro' il giusto tempo .... ciao Nicola

clauds said...

@ Stef:
eh si', infatti la maggior parte dei siti che ho controllato sulla cultura angolana parlavano di capoeira... guarda un po' che stupida: sapevo che originariamente era una danza-combattimento praticata dagli schiavi e non c'avevo mai pensato che venisse da li'!
grazie della segnalazione su "The Generation of Utopia": non l'avevo mai sentito, pero', dalle recensioni che ho letto, di Pepetela qualcosa vorrei leggere...

@ Anna:
bentornata!
grazie a te! mi fa sempre piacere sentirti...

@ Nicola:
grazie del commento... direi che allora prima o poi ci si ribecchera' su uno dei due blog...
comunque reputo molto interessante la tua scelta di vita. e poi a me la cultura zingara e' sempre piaciuta!

un abbraccio collettivo.
volemose bbene

clauds

clauds said...

posto il link ad un articolo trovato oggi sul sito di Jeune Afrique: L'Angola veut éviter que l'Angolagate n'éclabousse ses dirigeants.

http://www.jeuneafrique.com/fluxafp/fil_info.asp?art_cle=50185

la giustizia francese sta indagando su alcuni dirigenti angolani, tra cui il presidente Jose' Eduardo dos Santos, colpevoli di aver ricevuto tangenti in una vendita illegale di armi...