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Sunday, October 26, 2008

Breve "storia" della musica egiziana. Ovvero "decadance" - 1

Se avessi anch’io un terrazzino come quello di F. credo che ci passerei la mia vita…
Di sera potrei appoggiarmi all’alta balaustra ed incantarmi a guardare quello che si presenta ai miei occhi.
Decine di moschee illuminate dal neon verde, tetti bianchi con i panni stesi ad asciugare, automobili per le strade e figure solitarie che escono dalle villette del quartiere. E poi luci, luci all’orizzonte, a non finire, fin dove arriva l’occhio.
Saranno le luci verdi dei minareti, ma io ho sentito l’aria intorno a me diversa, non era l’aria di Abu Dhabi. Sentivo come di essere ritornata al Cairo, quella Cairo che vedevo dai balconi, eppure una Cairo diversa, piu’ tranquilla, piu’ pulita, piu’ ricca, piu’ curata.
Una Cairo come stilizzata. O come un falso d’autore di un quadro famoso. Eh si’ perche’ in fondo la cosa piu’ importante, l’aria, l’atmosfera, era la stessa. ma quello che mancava era il segno distintivo: il rumore. Rumore che sovrasta ogni cosa. Rumore che ti costringe a gridare anche per farti sentire dalla persona che ti sta accanto. La persona che ti sta accanto…
Era come essere la spettatrice senza invito di un film ambientato al Cairo, ma, per qualche guasto tecnico, privo di colonna sonora. Hanno fermato la musica. Un film muto sul Cairo, quanto di piu’ paradossale possa esserci…
Poi, d’improvviso, tu, gatto, mi hai leccato il piede. La prima volta che mi fai le fusa da quando ti conosco. Di colpo mi sono risvegliata dai miei sogni e ti ho guardato… No, tu, con quel collare di glitter dorato, tu, cosi’ bello ed in carne, tu, gatto, no, tu non sei un gatto egiziano.


Sayyed Darwish (1892 - 1923): Masruna

Saturday, October 25, 2008

Egitto: nel nome del Padre... e del Figlio.



Nome Ufficiale: جمهورية مصر العربية (Repubblica Araba d'Egitto)
Capitale: القاهرة (Il Cairo. Il nome arabo significa "La Vittoriosa", ma la maggioranza degli egiziani chiama la città Masr, come il Paese, quindi per esempio esistono i quartieri di Masr el-Gedeeda – lett.: Egitto Nuovo – e Masr el-Qadeema – lett.: Egitto Vecchio. Che campanilisti!)
Superficie: 1.001.450 km²
Popolazione (2007): 75,4 milioni (fonte: World Bank). Su The Africa Report mi dicono che la densità (media) di popolazione del Paese è pari a 75 ab/ km². Sì, però secondo me dovrebbero fare una colonnina a parte con la densità di popolazione al Cairo… impressionante! 22 milioni di abitanti! (fonte: statistiche "ufficiose" 2004)
Popolazione urbana (2006): 42,8% (fonte: Africa Economic Outlook 2007)
Tasso d'analfabetismo (2007): 19,6% (fonte: Africa Economic Outlook 2007)
Lingua: arabo (dialetto egiziano)
Religione: Islam, Cristianesimo (Copti)
Gruppi etnici: Arabi, Berberi, Nubiani, Greci (in realtà il numero di expatriates è altissimo – basti pensare che nella sola Cairo ci sono circa 100.000 italiani)
PIL (2007): 127,9 miliardi USD (fonte: World Bank e IMF)
Indipendente dal Regno Unito dal 22 febbraio 1922, ma de facto fu governato da re-fantoccio fino al 18 giugno 1953, quando i cosiddetti Ufficiali Liberi proclamarono l'Egitto una repubblica retta dal Gen. Muhammad Naguib
Capo di Stato: Hosni Mubarak (in carica dalla morte del suo predecessore Anwar Sadat, assassinato durante una parata militare il 6 ottobre 1981)
Wikipedia Link:
http://it.wikipedia.org/wiki/Egitto

*flap eyelashes* Oooohhh! Ci sarebbero così tante cose da dire sull'Egitto di oggi, ma per "rallegrare" la vostra giornata vi voglio raccontare una storia di amore paterno.
È la storia di come Hosni "La Sfinge" Mubarak, dopo 27 anni e dico 27 anni di potere, stia cercando a tutti i costi di creare una dinastia ereditaria in Egitto, facendo eleggere suo figlio Gamal come Presidente della Repubblica e creando un precedente pericoloso per altri Paesi africani (adesso anche il senegalese Wade ha iniziato a pensarci… Bravo Hosni, sempre in anticipo sui tempi!)

Anche per gli standard di longevità dei governanti arabi, Hosni Mubarak è un caso particolare: è colui che ha governato l'Egitto più a lungo dai tempi di Mohammed Ali, il pasha di origine albanese che iniziò la dinastia che ha governato l'Egitto fino alla rivoluzione del 1952.
Con quella rivoluzione si pensava di terminare una tradizione dinastica che rimonta ai tempi dei Faraoni, ma oggi, grazie a Mubarak, l'Egitto è scosso dalla possibilità che la vecchia tradizione torni in auge attraverso l'elezione di suo figlio Gamal.
Nato nella provincia di Minufiya, nella regione del Delta del Nilo, Mubarak era un comandante dell'aeronautica conosciuto soprattutto per il suo ruolo di primo piano nella preparazione degli attacchi contro Israele nella Guerra dello Yom Kippur (all'epoca era Vice-Ministro della Guerra! Ad oltre 30 anni dalla Guerra dello Yom Kippur, i cartelloni elettorali lo raffigurano ancora giovane comandante dell'aeronautica con tanto di occhiali da top gun e ritocco di rughe e capigliatura… se non è culto della personalità questo…). La sua fama di eroe di guerra quindi convinse molti egiziani che il Paese arabo più popoloso sarebbe stato in mani sicure.
Dal momento che Sadat aveva già firmato gli Accordi di Camp David (uno dei principali motive del suo assassinio), a Mubarak non rimase che continuare la trasformazione economica dell'Egitto e gestire il massiccio flusso di aiuti occidentali (soprattutto statunitensi), la giusta ricompensa per aver fatto pace con Israele (l'unico Paese al mondo a ricevere dagli USA aiuti maggiori di quelli ricevuti dall'Egitto).
Privo del carisma dei suoi due predecessori, Mubarak è riuscito a mantenere finora un potere "assoluto" sul Paese tramite l'instaurazione della legge marziale all'indomani dell'assassinio del precedente presidente Anwar Sadat ad opera di un gruppo di fondamentalisti islamici facenti parte dell'esercito durante la parata commemorative della "vittoria" egiziana su Israele nella Guerra dello Yom Kippur, parata in cui, essendo seduto accanto a Sadat, anche lui aveva rischiato di essere ucciso (in proposito potete leggere il bellissimo Il Profeta e il Faraone di Gilles Kepel, edito da Laterza: credo il miglior studio sulla nascita -e la rinascita- del fondamentalismo islamico in Egitto).
27 anni dopo l'assassinio del Presidente Sadat e l'ascesa al potere del suo Vice-Presidente Hosni Mubarak, in Egitto vige ancora la legge militare, rafforzata ed indurita di tanto in tanto (ad esempio dopo un altro tentativo di assassinio ad Addis Abbeba nel 1995 ad opera di ufficiali del regime islamista allora al potere in Sudan).
L'ossessione di Mubarak per la sicurezza e ed il controllo politico sono costati all'Egitto in termini di governance e di welfare.
Le ondate di violenta militanza islamista sono una piaga del Paese, ma la pressione governativa sui militanti di tutte le correnti e sfumature, dai partiti islamisti non-violenti agli attivisti della società civile, ha effettivamente sgombrato la scena politica da qualsiasi opposizione significativa al presidente ed al suo Al-Hizb al-Watani al-Dimukrati (National Democratic Party – NDP).
Nel 2005, la ONG Freedom House ha stimato i diritti politici in Egitto a 6 (in una scala in cui 1 rappresenta la maggiore libertà e 7 la totale mancanza di libertà) e le libertà civili a 5, dando nel totale al Paese la classificazione di "Non Libero" ed aggiungendo che "nel 2005 l'Egitto ha assistito alle proprie elezioni presidenziali e legislative più trasparenti e competitive in oltre mezzo secolo e ad un dibattito pubblico sempre più sfrenato sul futuro politico del Paese." (link)
Nonostante le riforme economiche che hanno visto il 7% di crescita annuale del PIL dal 2005 (crescita largamente basata su settori non produttivi, come il turismo, l'edilizia e le telecomunicazioni), la privazione economica e sociale che ha fatto sollevare una violenta opposizione politica e civile è ancora molto evidente ed i critici di Mubarak dicono che il suo lascito sarà minimo. L'editore ed attivista per i diritti umani Hisham Kassem dice: "Stagnazione è la parola che userei [per descrivere il suo periodo al potere]. Il Paese aspettava un uomo che agisse. Mubarak piuttosto che guidarlo lo ha gestito su base quotidiana."
Malgrado per anni sia riuscito ad alzarsi al di sopra della mischia e a godere una deferenza pubblica considerevole nonostante la sua performance appannata, tutto ciò è cambiato con l'invasione dell'Iraq, quando le sue strette relazioni con gli Stati Uniti hanno nociuto alla sua popolarità. Le critiche hanno assunto un carattere sempre più personale e le sue risposte sono state seri provvedimenti contro la stampa e la pressione per cambiamenti della Costituzione che aumenteranno il monopolio dello Stato sul potere politico.

Il Presidente potrebbe appuntare le sue speranze su suo figlio per aiutarlo a riguadagnare la sua statura politica, ma il passato recente rema contro di lui. Dal 1952 ogni presidente egiziano è stato vice-presidente del suo predecessore, ma Mubarak, per ragioni su cui si è speculato a lungo, non ha mai nominato un vice-presidente. Invece Gamal, un civile, è stato catapultato in una posizione di potere nel partito di governo ed ha lanciato un efficace programma di riforme economiche.
Si iniziò a speculare su una possibile successione Mubarak-Mubarak nel giugno 2000, quando il siriano Bashar al-Asad subentrò al potere giusto poche ore dopo la morte del padre Hafez: tutto ciò fece sorgere un infuocato dibattito nella stampa egiziana sulle probabilità che un simile scenario potesse ripetersi in Egitto. Entrambi gli interessati hanno sempre negato questa possibilità, ma ultimamente i segni che questa sia effettivamente la volontà del presidente egiziano stanno diventando sempre più evidenti.

44 anni, laureato in Business Administration all'American University in Cairo, il minore dei due figli del Capo di Stato e di Suzanne Mubarak si atteggia a delfino.
Caro agli americani, con un percorso professionale nel settore bancario e finanziario (dopo la laurea presso la AUC, ha lavorato per la filiale egiziana della Bank of America, per poi essere trasferito presso la sede londinese e diventarne un executive, e per EFG-Hermès. Con alcuni colleghi ha poi fondato Medinvest Associates Ltd., che gestisce un fondo azionario privato, e si è affermato come consulente finanziario), Gamal Mubarak rappresenta l'ala riformatrice del regime e finora non ha occupato alcuna funzione ufficiale, se non quella di Vice-Segretario Generale. È però molto vicino al Primo Ministro Ahmed Nazif ed ai ministri incaricati del settore economico, in maggioranza formatisi presso università anglosassoni e provenienti da ambienti affaristici.
Per poter essere il candidato del NDP alle prossime elezioni presidenziali (previste per il 2011), doveva essere ufficialmente membro del comitato politico del partito da almeno un anno. L'ostacolo è stato aggirato lo scorso novembre con la fusione del comitato politico e della segreteria (di cui Gamal era membro) in un Consiglio Politico Supremo, del quale è ormai un membro ufficiale.
Inoltre, il suo matrimonio (celebrato il 4 maggio 2007 a Sharm el-Sheikh) con Khadiga el-Gammal, figlia del ricco uomo d'affari Mahmoud el-Gammal e laureata in management all'AUC, ha contribuito a renderlo più popolare.

Il 26 febbraio 2005, in previsione delle "libere e transparenti" elezioni presidenziali che si sarebbero tenute nel settembre dello stesso anno, il presidente ordinò di cambiare la Costituzione per permettere elezioni con diversi candidati, cosa che il Parlamento avvallò tramite l'emendamento dell'art. 76 della Costituzione. Questo cambiamento costituzionale è visto da molti analisti come un escamotage per permettere a Gamal Mubarak di ereditare la presidenza: la loro previsione è che Gamal Mubarak potrebbe essere uno dei candidati delle prossime elezioni presidenziali e che godrebbe di tutto il sostegno del partito di governo e dei media controllati dal governo. Gli altri candidati di un certo livello sarebbero dequalificati dalla People Assembly (una delle due camere del parlamento, controllato dal NDP), lasciando in corsa solo i candidati meno popolari. In questo modo, l'ereditarietà del potere avverrebbe in maniera "democratica".
Nonostante la diffusissima opposizione alla successione ereditaria, alcuni sporadici sostenitori sostengono che questo sarebbe l'unico modo di dare al Paese il suo primo presidente civile (non proveniente dall'esercito) e finalmente terminare gli oltre 50 anni di monopolio dell'esercito sulla presidenza egiziana, iniziato con il colpo di Stato militare del 1952 che rovesciò la monarchia nel 1953, ma l'opposizione preferisce comunque altri civili molto popolari.

L'establishment militare da cui Mubarak senior proviene rimane una forza politica potente, ma opaca, e di certo intende continuare la tradizione di fornire il presidente al Paese, magari attraverso due figure di un certo peso nella vita politica egiziana come il capo dei servizi segreti Omar Suleiman o il Ministro della Difesa Mohammed Hussein Tantawi, entrambi però settantenni e quindi in una posizione di svantaggio rispetto al più giovane Gamal.
Gli egiziani non avranno molta scelta su chi governerà, ma la maggior parte di essi ha una forte avversione per il potere ereditario.
Molti egiziani non sono contrari a priori all'elezione di Gamal Mubarak, ma si oppongono veeementemente all'idea che il potere diventi ereditario e che si torni alla vecchia tradizione dinastica che per oltre 3000 ha governato il Paese.
Come mi disse un amico l'anno scorso: "We are not a kingdom and he's not a Pharaoh".


Per la Mente (Libri). Se siete particolarmente interessati all'Egitto, la potrete integrare con quelli che avevo inserito a conclusione del post Whatever happened to Egyptians?* del 23 settembre:
Qasr al-Shawq (Naguib Mahfouz – IT: Il palazzo del desiderio);
Bayn al-Qasrain (Naguib Mahfouz – IT: Tra i due palazzi);
Al-Sukkariyah (Naguib Mahfouz – IT: La via dello zucchero);
Yawm Maqtal al-Za’im (Naguib Mahfouz – IT: Il Giorno in cui fu ucciso il Leader);
Mawt al-Rajul al-Wahid (Nawal el-Saadawi – IT: Dio muore sulle rive del Nilo);
Imra’a ‘ind Nuqtat al-Sifr (Nawal el-Saadawi – IT: Firdaus. Storia di una donna egiziana);
Al Ayyam (Taha Hussain - IT: I giorni);
Emarat Yacoubian ('Ala al-Aswani – IT: Palazzo Yacoubian);
Shikagu ('Ala al-Aswani – IT: Chicago -> qui la recensione di Stefania);
Taxi (Khaled al-Khamissi – IT: Taxi, le strade del Cairo si raccontano);
Zayni Barakat (Gamal al-Ghitani – IT: Zayni Barakat. Storia del Gran Censore della città del Cairo);
Hadith nusf al-mitr (Sabri Musa - IT: L'incidente del mezzo metro. Mannaggia a me che dopo aver vagato per una settimana nel mercato dei libri usati di Atabba per trovare la versione in arabo l'ho regalato!);
L’Egypte nassérienne (Samir Amin);
Accumulation on a World Scale (Samir Amin);
Le développement inégal (Samir Amin);
Spectres of capitalism: a critique of current intellectual fashions (Samir Amin);
Mondialisation, comprehendre pour agir (Samir Amin);
Obsolescent Capitalism (Samir Amin);
The Liberal Virus: Permanent War and the Americanization of the World (Samir Amin);
Women and Gender in Islam: Historical Roots of a Modern Debate (Leila Ahmed);
Parias. Gays and lesbians in the Arab world (Brian Whitaker. Scusate, ma questo è il mio campo d'interesse. Ero tentata di leggerlo già da tempo, ma ora vedo che è consigliato anche da Qantara, la rivista dell'Institut du Monde Arabe, quindi…);
Egypte. L'envers du décor (Sophie Pommier);
Ti ho amata per la tua voce (Selim Nassib, autore libanese racconta la storia della "stella d'Oriente" Umm Khulthum e dell'Egitto dalla monarchia all'epoca di Sadat. Non so quale sia il titolo originale, ma in Italia si trova presso le Edizioni e/o. Davvero, leggetelo! Io l'ho trovato commovente, ma anche se non conoscete molto la figura di Oum Khulthum secondo me vi appassionerete…);
Dossier: L'Egypte sous pression (Politique Africaine n. 108, dicembre 2007, Ed. Karthala: qui trovate degli estratti)


Per le Orecchie (Musica): Umm Khulthum, "la stella d'Oriente"
Mohamed Mounir, "il re"
Natacha Atlas
Dalida
Hakim
Sayed Darwish
Mohamed Abdel Wahad
Abdel Halim Hafez
Farid el-Atrash
Mohamed Fouad
Amr Diab
Ehab Tawfiq
Hani Shaker
Hisham Abbas
Shaaban Abdel Rahim, quello della "canzone contro Israele"
Ruby
Shireen Wagdy
Tamer Hosny
Amira Salah (questa sarà un po' difficile da eMulizzare: è un'amica mia, ma è anche una bravissima musicista. Anzi, mi dicono dalla regia, una delle migliori suonatrici di qanoun in Egitto…)
Wust al-Balad, band fusion: bravissimi!


Per gli Occhi (Cinema). Preparatevi ad un'invasione di film nella lista. Gli "studios" egiziani (Misr Studio) sono molto antichi e prolifici ed hanno dato al cinema internazionale diversi registi ed attori di indiscussa fama e bravura:
Iskandariyah leh? (Youssef Chahine - EN: Alexandria… why?; FR: Alexandrie… pourquoi?. Essendo il film più famoso negli oltre 50 anni di carriera di Chahine, credo si trovi anche in italiano, con il titolo Alessandria… perché? Io sono molto legata a questo film, che sembra un po' fare capolino nella mia vita ogni tanto, e vi consiglio di vederlo);
Hadduta Masriyah (Youssef Chahine - EN: An Egyptian Tale; FR: Une histoire égyptienne);
Iskandariyah kaman wa kaman (Youssef Chahine - EN: Alexandria again and again; FR: Alexandrie encore et toujours. Anche questo non so se esista in italiano…);
Iskandariyah – New York (Youssef Chahine - EN: Alexandria-New York; FR: Alexandrie-New York. Questo è uno degli ultimi film di Chahine, girato nel 2004, ed è il capitolo finale del "quartetto autobiografico": a mio avviso non uno dei migliori, ma l'ho messo per completezza);
Wadaan Bonabart (Youssef Chahine - FR: Adieu Bonaparte. Interessante, sulla campagna d'Egitto napoleonica);
Al-Massir (Youssef Chahine - EN: The Destiny; FR: Le déstin; IT: Il destino. Questo sono sicura che si trova in italiano, perchè io l'ho visto in italiano. È la storia del filosofo Averroé nell’Andalusia del XII secolo);
Al-Mohager (Youssef Chahine - EN: The Emigrant; FR: L'émigrant. Racconta la storia del profeta Giuseppe, figlio di Giacobbe. Per questo film Chahine ebbe molti problemi con i fondamentalisti);
Bab al-Hadid (Youssef Chahine - EN: Cairo Station);
Al-Asfour (Youssef Chahine - EN: The Sparrow. Non so se si trova in italiano, comunque parla della Guerra dei Sei Giorni tra Egitto ed Israele);
Al Nasser Salah ed-Din (Youssef Chahine - EN: The Victorious Saladin. La sceneggiatura è stata scritta dal Premio Nobel per la Letteratura Naguib Mahfouz e nella figura del Saladino molti vedono un ritratto dell'ex-Presidente Gamal Abdel-Nasser);
Al-Medina (Youssri Nasrallah - EN: The City; FR: La ville. Gran parte del film si svolge a Parigi. Molto bello, con Roshdy Zem e Bassem Samra. Prima di intraprendere la sua carriera da regista, Nasrallah è stato aiuto-regista di Chahine per vari anni);
Bab al-Shams (Youssri Nasrallah - EN: The Gate of Sun; FR: La porte du soléil. Film famosissimo, tratto dal romanzo di Elias Khoury ed ambientato in Libano e Siria: tratta della questione palestinese);
Zawgat Ragul Mohim (Mohamed Khan - EN: The Wife of an Important Man);
Ahlam Hind wa Kamilia (Mohamed Khan - EN: Dreams of Hind and Kamilia);
Ayyam al-Sadat (Mohamed Khan - EN: Days of Sadat. Film sulla vita dell'ex-Presidente Anwar Sadat, interpretato dal più grande attore egiziano, il fu Ahmed Zaki);
Sahar al-Layali (Hani Khalifa - EN: Sleepless Nights);
Awkat Faragh (Mohamed Mostapha - EN: Free Times);
Emarat Yacoubian (Marwan Hamed - Palazzo Yacoubian… è uscito in Italia, giusto?! Il film più costoso nella storia del cinema egiziano, tratto dal best-seller di Al-Aswani… beh, una gran delusione! Salvo solo Adel Imam -per una volta- e quello che interpreta Hatem, il giornalista gay);
Hassan wa Morkos (Ramy Imam - attualmente nelle sale, una specie di "commedia degli equivoci" con Adel Imam ed Omar Sharif… mi sa che mo' me lo vado a vedere e vi faccio sapere…);
Ein Shams (Ibrahim el-Batout - EN: Eye of the Sun)


Per la Bocca (Cibo):
Koshari (penso sia il piatto tipico nazionale, addirittura degli amici mi avevano spiegato che risale al tempo dei Faraoni… Comunque si tratta di un piatto molto sostanzioso, fatto con riso, lenticchie, ceci, maccheroni –scotti – ed una salsa piccante al pomodoro e poi guarnito con aglio e cipolla fritti nell'olio. 'Na bbotta de vita! Detto così non sembra, però è buono… ed è anche economico! Un piatto come quello che si vede nella foto costa sulle 2 ghinee (circa 0,25 euri);
Mulukhiyah (una zuppa fatta con un'erba dello stesso nome: buona, ma non è esattamente tra i miei piatti preferiti a causa della consistenza viscida e collosa);
Ful medammes (la mia colazione tipica ;-) : fave parzialmente schiacciate e cotte con tantissimo olio, cipolla, aglio e succo di limone. Poi di solito ci aggiungono la tahina, cioé una salsa di sesamo vagamente amarognola. Si mangiano con il pane tradizionale, l'eish (in arabo = vita). In arabo "pane" si dice "khubz": personalmente trovo magnifico che gli egiziani lo chiamino "vita");
Taameyah (sono praticamente le famosissime falafel, ma vengono fatte con fave invece che ceci… ed anche un sacco di aglio!);
Bastrami (manzo marinato essiccato);
Bassbousah (un dolce buonissimo fatto con semolino, burro, latte e yoghurt e coperto da sciroppo e granella di pistacchi);
Umm Ali (una specie di tortina all'uvetta annegata nel latte);
Erfah (infuso di cannella, dall'arabo qerfah = cannella); Sahlab (una bevanda calda buonissima fatta con latte, amido di riso o grano, uva sultanina e pezzetti di mandorla);
'Asir al-Hasab (succo di canna da zucchero, spremuta al momento).
Vi risparmio il racconto di altri piatti tipici un po' più "estremi" che ho molto apprezzato (no, sul serio!).


Per il Cuore (Arte):
Youssef Nabil
Susan Hefuna
Ghada Amer
Ahmed Askalany
Rehab el-Sadek
Amina Mansour

Blogs:
Donkeys, Elephants and Crocs: le elezioni americane viste dai bloggers egiziani;
The Sandmonkey;
Bab Al Shams;
Egyptian Chronicles;
Manal & Alaa’s bit bucket;
Baheyya: Egypt Analysis and Whimsy;
Fustat;
Salam(e)lik, già Sherif’s Blog: blog del giornalista Sherif el-Sebaie, in italiano



colonna sonora: Che Guevara (Wust al-Balad)

Tuesday, September 23, 2008

Whatever Happened to the Egyptians? *

Be forewarned: this post is bilingual and veeeeery loooooong.



Questo post era stato originariamente concepito in inglese qualche tempo fa (il 3 agosto per la precisione), in seguito ad alcune notizie che mi avevano colpita (una su tutte: la condanna in contumacia del sociologo
Saad Eddin Ibrahim a due anni di prigione per aver diffamato l'Egitto in una serie di discorsi sulla democrazia ed i diritti di cittadinanza in cui aveva criticato il regime della Sfinge, il presidente egiziano Hosni Mubarak). Ora, dopo la notizia di ieri del rapimento di 11 turisti (tra cui 5 italiani) nell'area di Gebel Uwainat, al confine tra Egitto, Libia e Sudan (QUI la notizia dal sito di RaiNews 24. QUI l'aggiornamento. Sono stati liberati? Boh, ancora non si capisce…), questo post torna buono per raccontarvi qualcosa che io so dell'Egitto e che Vespa e Mentana ignorano.
Per esempio che l'Egitto è un Paese bellissimo, dove però, purtroppo, la vita umana non vale molto…


Allora ho deciso che posterò l'originale in inglese e poi aggiungerò un commento in italiano.



This post was originally conceived in (a very poor) English on August, 3. Following the kidnapping of 11 tourist (including 5 Italians) in the mountainous area of Gebel Uwainat, near the borders between Egypt, Libya and Sudan, I am gonna publishing today the original draft in English followed by a comment in Italian. Just 'cause there are 2 or 3 things that I know and that our aligned journalists will not tell you.
For example: Egypt is a wonderful Country, but unfortunately human life is very cheap there…


"Exiled Egyptian human rights activist Saad Eddin Ibrahim, who also holds US nationality, was sentenced in absentia yesterday [August, 2] to two years in prison for defaming Egypt. Judge Hisham Beshir of Cairo's Al-Khalifa Court sentenced the sociologist and human right activist, who is currently in the United States, to two years behind bars for "tarnishing Egypt's reputation". He was granted bail of 10,000 EGP (equal to 1,890 USD). Lawyers Abul Naga al-Mehrezi and Hossam Salim had taken Ibrahim to court and accused him of defaming the Country after a series of speeches on citizenship and democracy in which he criticized the Egyptian regime. A judicial source said that Ibrahim has the right to appeal the decision (MENA – Middle East News Agency). HERE the (edited) news from Al Jazeera website.


But which offences did he cause to Egypt’s reputation?
And which reputation has Egypt today? The reputation of a Country whose president is just a puppet in American hands? A Country where someone who wants to run for the presidential elections (
Ayman Nour: 44 years old, chief of the opposition party Al-Ghad – Tomorrow – held in infamous Tora Prison since the "free" elections of 2005. In March 2008 a request of freedom for health reasons – Nour is diabetic – had been refused and even for the Egyptian National Day on July, 23 President Hosni Mubarak didn't include his name in the list of 1,587 prisoners who have been conceded pardon) is imprisoned? Where the government hunts and tortures any kind of out-of-line voices (homosexuals, trade unionists, journalists, bloggers…)? Where the governmental party agrees to giving the Muslim Brotherhood more “islamization” on civil matters to keep them quiet and then condemns them when they ask for more political power (they still have the biggest number of parliamentarians among the opposition parties in the Egyptian parliament)? Where, in the middle of a humangous crisis due to a galloping inflation and the rise of basic foodstuff, the President says he will reduce the taxes and then increases the price of oil and other goods by 20%?

Nope, the Egypt I know is not this Country.
The Egypt I know is a Country full of life and culture (not the Pharaonic culture and not the pre-packed culture of the Sphinx Mubarak).
The Egypt I know is the Egypt of poor warm people who shares with you their small dinner. The Egypt of kind, funny, sweet Bahz. The Egypt of people singing and playing oud in the streets in those hot summer nights. The Egypt of SDA. The Egypt of people assembling in the street to demonstrate for democracy and ready to be beaten by riot police while Mubarak held his pre-elections speech in the adjacent Presidential Palace.


If you go to Egypt on vacation, avoid Sharm el-Sheikh and try to live the contradictions of cities such as Cairo and Alexandria. Try to get acquainted to Egyptians and you'll be deeply paid back for your effort. Talk with the taxi drivers who want to convert you to Islam and never stop chitchatting about how bad the government is. Eat foul from a stall in the street. Go to Al-Azhar Mosque and lose yourself in the quietness and holiness of the place. Go to
Townhouse Gallery to discover the new generation of Egyptian artists.
Talk to the Egyptian youths: they move, they have ideas, they are clever. They are trying to figure out how to save their lives and their Country, but it's a long way to go if they don't have the support of other youngsters.

Egyptian bloggers are 2% of the global total.
Go and check
Bahz's blog (if you can read Arabic) or the internationally renowned Sandmonkey.
See what young people are doing, for example
Sustainable Development Association NGO.
Keep yourself updated and read.
And keep your mind open and ready to learn from everyone."


Fin dal mio primo viaggio in Egitto, nel 2004, ho avuto una sorta di affinità elettiva con questo Paese ed, ancor di più, con i suoi abitanti. Da allora ci sono tornata una volta all’anno. Ma, nonostante tutto questo amore, non sono mai stata a Sharm el-Sheikh… Perchè? Perchè Sharm el-Sheikh non è l’Egitto. O perlomeno non il mio Egitto.
Il mio Egitto è quello delle serate passate con gli amici alla Moqattam, a guardare l’immensa distesa illuminata del Cairo, chiacchierando, bevendo the e fumando. È quello della gente che nelle calde sere d’estate si riunisce nei café a cantare e suonare l’oud. È quello del koshary venduto a 1 ghinea o della colazione a base di foul mangiata in fretta per la strada, sul cofano di una macchina. È quello dei minibus che si infilano correndo tra una macchina e l’altra con i passeggeri aggrappati fuori perchè non sono riusciti a salire. È quello della condivisione. Condivisione dei bicchieri di stagno quando al “ristorante” ne portano uno solo per tutti i commensali. Condivisione della cena preparata dalla mamma di M. e M. che, per non farci accorgere della povertà della loro casa ha apparecchiato la tavola in camera da letto perchè le sembrava la stanza arredata in modo più dignitoso. Condivisione delle paure per il proprio futuro nonostante un’intelligenza brillante ed anni di studio. Condivisione di qualsiasi cosa.
E allora io condivido il mio Egitto con voi e non vi nego che mi intristisco quando leggo notizie come quelle che ho riportato sopra. Perchè, sarò pazza, ma a furia di condividere, ormai condivido anche la paura di tanti egiziani per le sorti del loro Paese. E condivido il loro essere egiziani, perchè un po’, sotto sotto, mi ci sento anch’io…


E mi intristisco anche quando sento parlare dell’egiziano medio come lo stereotipo del furbastro che cerca di imbrogliare i turisti.
Perchè questo non è l’egiziano medio che conosco io. Io conosco tanti egiziani. Ma nessuno di loro è un furbastro da quattro soldi.
Gli egiziani che io conosco sono persone umili, ma che condividono con gioia quel poco che hanno. Che mi hanno sempre aiutato in qualsiasi momento di difficoltà. Che non hanno esitato ad accogliermi nelle loro case e nelle loro famiglie. Che a volte mi hanno commosso per il grande valore che hanno dato alla nostra amicizia. Che non smettono di battersi per far tornare il loro Paese ad essere la culla della civiltà e della democrazia nel mondo arabo. Che scendono in piazza a protestare incuranti dei poliziotti anti-sommossa che a breve li massacreranno di botte e li arresteranno e tortureranno.
Che continuano a credere nel futuro e ad avanzare verso di esso a testa alta.





* Whatever Happened to the Egyptians? Changes in Egyptian Society from 1950 to the Present. (AUC Press, Cairo 2000 – 9th edition 2006) is a pamphlet by Galal Amin, Professor of Economics at the American University in Cairo.


Links:

3arabawy: journalist Hossam el-Hamalawy's blog (EN);

http://www.nawalsaadawi.net/: Nawal el-Saadawi's official website (EN);

Manal and Alaa's bit bucket: blog published by Alaa Abdel Fatah (who was imprisoned for 45 days in 2006) and his wife Manal (AR/EN);

Baheyya's blog (EN);

Fustat/Duweiqa, blog published di Ibn ad Dunia -Son of the World (EN);

Review of the movie "These Girls" about the lives of 4 girls from Cairo's poorest suburbia - from the blog Confessions of a Funky Ghetto Hijabi (thanks to Stef for the recommendation);

Salam(e)lik: journalist Sherif el-Sebaie's blog (IT);

http://www.harakamasria.org/: Kefaya, the Egyptian movement for change (AR).


Suggested Readings:


Non-fiction:
- Le Prophète et Pharaon (Gilles Kepel - originally in French, published in Italian as “Il Profeta e il Faraone” by Laterza): the best essay to understand the rise of Muslim Brotherhood and other radical Islamist organizations in Egypt;
- Cent mots pour comprendre l'Egypte moderne (Caroline Gaultier-Kurhan, Ali Kurhan et Abdel-Hafez Saleh Magdi - Paris, Editions Maisonneuve et Larose 2005);
- Il Risveglio della Sfinge (Vincent Hugeux e Tangi Salaün – in Internazionale 615, 4/10 novembre 2005);
- Explaining Egypt’s Targeting of Gays (Hossam Bahgat –
here on Middle East Report Online;
- Avenues of Participation: family, politics and network in urban quarters of Cairo (Diane Singerman – Cairo, AUC Press 1997);
- All’Ombra di Piramidi e Moschee. Scritti e Interviste (Naguib Mahfouz – published in Italian by Datanews);
- Arabi Invisibili. Catalogo ragionato degli arabi che non conosciamo. Quelli che non fanno i terroristi (Paola Caridi, prefazione di 'Ala al-Aswani – Milano, Feltrinelli 2007);
- There is a very interesting book I bought (in a moment of unexpected optimism about my knowledge of Arabic) in a bookshop in Alexandria whose title in Arabic is Gomhorrikiyah Ahl Mubarak ( جمهركية اهل مبارك ). I have never finished reading it (till now, insha'llah in the future), but it is a collection of enlightening articles written by an Egyptian journalist to highlight Mubarak's dirty manoeuvre to make his son Gamal succeed to him as Egypt's next president. Actually the title is very difficult to translate since Gomhorrikiyah is a word that does not exist in Arabic: it is a contraction of Gomhorriyah (= Republic) and Malikiyah (= Monarchy). Let's say "The Mubaraks' Monarchic Republic"!

Fiction:
- Emarat Yacoubian ('Ala al-Aswani – published in English as "The Yacoubian Building" by AUC Press and in Italian as "Palazzo Yacoubian" by Feltrinelli);
- Shikagu ('Ala al-Aswani – published in English as "Chicago" by AUC Press and in Italian under the same name by Feltrinelli -> I'm looking forward to
Stefania's review);
- Taxi (Khaled al-Khamissi – published in English under the same name by Aflame Books);
- Shatf al-Nar (Gamal al-Ghitani – published in Italian as “Schegge di Fuoco” by Jouvence);
- Zayni Barakat (Gamal al-Ghitani – published in Italian as “Zayni Barakat. Storia del Gran Censore della città del Cairo” by Giunti);
- Baydat al-Na'amah (Ra'uf Mus'ad Bastà – published in Italian as "L'Uovo di Struzzo. Memorie Erotiche" by Jouvence);
- Al-Karnak (Naguib Mahfouz – published in Italian as “Karnak Café” by Newton Compton);
- Hadrat al-Muhtaram (Naguib Mahfouz – published in English as “Respected Sir” by Anchor and in Italian as “Un Uomo da Rispettare” by Newton Compton);
- Yawm Maqtal al-Za’im (Naguib Mahfouz – published in English as “The Day the Leader was Killed” by Anchor and in Italian as “Il Giorno in cui fu ucciso il Leader” by Newton Compton);
- Mawt al-Rajul al-Wahid (Nawal el-Saadawi – published in English as “God Dies by the Nile” by Zed Press and in Italian as “Dio muore sulle rive del Nilo” by Eurostudio);
- Imra’a ‘ind Nuqtat al-Sifr (Nawal el-Saadawi – published in English as “Woman at Point Zero” by Zed Press and in Italian as “Firdaus. Storia di una donna egiziana” by Giunti).

Monday, September 22, 2008

Turisti italiani rapiti in Egitto.

ho appena appreso che un gruppo di turisti (non riesco a capire se 11 o 15) e' stato rapito ad Assuan. tra di loro pare ci siano anche 5 italiani (perlomeno cosi' ha confermato la farnesina).
avevo scritto un post sull'Egitto qualche settimana fa. direi che domani urge pubblicarlo, per ricordare il fermento di questo paese al di la' dei commenti portaportiani che ci (vi) attenderanno in questi giorni e dell'immagine stereotipata che ne presenteranno i media italiani.
ibm (insha'llah boukra mumkin).
ma3 al-salama
clauds

Wednesday, September 17, 2008

Ramadan Kareem! *



nella foto dei fanoos (lanterne usate durante il Ramadan)


Due sorprese mi hanno dato il bentornato ad Abu Dhabi mercoledì mattina al mio rientro in ufficio.
Una inaspettata, ovvero
il terremoto di magnitudo 6.1 con epicentro nel porto iraniano di Bandar Abbas e che ha causato almeno 7 morti in Iran. Una leggera scossa si è sentita anche qui e, nonostante cercassi di sembrare calma mentre la mia collega R. era presa dal panico, ammetto che un po' mi sono impanicata. Soprattutto perchè la scossa si è sentita distintamente e perchè l'ufficio si trova AL 12esimo PIANO! Una trappola per topi praticamente!
La seconda sorpresa, che in realtà una sorpresa non è in quanto ricorre ogni anno e le date le sapevo da parecchio, è stato il Ramadan (رمضان), cioè il nono mese del calendario musulmano, celebrato come mese sacro in quanto per i musulmani è il mese in cui il sacro Corano (القرآن الكريم) fu rivelato all'angelo Gabriele che poi l'ha dettato al Profeta Muhammad.
Le persone di fede islamica festeggiano quindi la rivelazione del Corano digiunando: il digiuno (صوم = sawm) del mese di Ramadan è uno dei cinque "pilastri dell'Islam" (أركان الإسلام = arkan al-Islam), ovvero quelle pratiche basilari che distinguono un musulmano (le altre sono la shahada cioè la professione di fede, la salat cioè la preghiera da effettuare 5 volte al giorno, il hajj cioè il pellegrinaggio a La Mecca almeno una volta nella vita e la zakat cioè l'elemosina legale).
Digiunare durante il mese di Ramadan significa che nessun tipo di sostanza solida, liquida e/o gassosa deve penetrare nel corpo del fedele dall'alba al tramonto: sostanzialmente non si mangia, non si beve e non si fuma. Questo perchè il digiuno dovrebbe insegnare la pazienza, il sacrificio e l'umiltà. Inoltre si dovrebbe pregare più del solito, leggere il Corano, astenersi dal linguaggio volgare, vestire in maniera castigata e moderare emozioni indesiderabili come la rabbia, l'avarizia, l'invidia e la lussuria. Durante il Ramadan i musulmani chiedono perdono per i peccati compiuti in passato, chiedono una guida per il futuro e si purificano tramite il sacrificio e le buone azioni caritatevoli.
Ogni giorno durante il sacro mese di Ramadan i musulmani di tutto il mondo si svegliano prima dell'alba per consumare un pasto leggero chiamato suhoor (سحور) ed effettuano la preghiera dell'alba (فجر = fajr). Poi si astengono da cibo, bevande e qualsiasi altro piacere fisico fino alla quarta preghiera della giornata, quella del tramonto (مغرب = maghrib). Poi possono consumare la colazione o iftar (إفطار) ed il digiuno si interrompe fino all'alba del giorno seguente.
Il 27esimo giorno di Ramadan è la notte più sacra: la "notte del destino" (ليلة القدر = Laylat al-Qadr), cioè l'anniversario di quando l'angelo Gabriele rivelò al Profeta il primo verso del Corano. Alla fine del mese di Ramadan si festeggia la "Festa della Rottura del Digiuno" (عيد الفطر = Eid al-Fitr) o "Festa Piccola" per distinguerla dalla “Festa Grande” o “Festa del Sacrificio” ( عيد الأضحى = Eid al-Adhà), cioè la festa della fine del pellegrinaggio, che è la più importante del calendario islamico.
Un'altra implicazione del Ramadan è la lettura dell'intero Corano. A questo scopo si tengono ogni sera nelle moschee delle speciali preghiere chiamate tarawih (تراويح) durante le quali si recita un'intera sezione del Corano (جزء = pezzo, parte: equivale ad 1/30 del Corano).

Questa è la teoria.
Ma nella pratica che succede nei Paesi musulmani durante il mese di Ramadan? La maggior parte dei negozi chiudono nel pomeriggio fino all'ora dell'iftar e poi rimangono aperti per gran parte della notte. Si preparano pasti particolari e si va a visitare parenti ed amici. Si comprano regali per la famiglia e gli amici. Si fa l'elemosina ai meno fortunati. Gli orari di lavoro vengono ridotti.
E poi di notte ci si scatena. O almeno questo è ciò che succede nella maggior parte dei Paesi a maggioranza islamica. Festival, concerti, recital di poesie, la gente che si riversa nelle strade a pregare ed a mangiare nelle tende allestite dale moschee o dai ristoranti…

Ecco, questo succede nella maggior parte dei Paesi musulmani, ma non negli Emirati, che, come al solito, sono un Paese particolare…
Qui i grandi alberghi allestiscono delle tende in cui è possibile fumare la shisha e giocare a carte, domino o backgammon però la musica dal vivo è severamente proibita (infatti le band che di solito si esibiscono nei club vanno in vacanza per tutto il mese), le radio devono essere tenute a basso volume (tranne che per la recitazione del Corano) ed è strettamente vietato ballare.
In compenso tutte le discoteche sono aperte e si può consumare alcool (solo i non-musulmani ovviamente). E questo non l'ho ancora capito perchè, mentre l'alcool è proibito dall'Islam, la musica non lo è. Ed in ogni caso il Ramadan rappresenta un mese sacro, quindi credo che noi expatriates potremmo anche rinunciare all'alcool per un mese per rispettare la cultura del Paese in cui viviamo.

Questo è il secondo Ramadan che passo ad Abu Dhabi, ma quest'anno, lo dico sinceramente e con un po' di vergogna, non sto digiunando (anche se, ovviamente, evito di mangiare, bere o fumare in pubblico).
L'anno scorso, temprata da due anni di "digiuno parziale", ho praticato un digiuno degno di un wahhabita: dall'alba al tramonto niente cibo, niente bevande, niente fumo, niente profumi e niente trucco. Rompevo il digiuno mangiando datteri come vuole la tradizione del Profeta. Nessun tipo di rapporto carnale. Vestiti casti.
Mi faccio i complimenti da sola: sono stata brava!
Però è stata un po' dura, quindi quest'anno evito di digiunare malamente per mancanza di motivazione.

L'anno scorso inoltre ho passato una settimana di Ramadan ad Alessandria d'Egitto e lì mi sono resa conto davvero come vivono il Ramadan i musulmani. Di giorno era tutto piuttosto morto, ma la sera, dopo l'iftar con i miei amici, non sono stata ferma un attimo: siamo andati a feste, ad un recital di poesie, al concerto di Mohamed Mounir all'Opera de Il Cairo… le strade erano piene di gente e non ci ritiravamo mai prima delle 3 di mattina. E ci ritiravamo alle 3 solo perchè i miei amici volevano mangiare il suhoor prima dell'alba e pregare, altrimenti saremmo rimasti svegli tutta la notte! Quindi me ne tornavo al mio alberghetto dove Ehab, il portiere di notte con cui ho fatto chiacchierate infinite, mi aspettava con il suhoor a base di foul (fave) e uova sode: la colazione dei campioni offerta dall'Hotel Cleopatra e compresa negli 8 euri di tariffa giornaliera della mia stanza…
In compenso, nonostante circa il 10% della popolazione egiziana sia di religione cristiana copta (e ad Alex la percentuale è ancora più alta), tutti i negozi che vendono alcoolici erano chiusi.

Ora, se qualcuno vuole provare l'emozione di digiunare per un giorno in segno di rispetto verso gli amici di fede islamica, vi lascio la ricetta per preparare la harira, una zuppa marocchina che si usa per rompere il digiuno e che io e la mia migliore amica S. abbiam cercato di preparare la settimana scorsa.
Ingredienti per 10 persone:
500 gr. di ceci lessati
200 gr. di lenticchie
500 gr. di cipolle
2 litri di brodo
concentrato di pomodoro
aglio (noi non ce l'abbiamo messo)
sale e pepe
cumino in polvere
olio d'oliva
prezzemolo e/o coriandolo
Fate un soffritto con aglio e cipolla. Aggiungete il brodo e poi ceci, lenticchie, concentrato di pomodoro, cumino, prezzemolo, sale e pepe. Fate cuocere a fuoco lento per un'ora e servite.
Noi abbiamo aggiunto al soffritto carne d'agnello (però in questo caso dovrete lasciar andare la zuppa per almeno due ore in modo da far intenerire la carne) e poi, alla fine, abbiamo aggiunto capelli d'angelo: era deliziosa!


Qualche link per chi volesse saperne di più:
Ramadan su Wikipedia (IT);
Le leggi che governano il digiuno durante il Ramadan (EN);
Il Ramadan per idioti ovvero tutto quello che c'è da sapere sul Ramadan spiegato come se avessimo 6 anni (EN);
Special Report di Arabian Business sul Ramadan (EN);
Informazioni utili dal sito del quotidiano The National per chi osserva il Ramadan ad Abu Dhabi (EN).

E qui sotto ho messo il calendario delle preghiere del mese di Ramadan ad Abu Dhabi (gentilmente regalatomi dal mio collega S.):



* Ramadan Kareem è l'augurio che i musulmani si scambiano durante il Ramadan (anche se mi dicono dalla regia che in Marocco si dice "Ramadan Moubarak"). Se qualcuno ve lo dice non fate come me che rispondevo "Grazie!"… gli egiziani dicono "Allah Akram", altrimenti si può semplicemente ripetere "Ramadan Kareem".

Tuesday, July 29, 2008

Au revoir!

i didn't know. i knew He was sick but i din't know he died. i didn't know He died on sunday. i've read it today in a newspaper and i want to share it.

stupid title by the way: egypt - funeral for film director (He was the most important director in the arab world and won prizes to all the most important film festivals in the world and they liquidate him with a brief column without mentioning even one of his great movies...).

"Egyptian screen stars were among around 1,500 mourners who gathered at a Cairo church yesterday to bid farewell to Arab cinema's most celebrated director, Youssef Chahine, who died on Sunday aged 82.
Hundreds of celebrities and officials were crammed into the Roman Catholic Church of the Resurrection, with hundreds more gathered outside as the controversial director's coffin was carried in, draped in the Egyptian flag.
His protege and colleague Khaled Youssef, who co-directed Chahine's latest film 'Chaos' in 2007, was among the pall bearers."

for whom doesn't know Chahine's work, i truly suggest you to watch "Iskandariyah Leh?" (en: "Alexandria Why?"): i love this movie - actually it is part of a trilogy but for me it's the best one - and i'm not the only one ;-)
(you know i'm talking to YOU!)

and a last thing: mubarak, eat your heart out! there will not be all this crowd of mourners at your funeral...

Saturday, April 12, 2008

Comparisons

why do i keep writing on/being so interested in egyptian strikes?
i donno, but if i think about it, i can find a few reasons... for exemple:
1. emotional reasons:
  • i love this country, its people and its culture;
  • i know cairo better than rome;
  • i've had a great time every time i went there;
  • the two most important guys of my life (till now) were egyptians.
2. sociological/historical reasons:
  • egypt is the archetype of arab world: a big countrywith a long history to be proud of, but an uncertain future. then, if a pacific revolution will be possible in egypt, it means that all the arab people can stand up against their government and fight for their rights;
  • egypt is a country where, in the past few years, a great civil society movement has developed: human rights activists, bloggers, talented youth are all creating and developing projects to rise political awareness among the new generation, so i want to learn something from their experience.
3. comparative reasons:
i find a big amount of similarities between egypt and italy (that's why i also feel half egyptian ;-P). for instance:
  • we both have a proud long history of domination over the mediterranean area that make us wonder on the low standars of living we reached in the present days: we are threatened between being the past pharaons and emperors before and our present situation of instability, deprivation and decay;
  • we have common ancestors, so we are almost the same family on two different shores of a lake: cleopatra & marco antonio. or (as my friend mashraheya's dad told me once) sophia loren & omar sharif ;-)
  • we both have corrupted governments which are just looking for international recognition as democracies, but do not hesitate to menace, arrest and shoot their own citizens (for the italian chapter, see G8 Genova 2001 - i was there);
  • there is nothing interesting going on in italy in this moment.

oh, yes, i remeber! there are presidential elections tomorrow...

same shit as usual, then!

Pyjamahedeen

ok, if you have never heard of this word and you don't know the meaning, just check Here

Happy Birthday, Mr. President!

nupe, it will not be Nancy Ajram (as a kind of Arab Marilyn Monroe, if you let my comparison pass...) to sing with her persuasive voice "Happy Birthday, Mr. President" to Egyptian President Hosny Mubarak on his 80th birthday on May 4, 2008.

the most unusual (yet not unexpected after 25 years of despotic regime) gift for the Egyptian Sphinx comes from Egyptian web activists, who have launched new mass street protests on the same day to commemorate his birthday.

opposition to President Mubarak has been growing lately with rising prices and stagnating wages adding to public discontent.
"The credibility, legitimacy and the grip of the regime are eroding" said Ibrahim Issa, editor of the independent daily newspaper Al-Dostur, to Reuter.
actually my favourite quote is one from Abdel Wahab el-Messery, an organizer of kefaya movement, who told The New York Times: "The element of fear is there. The people are afraid of the government, but the government is as afraid of the people." (damn if it's true!)

Thursday, April 10, 2008

6 April 2008

some 100 people have been arrested during the clashes risen on April 6, day of the Egyptian general strike.

actually 23 people (2 women and 21 men) were arrested even before taking any action in the strike as a preventive measure. they are currently placed in provisional detention for 15 days under investigation for provoking public unrest and calling for a strike which is against an emergency law that has been implemented in Egypt now for more than 25 years (the same law according to whom more than 50 homosexuals have been processed in the 2001 "Queen Boat Trial"). there is a big possibility those young Egyptians will be sentenced for imprisonment.

today, April 10, journalist Amina Abd El Rahman, has been arrested and detained in a police station in the town of Mahalla al-Kubra. she has been questioned in the absence of a lawyer and has been accused of working as a reporter without permission, according to the story of her husband Hamada ElKashef, reporter in El Badeel journal and who is on his own now in Mahalla.

yesterday, April 9, George Ishaak, one of the leaders of the opposition movement Kefaya, has been arrested. he has been accused of provoking unrest and calling for strikes. El Marg Prison administration has been preventing the admission of medications, food, clothes and blankets to the detainees since the morning. Hossam Shahata, the person in charge of delivering them started a hunger strike inside the prison. finally the authorities yielded to the pressure and allowed everything to be delivered to the detainees.

then my question is: is Egypt a democratic Country? answer: NO.
question #2: are these actions violations of human rights? answer: YES.
Egypt is a strategic partner for America in the process of "pacification" currently ongoing in the Middle East and its soldiers have been sent to kill their Arab brothers in Iraq just not to break the close ties the Country has had with the USA since the Sadat Era in the 70s and (of course) not to lose the HUGE aids its government is receiving from President Bush (Egypt is the second Country after Israel per weapons received). BUT, isn't President Hosny Mubarak aware that, in the past, Saddam Hussein has been a close friend of US too and Osama bin Laden was actually a business partner of Bush sr. and jr. himself? there could be a possibility than, in an attempt to "export democracy" in the Middle East, US troops up river Nile to "protect the disrespected rights of Egyptians"... i hope i'm just too fond of conspiracy theories...

by the way the strike was a kind of success: according to local sources, Cairo streets were empty and many people stayed at home from work, while many parents didn't send their children to school. students at Cairo and Helwan universities held demonstrations, while the Nasserite Students of Assiut university held a vigil on campus.
the Muslim Brothers, instead, did not take part in the strike (unless in the past days it seamed they would do it).
streets of Mahalla al-Kubra (where 27,000 textile workers on strike were expected to be the centre point of the nationwide demonstrations) were empty and schools were closed. The Misr Helwan Spinning & Weaving Company workers said security forces prevented them from demonstrating, arriving in the factory during the night and arresting 150 workers.

now, a new action has been planned for May 4, 2008...