Saturday, August 16, 2008
Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni.
Friday, August 15, 2008
Carramba!
Thursday, August 14, 2008
Comunicazione di servizio.
War is Peace. Freedom is Slavery. Ignorance is Strength.
e' bello sapere che in mauritania tutto sta finalmente andando... per il verso sbagliato.
Tuesday, August 12, 2008
A Modest Proposal - Update #2
ieri alle 15,15 ora locale sono tornata dal mio colloquio con l'ambasciatore afghano durato ben 1 ora e 20 minuti!!! (l'ambasciatore italiano non mi ha mai concesso piu' di un quarto d'ora credo...)
intanto vi dico che l'ambasciata afghana mi piace molto e si trova in una zona centrale e tranquilla, proprio di fronte al british council, vicino all'ambasciata dell'iraq ed a poca distanza dall'ambasciata inglese (non so se sono matta, ma personalmente ci vedo un qualcosa di simbolico nella collocazione geografica delle varie ambasciate ad abu dhabi... per esempio l'ambasciata del pakistan e' proprio accanto a quella americana, la maggior parte delle ambasciate dei paesi arabi "moderati" sono pure li' vicino ma non troppo, sulla 26esima ci sono le ambasciate dei paesi che "non contano e non accusano" come si dice dalle mie parti, tipo italia, marocco, turchia... vabbe', lasciamo stare...), quindi dall'ufficio ci arrivo in 3 minuti scarsi...
tutti sono stati molto carini con me e l'ambasciatore si e' dimostrato di una gentilezza e cordialita' disarmanti. inizialmente pensava lavorassi per qualche ONG, poi, quando gli ho spiegato a grandi linee qual era il nostro progetto, si e' illuminato in volto e mi (ci) ha ringraziato.
prima abbiamo parlato della storia dell'afghanistan negli ultimi 30 anni, con incursioni riguardanti anche la conquista mongola ed alessandro magno, mi ha raccontato cosa avesse significato per lui l'invasione sovietica e la guerra da essa risultante con accenni alla sua storia famigliare e a fatti vissuti in prima persona che i libri di storia non raccontano.
mi ha rassicurato non poco quando gli ho detto che personalmente nutro forti dubbi sulla presenza dei nostri soldati in afghanistan. vi riporto il suo discorso perche' mi ha letteralmente levato un peso dal cuore: "devi essere fiera del lavoro che i vostri giovani uomini e giovani donne stanno facendo nel nostro paese. le vostre truppe non sono venute ad occuparci per usufruire delle nostre risorse, anche perche' non glielo avremmo permesso. noi afghani siamo duri ed amiamo la nostra terra. quando l'unione sovietica ci ha invaso tutti gli afghani si sono sollevati ed hanno resistito e, tutti insieme, abbiamo sconfitto uno degli eserciti piu' forti del mondo che si trova solo a pochi kilometri da casa nostra. certo, 2 milioni di afghani sono morti per l'amore che provano per la loro patria, ma abbiamo sconfitto un esercito di 200.000 soldati. (vabbe', sugli sviluppi della guerra afghano-sovietica non sono del tutto d'accordo perche' il suo discorso e' stato un po' semplicistico, comunque riprendo - n.d.r.) pensi che se i vostri militari volessero ingerire in afghanistan noi glielo lasceremmo fare? i vostri soldati ci stanno aiutando a rimetterci in piedi cosi', quando, grazie a loro e a tutta la comunita' internazionale, saremo di nuovo in grado di contare sulle nostre forze potremo combattere il terrorismo cosi' come abbiamo combattuto l'unione sovietica. per la prima volta da molti anni l'afghanistan ha di nuovo un esercito nazionale e forze di polizia e questo e' importante per poter essere indipendenti e sosteneci con le nostre forze: questo e' avvenuto grazie agli aiuti della comunita' internazionale. l'80% del lavoro dei vostri militari e' lavoro civile di ricostruzione: ri-costruiscono scuole, ospedali, strade, ad Herat mi ricordo di aver visto soldati italiani distribuire giochi e palloni da calcio e da pallavolo ai bambini. dovete essere orgogliosi del lavoro dei vostri militari come lo siamo noi."
vabbe', e' un discorso di un diplomatico e bisogna prenderlo con le pinze, pero' ammetto che un po' ha alleviato delle sofferenze e dei dubbi che continuavo ad avere fino all'altro giorno. non che abbia dimenticato "gli effetti collaterali", tutt'altro, ma mi ha dato un pochino di speranza...
abbiamo preso il the, poi dalla storia afghana siamo passati all'arte ed alla poesia afghane, al sufismo, mi ha mostrato dei libri sulle bellezze architettoniche di Herat (ironia della sorte i libri li aveva comprati da Shah Muhammad Rais. quando gliel'ho fatto notare si e' messo a ridere e mi ha detto che e' un suo caro amico...) e mi ha declamato delle poesie di Maulana Jalaladdin Balkhi meglio conosciuto come Rumi.
questo e' l'afghanistan che vorrei si vedesse nei media...
arrivando allo scopo principale dell'incontro, gli ho esposto l'idea e gli ho chiesto consigli dicendo che io (noi) sicuramente non conosco (conosciamo) la situazione quanto lui quindi non mi rendo (ci rendiamo) conto se effettivamente dei libri possano essere utili.

Monday, August 11, 2008
Giusto qualche aggiornamento per la famigghia...
Sunday, August 10, 2008
Canzone di lotta.
Saturday, August 9, 2008
Due Pesi e Due Misure.
"Fate l’esperienza di gettare un’occhiata sul mondo della politica: lo spettacolo che propone in questa fine di luglio 2008 vi lascerà la curiosa impressione di essere ancora al... XX secolo: oggi somiglia violentemente a ieri...
Come voi, anch’io credevo che il XXI secolo – sono già otto anni – sarebbe stato quello dell’uguaglianza tra uomini e donne. Come voi, mi rallegravo della prospettiva di vedere il sesso debole ed oppresso smettere di esserlo e metà dell’umanità rompere le sue catene millenarie. Saremmo entrati in un’epoca nuova, nella quale le donne sarebbero state istruite come gli uomini, avrebbero acceduto alle funzioni più alte ed avrebbero occupato la metà delle posizioni, comprese le più elevate; esse avrebbero ricevuto le stesse remunerazioni degli uomini e le stesse distinzioni, premi Nobel inclusi.
Sapevamo, ovviamente, come ha detto un uomo – un cinese -, che "un viaggio di mille chilometri comincia da un primo passo" e che l’uguaglianza-parità tra uomini e donne c’avrebbe messo del tempo ad installarsi in città. Ma, lo constatiamo, il paesaggio politico mondiale di questo mese di luglio 2008 non riflette alcuna evoluzione della società in tale direzione. Perché ció che si presenta sotto i nostri occhi non è un modello di parità – né di urto – tra le donne e gli uomini. Ne è un altro, molto diverso, di totale incomprensione, addirittura di dissonanza, tra, da una parte, quello che chiamiamo ancora l’Occidente – gli europei dell’ovest e gli americani del nord (senza il Messico) – e, dall’altra, il resto del mondo. Se poniamo sotto la nostra lente d’ingrandimento l’universo della politica mondiale, non vediamo muovervisi in effetti che degli uomini, o quasi. La cancelliera tedesca fa del suo meglio, ma è proprio sola!
Qual’è la personalità politica più rispettata al mondo? Nelson Mandela, incontestabilmente: ció si è visto di nuovo, molto di recente, in occasione del suo 90esimo compleanno. E la personalità politica più popolare, nel suo Paese come nel resto del pianeta, quella che suscita le maggiori speranze? Barack Obama, senza alcun dubbio: lo indicano i sondaggi ed il suo viaggio in Medio Oriente ed in Europa ne offre la conferma più bella. Il primo, Mandela, è al crepuscolo di una vita piena; il secondo, Obama, all’alba di una carriera che preghiamo perché mantenga le sue promesse. Entrambi sono uomini: dov’è dunque la parità uomo-donna?
Di certo non vi è sfuggito che il primo è africano di razza nera e che il secondo è un afro-americano considerato un nero (dai bianchi come dai neri), benché sia meticcio (di madre bianca). È certamente sorprendente e piacevole: ma, nell’anno 2008, sul piano della politica mondiale, nonostante resti indietro e sia l’ultima ruota del carro, il continente africano dà al mondo della politica, direttamente ed indirettamente, le sue due personalità più grandi, quelle che pesano e contano maggiormente!
Ma proseguiamo il nostro giro del mondo: non troveremo donne, vedrete! In compenso, incontreremo, al sud come al nord del pianeta, degli uomini politici che non vorreste avere tra i vostri amici... Già da alcuni mesi i dirigenti euro-americani hanno identificato e designato le loro "bestie nere". Sono africane, anch’esse, e si chiamano Robert Mugabe, presidente (mal) rieletto dello Zimbabwe, e Omar el-Beshir, presidente (ancora più male eletto) del Sudan.
A Jeune Afrique, noi non abbiamo grande stima per questi due dirigenti. Da parte mia, penso che Mugabe abbia perduto da parecchi anni, ed ancor di più nel 2008, la legittimità che ha potuto avere e che el-Beshir non l’abbia mai avuta: egli gestisce molto male e da troppo tempo un Paese sfortunato in cui – ampiamente per colpa sua – una guerra civile segue l’altra. Ma noi pensiamo anche che questi due uomini politici non meritano né l’onore né l’infamia di essere stigmatizzati come sono. Quegli stessi dirigenti euro-americani che li subissano d’ingiurie e li sommergono del loro disprezzo, rispettano o addirittura vezzeggiano ben altri dittatori di uguale turpitudine ma che, loro, piegano la schiena, astenendosi da atti ostili, e pesano le proprie parole.
Detto questo, io mi domando da parecchio tempo perché i dirigenti dei Paesi del Terzo Mondo si astengano con molta cura dall’emettere il minimo giudizio negativo sui loro omologhi del nord, quando lo meriterebbero. Capisco la loro prudenza, ma perché non abbiamo, anche noi, il diritto di avere le nostre "bestie nere"?
Guardando da sud verso nord, non possiamo non "storcere il naso" nel caso di due uomini di governo che sono, a mio avviso, la vergogna della politica. Che siano stati entrambi eletti – e rieletti – non impedisce di dire che non dovrebbero essere alla testa di una grande democrazia. Voglio parlare di: - Silvio Berlusconi, uomo d’affari corruttore e senza scrupoli, che, dopo essersi arricchito, è riuscito a mettere le mani su uno dei grandi Paesi dell’Unione Europea. Questo gli permette di fare delle leggi – ed ottenere che siano votate! – per non dover subire il rigore di quelle a cui passa sopra. – George W. Bush. L’autore americano di un libro di successo vuole farlo giudicare per l’uccisione di 300.000 irakeni e di 4.000 americani. Un generale americano (in pensione), Antonio Taguba, in un rapporto ufficiale, gli imputa dei crimini di guerra su dei prigionieri: secondo il calcolo stabilito da questo generale, un terzo dei detenuti nelle prigioni americane in Afghanistan, in Iraq o a Guantanamo non hanno nulla a che vedere con il terrorismo e cento di essi si sono suicidati o sono morti in seguito alle atrocità ed alle torture subite. Al termine della sua inchiesta, il generale Taguba conclude: "La questione non è sapere se l’amministrazione Bush ha commesso dei crimini di guerra, ma solamente se coloro che hanno dato l’ordine di impiegare la tortura saranno ritenuti responsabili." Non si puó essere più atroci.
Io, io dico, e spero che voi condividiate il mio sentimento, che le turpitudini dei Sigg. Berlusconi e Bush li rendono passibili – anche loro – della Corte Penale Internazionale (CPI): essi non sono stati eletti per trasgredire la morale e le leggi."
Thursday, August 7, 2008
Donne con i pantaloni
Sheikha Maitha bint Mohammed bin Rashid Al Maktoum e', come dice il nome stesso, la figlia dell'emiro di dubai Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum, avuta dalla prima moglie Sheikha Hind. non solo, la giovane Maitha e' una campionessa di taekwondo e karate che ha vinto la medaglia d'argento ai giochi asiatici del 2006. quest'anno alle olimpiadi rappresentera' gli eau nel taekwondo categoria 67 kg.
"My dream is to make it a golden success for my father and country." ha detto alla stampa.
Sheikha Maitha non e' l'unica sportiva d'alto livello all'interno della ruling family di Dubai: la seconda moglie di Sheikh Mohammed, la Principessa Haya (figlia di Hussein I di Giordania, morto nel 1999, e laureata ad Oxford), nel 2000 aveva partecipato ai giochi olimpici di sidney ed ha vinto numerosi trofei equestri nel corso degli anni.
questo non cambia la situazione in cui versano milioni di donne in tutto il mondo arabo ed islamico, ma gli emirati si stanno rapidamente aprendo per dare piu' diritti alle donne... un bel passo avanti da quando non era permesso pubblicare foto delle donne della ruling family!
Oltre il Velo
effettivamente tutte le persone che conosco mi chiedono se io non mi senta discriminata in quanto donna residente in un paese musulmano.
queste domande mi vengono poste soprattutto a causa della visione stereotipata che ci presentano i media riguardo alla condizione della donna nell'islam, ovvero le immagini delle donne afghane in burqa, le storie delle donne saudite che nel loro paese (proprio qui affianco) non hanno alcun diritto, le notizie di lapidazioni di donne "adultere" in iran.
non posso negare che in alcuni paesi musulmani le donne siano sottomesse e discriminate, ma questi paesi non sono la regola: essi sono l'eccezione.
l'islam non e' una fede monolitica (e non potrebbe esserlo visto che nei secoli si e' espanso in zone del mondo troppo diverse tra loro ed ha assorbito usi e tradizioni precedenti, diversi in ogni area geografica) e da un paese all'alto molte cose cambiano, compreso il ruolo che le donne rivestono all'interno della societa'.
ho pensato allora di usare la mia "esperienza" di privilegiata occidentale che ha viaggiato in qualche paese arabo per raccontare, tramite le mie esperienze (acc, di nuovo!) personali e tramite le parole di donne musulmane, un argomento tanto discusso e su cui e' difficile avere una visione unitaria.
sia chiaro che io non sono ne' una studiosa di questi fenomeni ne' tantomeno mi permetto di considerarmi nel giusto. prendete i post con la tag oltre il velo semplicemente come un'opinione personale e (spero possa essere cosi') degli spunti di riflessione.
what should I sing about?
I am accursed by time whether I sing or not
Why should I talk of honey since it is poison for me?
Alas! A group of oppressors closed my mouth
I don’t have a confidante, who shall I be coy with?
Why do I cry, laugh, die and remain?
Myself and this corner of captivity, the sorrow of failure and regret
I was needlessly created and I should seal my mouth shut
I know that it is spring and the season of delight but
What can I do with tied wings? I cannot fly
Even though I have long been silent, I haven’t forgotten the songs
Because my heart and soul speak in every moment
Happy the day when I will break the cage
When I will leave this solitude and sing with abandon
I am not a weak tree that sways with every breeze
I am an Afghan girl and it is right that I always cry
A Modest Proposal - Update #1
15 Minutes of Celebrity...
my dear friends, i am glad to introduce you *drum rolls* ... MY GROCER!
but yesterday, when i asked him where he had been all this time that i didn't see him in the shop, he told me that he is a famous magician and was invited to perform at the liwa festival...
ahah, i already got an invitation for next performance! lucky girl i am!
Wednesday, August 6, 2008
Coup in Mauritania
here the news in english (Al Arabiya).
qui la notizia in italiano (ANSAmed).
Monday, August 4, 2008
A Modest Proposal

Shah Muhammad Rais non e' solo un libraio, ma anche un filantropo (che pero' tiene sempre a mente il business...): nel 2002 ha iniziato a lavorare ad un progetto per vendere libri nelle parti piu' remote dell'Afghanistan tramite un autobus (una specie di "libreria itinerante") in modo da far risparmiare tempo e denaro a chi avesse bisogno di comprare un libro pur non abitando a Kabul. Infatti, come penso tutti immaginino, in Afghanistan non ci sono molte librerie e spesso neanche le scuole nei distretti piu' remoti hanno biblioteche e libri per gli studenti.
Non essendo riuscito ad avere fondi dalle ONG straniere coinvolte in progetti culturali o educativi, Shah Muhammad Rais ha comprato lui stesso un autobus e, con oltre 20.000 volumi, si e' spinto nelle province settentrionali nel 2006, ma le continue violenze e l'instabilita' delle province meridionali ed orientali l'hanno spinto a fermarsi nella sua impresa.
Shah Muhammad Rais afferma di possedere circa un milione di libri in varie lingue, la piu' grande collezione di libri sull'Afghanistan al mondo.
Ho letto ieri sul blog del giornalista Pino Scaccia http://kabul.splinder.com/ (vi invito a visitarlo, nonostante io non condivida alcune posizioni che ho trovato espresse... ma e' interessante davvero e, ovviamente, informato) che i soldati italiani hanno costruito con i fondi del Ministero della Difesa italiano una biblioteca a Surobi, nell'est dell'Afghanistan (potete leggere l'articolo di Scaccia a questo link: http://kabul.splinder.com/post/17983820/La+biblioteca+di+Surobi).
Ora, io non voglio disquisire di cosa pensi della missione in Afghanistan, se la trovi giusta o meno, ecc, pero' mi e' venuta in mente un'idea stupida e provo a buttarla la': perche' non costituire una specie di "Gruppo d'Acquisto" per comprare libri tramite il sito di Shah Muhammad Rais e mandarli nelle biblioteche, nelle scuole e nelle universita' afghane? Ho visto sul sito che i prezzi dei libri sono in dollari e non sono propriamente economici, ma comprare un libro a testa per noi non sarebbe un aggravio particolare, mentre per i ragazzi afghani sarebbe un dono prezioso (o almeno immagino!).
Ci sono diversi cose che potreste contestarmi:
- potreste dirmi che e' una cazzata mandare libri (come ha fatto A. quando mi ha proposto di andare a lavorare a Kabul ed io euforica ho detto "Si'! Potremmo aprire una scuola dove i bambini di tutte le etnie possano studiare gratuitamente!"... La sua risposta: "Mmmhhh, non mi sembra una buona idea considerando che i genitori non mandano i figli a scuola!"), cioe', io non so come sia la situazione realmente, se i libri possano essere d'aiuto anche in vista di un futuro piu' "roseo" e "pacifico"... pero'... tentar non nuoce! Al massimo ci rimettiamo 10/20 euro a testa...
- potreste obiettare che in questo modo faremmo la fortuna di quel capitalista di Shah Muhammad Rais, ma sinceramente io aiuterei volentieri qualsiasi tipo di business (oddio, magari non il traffico d'oppio...) in uno dei Paesi piu' poveri al mondo e distrutto da 30 anni (e sottolineo 30 anni) di guerre.
- potreste addurre problemi logistici... eheh lucky guys, in tal caso avremmo il supporto di A., l' "inviato cazzone", che vive a Kabul e potrebbe pensare a come far arrivare i libri alla destinazione prescelta. Oppure si puo' sempre contattare l'ambasciata italiana!
Io in ogni caso mandero un po' di libri (se non comprandoli da Shah Muhammad Rais, almeno vecchi libri in inglese e arabo - e qualcuno in farsi - che ho a casa). Mi farebbe piacere non essere sola...
Per favore, se siete interessati (o se avete idee/critiche/suggerimenti, anche se ritenete 'sta proposta 'na cazzata!), lasciate un commento qui sotto.
Uno da solo non puo' fare molto, ma come si dice "l'unione fa la forza".
Grazie!
You can say I am a dreamer/But I'm not the only one (J.L.)
p.s.: la foto di Shah Muhammad Rais l'ho presa dal sito The Survival Guide to Kabul (http://www.kabulguide.net/)
Sunday, August 3, 2008
From our correspondent in Kabul.

Wednesday, 30th July.
A: situation is perfect! it’s great! we got absolutely nothing going on… hey! did i tell you i’m at a gathering thrown by the UN? there’s an all-you-can-eat buffet, a nice bar… of course, i’m not drinking… you know!
Khetai is a small pashtun village in the Eastern province of Nangarhar, close to the Pakistani border. On Sunday morning 47 women and children have been killed by Nato warplanes during the wara, a traditional procession that accompanies the bride to the home of her future husband. The bride, Ruhmina, has never reached her bridegroom’s house: her corpse has been found by Lal Zareen, her future father-in-law when he arrived on the place of the slaughter after hearing the explosions. (source: http://www.peacereporter.net/)
Read the article in Italian here.
More than 10,000 ethnic Hazaras protested in the Afghan capital yesterday, calling for President Hamid Karzai to resign over killings of their kin by rival Kuchi nomads.
The angry marchers sent police fleeing on the outskirts of Kabul, then chased them until hundreds of officers and soldiers blocked one of the main roads into the city, next to Kabul zoo. The marchers then sat down in the middle of the road until one of their leaders, parliamentarian Haji Mohammad Mahaqiq, addressed the crowd and persuaded them to peacefully disperse.
Trouble has been brewing between the two minority groups for around a year due a dispute over grazing rights. (source: 7Days)
A British soldier has been killed in an attack in Southern Afghanistan and two of his colleagues have been wounded. (source: http://kabul.splinder.com/)
Up to 70 insurgents were killed in Afghanistan early yesterday when helicopter gunships and ground fighting repulsed an attack by about 100 rebels near the Pakistan border, officials said.
It was the latest in a series of major battles as violence linked to a Taliban-led insurgency has picked up in recent weeks with several deadly extremist attacks and military operations under way against the rebels.
About 100 insurgents had tried to capture the Spera district centre, 15 kilometres from the border with Pakistan, opening fire on police at about 2 am with guns and rocket-propelled grenades, the Nato force said.
Police and soldiers from Nato’s International Security Assistance Force surrounded the attackers and called in a series of air strikes.
Some insurgents attempted to take cover in a nearby building that helicopters then struck with missiles.
He had been kidnapped on 29th June in the area of Maydanshahr, in Wardak province. According to the Chinese Embassy, the released occurred under no conditions. (source: http://kabul.splinder.com/)
Afghan authorities said a policeman and a woman were wounded when a small bomb attached to a bicycle was remotely detonated near the Pakistani Consulate in the Western city of Herat. (source: Gulf News)
Peace moves give rise to militancy: Nato.
Washington: A growing number of Pakistani militants who earlier operated only inside Pakistan and Kashmir are joining the intensifying insurgency against US and Nato forces in Afghanistan, US officials claim.
The fighters, who are taking part in increasingly sophisticated attacks on Western troops, include militants hardened by years of combat against Indian forces and others from outside the Taleban strongholds in Pakistan’s Federally Administered Tribal Areas, or FATA, the officials say.
Meanwhile, the Nato force said in Kabul pakistan’s talks with militants have resulted in a 40 per cent rise in militant activity in Afghanistan. (source: Reuters)
The two volunteers were seized in the night between 17 and 18 July in Dai Kundi province, in the central part of Afghanistan. (source: http://kabul.splinder.com/)
wanna join? contact Dr. Najib Naimzada!
Impara l'arte...
Acquisto del giorno...
arabesque - graphic designs from the arab world and persia: bellissimo!
e per la modica cifra di AED 210: 'sti c....!
Saturday, August 2, 2008
Hooray!

Wednesday, July 30, 2008
My favourite advertising campaign in the UAE...
i don't know for what the campaign is, but it's g-e-n-i-a-l!
Rosicare? Io?
this post is dedicated to my great-aunt who, when i explained to her that i was going to work to dubai, told me: "please, don't go there! don't go among the niggers... you know that africa is full of diseases." i tried to explain that i was not going to africa, that also when i've been to africa i've had no problems with anyone and i've got no diseases, that you don't call people niggers and that by the way in the emirates they are arabs not africans... but nothing. it was like a broken record... you know, when it jams and repeats always the same stuff: "don'tgotoafrica!don'tgotoafdon'tgodon'tdondon" (ok, you got the idea!)
so, what happened is that, when my mother came to visit me end of april, she took many pictures of abu dhabi and dubai and she sent me an e-mail saying that she showed the photos she took to my great-aunt, who said: "wow! so, in africa they are not poor. they have money! look at the buildings, they are ahead of us!" (imagine this said with the trembling voice of an 85 years old lady and of course a very heavy italian accent... i swear i was laughing my ass off thinking about my mom who had to take an atlas and show her what the arabian peninsula is!).
Emirates Airline launches its new A380 superjumbos: the first commercial flight will be dubai - new york on friday. the emirates A380s will have 14 first class seats, 76 business class seat, 399 economy class seats and will be served by 24 cabin crew. till now, nothing really special...

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