Wednesday, November 19, 2008

Triste. Triste. Vuota.

non so se avete mai letto Angeli di Solitudine di Jack Kerouac...
nel libro c'e' un haiku scritto da Kerouac (uno dei tanti):

Triste.
Triste.
Vuoto.

ecco, mi sento un po' cosi' dopo aver scritto il post precedente.
mi sento triste, si', a pensare a tante cose (i fatti, le sentenze, la morte di Carlo Giuliani, ma anche le strade che le nostre vite prendono senza che ce ne rendiamo conto...), ma soprattutto mi sento svuotata, come se tutto quello che avevo da dire ormai l'abbia detto.
ho tante idee, tante frasi, tante cose che voglio dire nei post, ma ad un certo punto mi blocco, non riesco a concretizzarle e si smaterializzano... che e' un po' quello che mi succede anche nella vita reale.

l'altro giorno ho buttato fuori tutti quei ricordi per la prima volta ed ora mi sento come se avessi regalato a qualcuno una cosa a me molto cara. era una specie di segreto...
c'ho pensato quando mia sorella nel commento ha scritto "quelle cose che non mi hai mai raccontato": e' vero, loro non sapevano nulla. nella mia famiglia non ne abbiamo mai parlato. mai. forse per rispetto, ma non mi hanno mai chiesto nulla. ed anche con i miei amici non se n'e' mai parlato. forse perche' in fondo non ci riuscivo. solo una volta avevo iniziato a raccontare qualcosa durante un incontro che avevamo organizzato a scuola, ma dopo un po' non sono riuscita a continuare.
sicuramente dallo schermo di un computer e' piu' facile, perche' nessuno puo' vedere le lacrime che rigano le tue guance e farti quella faccia da "poverina, quanto mi dispiace, non sai come ti compatisco" che mi ha sempre dato problemi a parlarne con gli altri.

non sono piu' tornata a Genova dal 21 luglio 2001, ma mi piacerebbe farlo. vorrei vedere se riuscirei a ricordare tutto il percorso fatto in quel venerdi' maledetto, vorrei vedere se tornare mi aiuterebbe a ricordare, ad aggiungere pezzi alla memoria frammentata che ho di quei due giorni terribili. io non ricordo molto, davvero. tutto cio' che ricordo l'ho scritto qui, ma ci sono ancora tanti pezzi che rimangono bui.
e' un segreto che condivide tanta gente, certo, non un segreto mio personale ed esclusivo, eppure continuo a pensare a quello che ho scritto ed al fatto di averlo scritto, quasi come se il fatto stesso di averlo scritto (scritto cosa, poi? ci sarebbero cosi' tante altre cose da dire) sia per me una seduta di terapia dallo psicanalista. come se finalmente fosse un problema risolto, almeno tra me e la mia coscienza.
e quindi mi sento vuota, oltre che triste.

non ho palle per scrivere in questo momento, anche se avrei tante altre cose da dire. chissa', forse mi prendo una pausa. o forse pubblico qualche post che avevo preparato sull'Africa, o magari solo la canzone che continua a ronzarmi in testa in 'sti giorni...

boh, ci vediamo quando mi passa lo spleen.

Sunday, November 16, 2008

Genova. Per me.


17 luglio 2001, ore 23 circa - via Saffi, Parma (sotto la sede del WWF)

salgo sulla Panda 750 bianca del 1995.
mamma: "allora? com'e' andata?"
io: "ma, tutto ok... partiamo dopodomani notte cosi' arriviamo la mattina presto. B. non c'era alla riunione, ma, sai, c'erano un sacco di persone di una certa eta'... dovresti essere piu' tranquilla, no? c'erano anche delle signore sui 60 anni. se c'erano loro vuol dire che sara' una cosa pacifica credo... rilassati, dai."
mamma: "va bene, ma che hanno detto? serve qualcosa?"
io: "no, no. niente di particolare... B. mi aveva detto che possiamo andare con la sua tenda, poi mi portero' il sacco a pelo di L. se per lui va bene... poi nient'altro. giusto un cambio. ah, ecco! e dei limoni... ce li abbiamo a casa dei limoni?"
mamma: "si', i limoni ce li abbiamo, ma a cosa ti servono?"
io: "boh, non so. hanno detto che i limoni ce li dobbiamo strofinare sugli occhi se lanciano dei lacrimogeni..."


la mattina del 20 luglio 2001 siamo arrivati a Genova, dopo che il nostro pullman era stato fermato e controllato dalla polizia stradale. un pullman della Rete Lilliput pieno di manifestanti pacifisti di una certa eta' e di qualche giovane di Legambiente e della Rete Lilliput.
all'arrivo si respira un po' aria di gita scolastica: non ho mai visto Genova prima di allora, ma la citta' mi piace. aiuto B. a montare la tenda in un'aiuola sul lungomare e poi ci avviamo verso Piazza Manin, dove prenderemo parte alla piazza tematica organizzata da Rete Lilliput, Legambiente e Commercio Equo & Solidale.
c'e' il sole e, con il mio zainetto in spalla, sono contenta di essere li' e mi chiedo se tutte le preoccupazioni dei miei genitori avessero un senso. le persone che mi circondano sono serene, gentili, completamente non violente. scherzo un po' con le signore che fanno parte del nostro gruppo, che mi prendono in giro per la maglietta che mi ero disegnata, con un angioletto sul petto e un diavoletto sulla schiena.

arriviamo e ritrovo il mio amico D., di Roma, con cui avevo fatto un campo di volontariato qualche settimana prima e che coordinava i volontari internazionali di Legambiente: ci sono ragazzi francesi, spagnoli, addirittura un giapponese, Tetsuya, arrivati apposta per far sentire la loro voce in modo pacifico, con striscioni e palloncini colorati. la piazza e' bella e io sto vicino a Tetsuya che e' gentilissimo e mi offre dell'acqua per rinfrescarmi un po'. il mio inglese non e' perfetto e, ora che il corteo si muove, mi riavvicino a B., che, essendo piu' grande, son sicura che sapra' guidarmi.
ci accodiamo ad uno dei cortei dietro uno striscione e cominciamo a scendere lungo via Assarotti. B., protettivo com'e', cerca sempre di rimanere verso l'esterno del corteo in modo da fare "servizio d'ordine" e mi tiene d'occhio costantemente per paura che mi possa succedere qualcosa. che cosa puo' succedermi? c'e' solo tanta gente che grida, canta, con le mani dipinte di bianco e bandiere della pace...
arriviamo in fondo a via Assarotti, dove, mi dicono, c'e' la "zona rossa" che tutti vogliono cercare di violare. delle grate di ferro alte alte e tanti, tantissimi poliziotti in tenuta antisommossa. ecco, qualcuno si avvicina alle grate ed i poliziotti dopo un po' caricano con gli idranti. B. e' in contatto costante con altri amici suoi che sono in altre piazze e mi tiene informata. "ecco, li' hanno violato la zona rossa!" "oddio, ci sono dei manifestanti vestiti di nero che hanno cominciato a fare casino." "ce ne dobbiamo andare, torniamo nella piazza perche' qua c'e' il rischio che ci caricano."
io non capisco nulla... risaliamo verso Piazza Manin, ma l'atmosfera e' diversa. le persone non sono piu' allegre e tranquille come prima. poi vedo che ci sono alcuni manifestanti vestiti di nero con la polizia che li insegue. tutti alzano le mani dipinte di bianco e gridano che sono pacifisti. ma la polizia avanza verso la piazza.

"ce ne dobbiamo andare!" mi fa B. e, da allora, ho solo ricordi sfumati: immagini e rumori che mi accompagnano da 7 anni, ma che, al momento, non capivo.

non capivo nulla.
non capivo come tutte quelle cose belle che avevo visto poco prima potessero essersi trasformate in tutto quel sangue e quel fumo che vedevo dappertutto.
io avevo sempre avuto fiducia nelle forze dell'ordine... che succedeva?

non ricordo bene, non avevo la cognizione del tempo. quanto tempo era passato? che ore erano?
quello che ricordo e' una specie di corsa contro il tempo in una citta' sconosciuta, come un gioco del gatto col topo, correre per non fermarsi perche' chi si ferma... e' perduto.
ci allontaniamo da Piazza Manin: la polizia e' gia' passata, ci sono manifestanti vestiti di nero con dei bastoni in mano. c'e' veramente un camion vicino a loro? non mi ricordo. una donna, sui 60 anni, sul sedile posteriore di una macchina con una gamba sanguinante. vicino a lei c'e' un prete e B. mi dice che si chiama Don Benzi. ma sono sicura del nome? ci allontaniamo sempre di piu' e B. mi dice che stiamo andando verso la stazione di Brignole. qua le strade sono diverse, sono piu' larghe, ma il senso di cio' che vedo e' lo stesso: fumo, cassonetti e macchine ribaltati, fumo, fumo, delle persone che hanno assaltato un supermarket ed anche qui un sacco di manifestanti vestiti di nero con la faccia coperta.
vicino la stazione di Brignole incontriamo N., un'amica di B.: e' carina, avra' sui 21 anni ed ha un braccio appeso al collo con una sciarpa. "ma che fai? vai all'ospedale" gli dice B. "non posso andare, senno' dall'ospedale mi portano direttamente in questura. non hai sentito quello che e' successo ad altri?". ce ne andiamo. N. ci segue per un tratto e poi si ferma a via Tolemaide, dove ci sono le "Tute Bianche" di Casarini. sembra un campo di battaglia medievale: dappertutto ci sono ragazzi a terra, sanguinanti, con quello che rimane delle loro "armature" fatte di gommapiuma e bottiglie di plastica. "ricompattiamoci e riformiamo la testuggine" urla un ragazzo al megafono. i poliziotti sono dietro di loro. B. mi tira per un braccio e mi fa cenno di andarcene. giriamo nella prima viuzza che troviamo, giusto alle spalle del corteo, nella terra di nessuno tra i manifestanti e i poliziotti. e' una stradina in salita e, mentre saliamo, vediamo 3 camionette della polizia scendere, in direzione di via Tolemaide. erano 3? 5? non ricordo... ricordo che con noi c'era un fotografo che ci racconta che era con le Tute Bianche e che i poliziotti gli hanno preso la macchina fotografica ed i rullini. adesso vuole solo scappare. anche lui non e' messo troppo bene. o forse sono io che ricordo male. "oddio, sono pazzi! sono scesi con i Defender e i manifestanti erano tutti a terra. che cosa cazzo vogliono fare?" che cos'e' un Defender? non ho tempo per chiederlo... ce ne dobbiamo andare. dove? nessuno lo sa, ma l'importante e' andarsene, correre, scappare.

ho perso la cognizione del tempo. che ore sono? quanto dura questa giornata che sembra non finire mai? quando arriva la notte che porta consiglio?
non lo so quanto tempo e' passato. so solo che corriamo, corriamo, ad un certo punto il fotografo non c'e' piu'. ci ritroviamo in un posto piu' tranquillo. B. si incammina per una stradina che scende giu' ed alla fine della stradina, come un miraggio, la luce del sole sul mare.
siamo sul lungomare. lontani da dove eravamo partiti la mattina, ma sempre sul lungomare. ci sono altri ragazzi che manifestano, alcuni forse sono stranieri. di lato un gruppo di poliziotti. passiamo. ci chiedono da dove veniamo. non lo so. sento B. che snocciola uno dopo l'altro i nomi delle strade e delle piazze per le quali abbiamo corso tutto il pomeriggio e quello che abbiamo visto zona per zona. io non so nulla. non capisco nulla. non ricordo nulla. non ricordo se quelle cose le ho vissute sul serio o se sono solo state un brutto sogno dovuto alle preoccupazioni di mia madre. forse e' un icubo. forse devo ancora arrivare e mi sono addormentata sul pullman. ma non puo' essere. guardo il mare. vorrei farmi un bagno, lavare tutto quello che ho visto, tutto lo sporco che mi sento addosso e dentro. vorrei scappare. ma non si puo'. non capisco cosa sia successo. qui sembra tutto piu' tranquillo.
arriviamo finalmente dove avevamo messo la tenda. "hanno ucciso un ragazzo" dice qualcuno. "no, sono due!" dice un altro. "no, e' una ragazza." un'altra voce ancora. "scusa, hai un cellulare? me lo presti per fare una chiamata?" mi chiede una ragazza bassina. glielo do. chiama, ma non c'e' campo. "al telegiornale hanno detto che un ragazzo e' morto" grida qualcuno. "forse dovresti chiamare tua madre" mi fa B.

un ragazzo e' morto. Carlo Giuliani avrebbe potuto essere ognuno di noi. Carlo Giuliani e' ognuno di noi, perche' da allora qualcosa e' morto dentro ognuno di noi.
io oggi, scrivendo queste righe, non sono riuscita a trattenere le lacrime di nuovo. e' la prima volta che butto tutto fuori. forse oggi ho fatto pace con la mia memoria. ma, per il momento, nessuno di noi puo' far pace con lo stato italiano, che ancora una volta ha negato la Verita' e la Giustizia.



Lottavano così come si gioca/i cuccioli del maggio era normale/loro avevano il tempo anche per la galera/ad aspettarli fuori rimaneva/la stessa rabbia la stessa primavera...

Cambiamenti climatici.


una tempesta di sabbia fortissima, poi, l'altra notte, la pioggia. finalmente.
mi sono svegliata con un rumore strano. "piove!'", mi sono detta. incredula perche' i pochi giorni di pioggia dell'anno di solito si hanno a gennaio-febbraio.
mi sono alzata e sono andata alla finestra: le gocce sui vetri, le strade allagate, la gente per strada con gli ombrelli. "piove!", ho ripetuto. ed era vero.
ha smesso dopo circa mezz'ora, ma e' bastato per rinfrescare l'aria e depurarla di tutta la sabbia.
"finalmente il clima cambia" ho pensato uscendo di casa per andare in ufficio.
arrivo in ufficio, accendo il computer e sul sito della reuters leggo l'articolo sulle ultime sentenze per i fatti di genova del 2001.

il clima non e' cambiato affatto...


Thursday, November 13, 2008

Scuola di Vita


l'altro giorno leggevo questo post sul blog di Wil e mi hanno fatto riflettere (per non dire incazzare) i commenti di un certo utente anonimo che si firma "andrea".
li riporto in toto, in modo da "goderne" tutti:

1) l'8 novembre 2008 alle ore 19.37 Anonimo ha detto...
"non vedo perchè dica che c'è bisogno di una vittima perchè le forze dell'ordine intervengono.la violenza c'è già stata, di tutti coloro che hanno occupato scuole ed aule di studio impedendo a studenti che volevano seguire le lezioni di poterlo fare. studenti che pagano le tasse per questo servizio.fosse nelle polizia entrerei intimerei lo sgombro dei locali, qualora si riufiutassero di fare ciò che lo stato ha ordinato procederei con la rimozione forzosa dei manifestanti. li prendi di peso e li porti fuori, se qlcn reagisce, colpendo un agente delle forze dell'ordine, oltre a macchiarsi di un reato gravissimo, farei, senza esitare, scattare l uso delle manieri forti e violente nei confronti di quell'individuo, che ha infranto la legge, e di tutti colori che colpiranno gli agenti nel tentativo di difenderlo.anche se le toghe rosse invece di punire i soggetti applicheranno la pena più leggere che potranno, come al solito.andrea"

2) l'8 novembre 2008 alle ore 21.00 Anonimo ha detto...
"se io voglio andare a seguire una lezione per cui pago delle tasse per poterlo fare non c'è giustificazione accettabile per l impedimento provocato dai manifestanti. sono loro a infrangere la legge. oppure sono io che voglio solo seguire le lezioni per avere possibilità maggiori di superare gli esami e laurearmi il più in fretta possibile ?ma qua si pensa sempre alla mediocrità e non agli studenti migliori. questa riforma ha nei suoi ideali il premio agli ateneti e agli studenti migliori, giusto che sia cosi e, per me, giusto che chi non ha voglia di fare un caxxo e non passa gli esami paghi di più, se ci tengono tanto a fare l'università sarà un sacrificio che accetteranno.bisogna tornare ad un discorso incentrato su un università elitaria, fatta per i migliori, non fatta per studenti mediocri che non fanno altro che screditare il titolo stesso.andrea"

3) il 9 novembre 2008 alle ore 10.15 Anonimo ha detto...
"Se io sono contrario allo sciopero, e posso esserlo (oppure decidete voi cosa devo pensare?) non ho intenzione di perdere neanche un minuto di lezione per una cosa che non condivido, è un soppruso bello e buono, ma voi lo giustificate ?voi giustificate un reato come l occupazione di aule e relativo impedimento di seguire la lezione ?allora che si vada nelle case della gente a buttare le televisioni perchè non si segua mediaset, voi dareste ragione anche a questo.per mauro: che si laureino con voti bassi i figli dei ricchi non me ne frega niente. ma i figli di persone "normali" che saranno bravi e con voti alti, come te, non avranno problemi ad andare avanti con l università.ormai all'università si iscrivie chiunque, gente uscita col 65-70-75 dalle superiori che senza pensarci su tanto si iscrive, gente che si iscrive perchè non trova un lavoro o perchè non ha voglia di lavorare. invece dovrebbero iscriversi solo quelli veramente bravi, gente uscita con voti alti circa dall'85 in su, o anche 80.perchè tu non ti iscrivi sei non hai le capacità, va bene che adesso promuovono tutti o quasi, ma è questo andazzo che è sbagliato.poi ci ritroviamo con disoccupati o sottooccupati laureati, che tra l'altro si lamentano pure. La maggior parte di loro si è laureata con voti bassi, in ambiti con poco lavoro disponibile. Ad esempio uno che si laurea in storia, in lettere e filosofia ecc sa benissimo che avrà grosse difficoltà a trovare lavoro, allora se lo fai per passione va bene, ma nessuno deve pretendere un lavoro inerente. Ci pensavi prima di iscriverti. Perchè lo stato non può e non deve mantenere la gente. C'era sfilze di supplenti e professori di sostegno assunti solo per dare lavoro a questi laureati. Allora che lo stato si preoccupi anche di tutti i laureati o diplomati in ambiti tecnici, che solitamente trovano lavoro presso fabbriche, perchè non assumere anche questi per non far niente e preoccuparsi di farlo per i laureati in materie tipiche da insegnamento scolastico.Andrea"


ecco, e' questa la mentalita' dei giovani italiani che mi fa paura e che mi ha spinto a lasciare il paese che sento sempre meno mio.
anche perche', un paio di giorni dopo mi imbatto in questo post sul blog di LuCa, in cui alcuni commentatori si scagliano contro il titolare del blog per il semplice fatto di aver esercitato il suo diritto al dissenso, occupando pacificamente la sua scuola (insieme ad altri compagni) per protesta contro il decreto gelmini di riforma dell'istruzione.


non voglio entrare nel merito della questione "riforma gelmini" perche', seguendo la situazione italiana solo di sfuggita, non ho abbastanza elementi concreti per farlo (per es.: non ho mai letto effettivamente il decreto), ma sono dell'idea che una riforma il cui unico intento e' tagliare posti di lavoro e dare un'istruzione standardizzata, ma divisa per "classi economico-sociali", di certo non puo' far del bene al futuro del nostro paese. mi sembra che la strada imboccata gia' in precedenza da altri governi e sulla quale sta accelerando il ministro gelmini porti dritto dritto ad un'aziendalizzazione del sapere cosi' come lo intende la cultura americana e come l'ha presentato la scrittrice Naomi Klein in alcuni capitoli dell'ottimo No Logo.
ed e' sicuramente un male per la scuola italiana, che per decenni e' stata tra le migliori del mondo conosciuto.


in questo post voglio solo mostrare solidarieta' a LuCa ed a tantissimi altri ragazzi italiani che sono scesi nelle strade o si sono chiusi nelle aule (scolastiche ed universitarie) e spiegare a gente tipo l'anonimo-andrea che manifestare e' un diritto degli studenti e che "seguire le lezioni per avere possibilità maggiori di superare gli esami e laurearmi il più in fretta possibile" (!!!) senza imparare ad esercitare lo spirito critico e' la cosa piu' idiota che uno studente possa fare: la "mediocrita'" di cui parla lui nei commenti e' proprio quella di immagazinare nozioni in una corsa contro il tempo a chi prende la laurea piu' in fretta, senza farsi domande sul significato reale di tali nozioni e senza aprire la mente sul mondo circostante.
sono proprio quelli come te, caro "anonimo-andrea" a de-qualificare la laurea ed i laureati in genere!




nelle foto che seguono: L.A.S. "Giuseppe Misticoni" di Pescara (dicembre 2001)



di giorno...




... e di notte.




l'occupazione del 2001 credo sia stato uno dei momenti piu' belli della mia vita... 23 giorni in cui ho condiviso ideali e lotte con altri 300 ragazzi (sui 465 totali) della mia scuola, con i professori ed anche i bidelli.

quell'anno io ed il mio migliore amico N. eravamo rappresentanti d'istituto (insieme ad un altro ragazzo del IV anno) e, essendo tutti e due persone che cercano di guardare la realta' con occhio critico, abbiamo preso le distanze dalle solite occupazioni ed abbiamo deciso (insieme ad altri) di procedere con un' "assemblea permanente": certo, c'erano barricate davanti all'ingresso principale, ma a nessuno e' stato impedito di entrare a scuola dall'ingresso secondario ed anzi alcuni professori hanno continuato a fare lezione.

in realta' la maggior parte dei professori ha appoggiato la nostra protesta: con moltissimi di loro abbiamo organizzato incontri per discutere della riforma scolastica (allora era la riforma moratti) insieme a studenti e genitori (anche molti di loro erano dalla nostra parte), altri addirittura venivano a scuola la sera a portare viveri a noi occupanti.


nella palestra (che fungeva anche da aula magna) avevamo organizzato una mostra di nostri lavori sul tema dell'invasione americana all'Afghanistan (altro argomento scottante di quell'anno), nelle aule si facevano gruppi di studio sulla riforma moratti (si', ci siamo letti tutto il decreto, aiutati anche dalla professoressa di diritto) e sulla storia dell'Afghanistan (e' li' che e' nata la mia passione per quel paese), all'ingresso avevamo messo un banchettino per distribuire pezzi di lenzuolo bianchi contro la guerra e raccogliere fondi per sostenere Emergency (alla fine qualcosa abbiam tirato su e l'abbiamo consegnato personalmente a Teresa Sarti durante un incontro organizzato al palazzo della provincia...), abbiamo fatto circolare libri sulla storia della scuola italiana e spezzoni del suddetto No Logo, abbiamo dipinto striscioni e cartelloni per una manifestazione che ha raccolto 3000 studenti, abbiamo ospitato riunioni di tutti i rappresentanti d'istituto della provincia di Pescara per organizzare "la lotta", abbiamo organizzato una cena ed un dj-set per autofinanziarci (dopo piu' di 20 giorni non avevamo piu' una lira nemmeno per comprarci un panino, menomale che il pizzaiolo di un'altra scuola -mitico Massimo!- ci aveva iniziato a rifornire aggratis), abbiamo organizzato un cineforum, abbiamo fatto un collegamento radio con il ragazzi del Liceo Tasso di Roma (che in quel periodo facevano lo sciopero della fame), siamo andati a parlare nel programma Coca Scuola di Radio Citta'-Popolare Network, io volevo pure organizzare un incontro con Serafini del Manifesto e Pablo Echaurren (anche se poi non c'e' stata la possibilita')... e ci siamo pure divertiti, la sera, quando dicevamo buonanotte a quella merda di governo, asservito agli interessi di pochi padroni e che stava (come sta ora) rovinando il futuro nostro e di altri piu' o meno giovani studenti ed ex-studenti, e ci raccontavamo le nostre speranze davanti ad una bottiglia di vino (sempre gentilmente offerta da qualcuno ;-) che lo produceva e che non finiro' mai di ringraziare per avermi fatto "svegliare fuori").


tutto questo e' durato per 23 giorni... intervallati da due visite della digos e due sgomberi, ma abbiamo continuato e ci siamo ripresi il nostro spazio nella nostra scuola. quell'occupazione e' finita poco prima di natale, quando il preside ("dott. arch. alberto trivilino", non vi dico cosa penso di lui, senno' va a finire che mi becco un'altra denuncia. anzi no, ve lo dico: un verme, un grandissimo pezzo di merda frustrato che sa farsi bello solo perseguitando dei ragazzini) mi ha telefonato mentre ero in viaggio verso Foligno per un incontro di studenti di sinistra provenienti da tutta italia, per "informarmi" che la scuola era tornata sotto il suo totale controllo e minacciandomi di "aspettarmi provvedimenti". la mobilitazione pero' non e' finita e per tutto quell'anno abbiamo continuato ad informare i ragazzi sulla riforma e sulla situazione internazionale (con conferenze sul G8 di Genova, sull'Iraq, sull'Afghanistan, sulla "lotta al terrorismo" e sulla situazione israelo-palestinese) e a fare i gruppi di studio di pomeriggio.



tutto quello che ho descritto ci ha fatto male? ci ha fatto perdere tempo prezioso a scuola? no! a me (e credo a molti altri) e' servito per capire meglio come va l'italia, per capire che quando si lotta per un'idea si deve innanzitutto conoscerla ed essere coscienti di farlo nel modo che ci sembra piu' giusto e che non danneggia altri cittadini. a mio parere, l'occupazione di una scuola o di un'universita' non danneggia nessuno ed anzi e' un'occasione di crescita per i ragazzi che sempre piu' spesso vivono la scuola come un luogo di annientamento dell'essere e di standardizzazione conoscitiva di concetti astratti.



uno dei ricordi piu' belli in assoluto e' di quando abbiamo preso parte alla street parade studentesca organizzata a Pescara: il tg3 regionale ha ripreso i nostri striscioni ed ha intervistato alcuni studenti della mia scuola del I anno sul significato della manifestazione, dell'occupazione e della riforma moratti; ecco, i "nostri ragazzi" erano preparatissimi e ne sapevano molto piu' dei giornalisti. giuro che quando mi hanno raccontato la scena (io non l'ho potuta vedere purtroppo perche' eravamo ancora barricati a scuola) mi sono venute le lacrime agli occhi.

cosi' come mi sono venute quando, l'anno dopo essermi diplomata, sono tornata a scuola a ritirare il diploma e su un muro dell'aula 6 ho visto la scritta "C. e N., da quando ve ne siete andati voi questa skuola fa schifo".



anch'io vi ringrazio ragazzi, per tutto quello che m'avete dato quell'anno e per tutto quello che v'ho fatto passare con le mie idee del cazzo di fare i gruppi di studio! :-)




p.s.: la fine della vicenda ve la racconto tra un paio di giorni.

ah, e per chi volesse commentare che chi fa le occupazioni e' sempre uno che fa casino ed un ignorante posso rispondere presentando il mio "educational record" dalle elementari fino alla laurea e posso dire che, mentre chi quell'anno e' rimasto in classe adesso sta lavorando come estetista o sta ancora cercando di finire la facolta' di architettura a Pescara, la maggior parte di quelli che vi hanno contribuito attivamente adesso vivono all'estero e lavorano in campo artistico, cinematografico e pubblicitario. e non mi si venga a dire che siamo figli di papa', che' la mia famiglia e' quanto di piu' piccoloborghese possa esistere (anzi, se l'italia continua di 'sto passo, tra un po' ci inseriranno di diritto -insieme a molti altri- nel piu' famoso dei quadri di Pellizza da Volpedo).



PECCHE' NU SEM' NU! ;-)

MI MANCATE RAGAZZI...



Tuesday, November 11, 2008

News dalla Terra Santa (perche' e' sempre bene non dimenticare...)



oggi e’ il quarto anniversario della morte di Yasser Arafat.


so che questo blog di solito parla di cazzate, frizzi e lazzi (e tra poco riprendo a farlo…), ma spesso questo avviene perche’ parlare di altre cose fa male. al cuore.
come per esempio parlare di Palestina

e gia’ mi faccio del male parlando tutti i giorni di Palestina con la mia collega R., palestinese con passaporto giordano che non ha mai visto la casa in cui suo padre e’ nato e che quasi ogni giorno mi racconta con le lacrime agli occhi le storie della sua famiglia e dei loro ulivi.
o mi faccio del male ripensando ad A., studente di informatica di Nablus che doveva far parte di una conferenza ad Alessandria alla quale ho partecipato anch’io, ma che non e’ potuto essere con noi perche’ gli hanno rifiutato il visto 6 volte e, quando sembrava che ce l’avesse finalmente fatta, i militari israeliani l’hanno bloccato e gli hanno impedito di lasciare il SUO paese.
o anche quando sul giornale leggo le notizie provenienti da “Gerusalemme Occupata” (come la chiamano qui) o da Gaza, dove la mia amica M. ha vissuto tutti i 24 anni della sua vita di donna forte e coraggiosa, con una speranza nel cuore ed il sorriso sulle labbra, scrivendo e-mail del tipo “Non preoccupatevi, va tutto bene. Io sto bene ed e’ tutto come al solito: non preoccupatevi per me.”

come disse un amico libanese una volta: “alcune persone sono nate per resistere”.


allora pubblico solamente una mail appena ricevuta da Roberta, un’amica italiana (alcuni suoi scritti li trovate qui), contenente “notizie e aggiornamenti alla rinfusa” (testuali parole):

"Gaza:
- sempre bloccati i rifornimenti (medicinali compresi, dal giugno 2007sono morte 255 persone perche` le autorita` israeliane non fanno entrare i farmaci o non fanno uscire i malati).
http://www.gcmhp.net/.
- La settimana scorsa gli israeliani hanno assassinato altre 5 persone.
- Il fine sett scorso e` attraccata la nave con aiuti umanitari per bloccare l`assedio, personalita` internazionali a bordo (tra cui amira hass, intervista di Haniyeh pubblicata su Haaretz).
- Fuochi d`artificio
Cisgiordania in generale niente di nuovo:
- soliti arresti (24 solo nel fine settimana), qualche morto, soldi internaz in arrivo
Da Ramallah notizie un po` piu` allegre: e` iniziato il festival del cinema delle donne, domani inizia quello internaz del cinema... finalmente e` uscito Ein Shams.., a fine mese in programma festa per raccolta fondi contro chiusura del manifesto.
Gerusalemme sempre al centro della notizia:
- Costruzione del nuovo museo della tolleranza sopra l`antico cimitero musulmano sul monte degli ulivi! Israeliani 10+ anche questo giro
- Nuove espulsioni a Gerusalemme est, tra cui la famiglia dei vecchietti AlKurd espulsi dalla loro casa due gg fa dall`esercito alle 6 di mattina. Il piano e` di costruire 250 unita` abitative per i poveri israeliani ebrei che a ovest non hanno piu` spazio
- Ieri l`esercito ha chiuso anche il teatro nazionale palestinese di gerusalemme est perche` stava organizzando un festival sovversivo.. festival di arte popolare!
- Oggi elezioni per il sindaco di Gerusalemme, della Gerusalemme capitale di israele, boicottate dai palestinesi residenti in citta`.. Scacco matto!
Indiscrezioni: tra i candidati a sindaco c`e` pure un russo, sospetto trafficante d`armi...”




e poi vi consiglio di visitare questo sito internet, in cui ci sono foto realizzate dai ragazzi nati e cresciuti nel campo di Balata, vicino Nablus.
spero di conoscerli presto questi ragazzi.


perche’ credo che ci sara’ un giorno, non troppo lontano, in cui R. potra’ finalmente usare la sua “chiave del ritorno” e tornare a vivere nella casa dei suoi nonni circondata dagli ulivi, M. potra’ finalmente viaggiare liberamente senza essere fermata negli aeroporti americani come “sospetta terrorista”, A. potra’ finalmente avere un passaporto vero e non vedersi rifiutare il visto per l’Egitto sei volte di fila e noi potremo dire che, si’, ci sono persone nate per resistere. Ed alla fine vincono.



فلسطين حرة



Monday, November 10, 2008

Facebook e la Lotta di Classe


nella foto: quadrato nero su sfondo nero (lo so, fa molto Malevich... e' semplicemente che volevo fare un fotomontaggio del Quarto Stato mettendo facce di nerd brufolosi, adolescenti emo con l'i-pod e ragazzine in bikini, ma un po' non volevo insultare Pellizza da Volpedo ed un po'... beh, semplicemente non avevo voglia di sbattermi)



be forewarned: per un paio di post credo che vi raccontero' i cazi miei... vecchi cazi miei oltretutto! quindi, visto che sono l'autrice del blog, se non v'interessano... v'attaccate!



innanzitutto: IO HO UN PROFILO SU FACEBOOK! e non me ne vergogno, perche' il mio profilo, che esiste da oltre un anno, mi serve per restare in contatto con gli amici rimasti in italia e con quelli sparsi in giro per il mondo. e poi, ovvio, per un po' di sano gossip.

ma, sinceramente, mi sembra che ormai facebook sia diventato "la moda dell'estate 2008" e quindi vedo un fiorire di profili di gente a cui serve solo per parlare piu' agevolmente con il vicino di casa (cfr. post Il Colmo di Coq Baroque) o per rimorchiare ragazze finte in rete... vabbe', il mondo e' bello perche' e' avariato!


ora, c'era un tempo in cui facebook non esisteva (e neanche skype, msn, netlog -che ancora non ho capito cos'e'- twitter -un altro mistero per me- et similia) e la gente aveva delle relazioni dirette con gli altri esseri umani circostanti, i cosiddetti "rapporti umani".


e c'era un tempo in cui io ero un membro attivo di un partito di sinistra (e non metto le virgolette perche' non c'entra nulla col pd...) ed andavo a manifestazioni, riunioni, assemblee di partito, volantinaggi contro qualcosa... ecc, ecc, ecc.

tutti questi "eventi" erano belli proprio per i rapporti che si creavano con gli altri, per le amicizie che nascevano, per gli ideali che sentivi condivisi, per le cazzate "di gioventu'", per le balle dette ai genitori... per la liberta' che, in fondo, si respirava in quelle occasioni.

non scordero' mai quando io ed altri siamo andati alla conferenza nazionale del settore giovanile del partito in quanto delegati della nostra provincia (quell'anno si teneva a Marina di Massa, comunque mia madre non ha mai saputo che quello era lo scopo del viaggio in Toscana...) ed una sera ce ne siamo scappati, abbiam (han) guidato fino ad Arezzo e siamo andati a vedere il concerto dei Sonic Youth, per poi tornare a Massa in nottata.

oppure quando, alla manifestazione a Roma contro la riforma moratti, io ed un mio amico abbiamo incontrato Massimo Iovine dei 99 Posse (che quella sera suonavano a Chieti). con delle facce di tolla degne della nostra eta' gli abbiamo chiesto se voleva tornare a Chieti con il nostro pullman e lui ha detto: "no, guardate ragazzi, proprio non posso. gli altri gia' mi cazziano sempre perche' sono in ritardo, se vengo con il vostro pullman e' un casino... ci vediamo stasera al concerto, comunque!" noi: "eh, veramente noi i biglietti per il concerto di stasera non ce li abbiamo..." e lui: "vabbe', come vi chiamate? vi lascio io due biglietti riservati all'ingresso." la sera siamo andati con altri amici (che i biglietti ce li avevano), sconsolati per la figura di merda fatta, arriviamo all'entrata e, senza false illusioni, chiediamo se magari c'erano dei biglietti a nostro nome... cazo, c'erano! il tipo all'ingresso ci fa: "si', siete nella lista per entrare. ce l'ha detto Massimo quando e' arrivato..." e quella sera siamo anche saliti sul palco con i manifesti che avevamo portato in corteo ad "arringare" gli studenti sulla riforma moratti e sul perche' e percome bloccarla (vabbe', noi ci credevamo...)



ecco, lo sapevo, mi sto facendo trasportare dalla nostalgia e dalla logorrea.

ma mi sembra che questo mio "piccolo mondo antico" (che risale solo a 6 anni fa, non a 20 o 30) si sia un po' perso. adesso per contestare c'e' facebook!

censura mediatica? apriamo un gruppo su facebook per dire "no alla censura mediatica"! tagli alla ricerca? gruppo su facebook "no ai tagli alla ricerca"! riforma gelmini? apriamo un gruppo su facebook! (no, ok, per fortuna c'e' anche chi si mobilita...)


adesso tantissimi italiani hanno scoperto facebook e, quelli piu' "cool", si son subito creati un profilo... ovviamente anche tanti miei ex-compagni si son creati un profilo e mi hanno "aggiunta come amica" (ragazzi, questo e' linguaggio tecnico eh!), il che, soprattutto per alcuni, mi fa molto piacere.

il problema e' che, all'epoca dei fatti, avevo fatto l'errore, quando sono andata a Venezia a studiare, di iscrivermi alla mailing list dei giovanicomunistiabruzzo (ecco, l'ho detto!) per tenermi informata e, giuro, ho dovuto cancellare il mio vecchio indirizzo e-mail perche' i messaggi e lo spam dei giovanicomunistiabruzzo mi avevano intasato la casella di posta elettronica.

adesso purtroppo succede la stessa cosa su facebook: in un paio di mesi ho ricevuto inviti per gruppi ed eventi di qualsiasi genere, anche per la manifestazione nazionale a Roma (al che mi sono un po' girate ed ho risposto acida: "ma il partito prevede rimborsi aerei per gli ex-tesserati residenti in altri continenti. vi prego di non mandarmi inviti per manifestazioni cui, per forza di cose, non posso essere presente"... embe', quando ce vo, ce vo!)


quindi, se qualche compagno facebookiano (o magari qualche giovanecomunistaabruzzo) e' all'ascolto (o meglio alla lettura), lancio un appello: riprendetevi la vostra vita, uscite a manifestare nella strada e... smettetela di invitarmi via-facebook alle manifestazioni pescaresi!


se penso a quante ore della mia giovinezza ho "sprecato" davanti al ciclostile mi vien male... ah, bei vecchi tempi!



Sunday, November 9, 2008

Figlio di papà


Eh, è dura la vita dei celebuspawn, i figli delle celebrities! Mi immagino i poveri gemellini Brangelina, o la dolce Suri Cruise, o i Beckham boys… sempre sotto i riflettori, dover reggere il paragone con dei genitori così famosi, imparare prima la parola "paparazzo" che la parola "mamma"… certo, è dura!

Ma ancora più dura dev'essere per i pargoli di una celebrità "sui generis" come
OBL (se qualcuno indovina da dove ho preso l'acronimo gli dedico un post sull'argomento che preferisce… anche la fisica quantistica), come dimostra la storia del "piccolo" Omar, 27 anni ed una rischiesta d'asilo politico rifiutata.


È di mercoledì la notizia che
Omar Bin Laden ha chiesto asilo politico in Spagna, dopo che gli era stato rifiutato il permesso di vivere in Gran Bretagna con sua moglie inglese (qui una foto dei piccioncini...).
Ma aspettate perchè i risvolti della vicenda sono abbastanza interessanti, anzi, non saprei se definirli comici o grotteschi… che personaggio questo Bin Laden junior!

Omar, che si professa pacifista, ha chiesto asilo politico immediatamente dopo il suo arrivo all'aeroporto di Madrid con un volo dal Cairo, dove risiede.
Le autorità britanniche avevano rifiutato la sua richiesta di un visto da residente ad aprile, quando aveva spiegato di voler stabilirsi in Inghilterra con la sua nuova moglie inglese, Zaina Alsabah Bin Laden, 52 anni, il cui nome prima del matrimonio era Jane Felix-Browne (e già mi puzza la cosa).
L'ambasciata britannica al Cairo in una nota ha detto di aver basato la propria decisione sul timore che la sua presenza nel Paese possa causare "una considerevole preoccupazione a livello pubblico".


Omar è il quarto degli 11 figli nati dal matrimonio del padre con la prima moglie (Osama Bin Laden in totale è padre di 19 figli): in un'intervista trasmessa dalla CNN (qui) a gennaio, Omar aveva esortato il padre a rinunciare alla violenza con parole pregne di significato (le riporto in inglese come da articolo di Khaleej Times perché meritano): "I try and say to my father: 'Try to find another way to help or find your goal. This bomb, this weapons [sic], it's not good to use it for anybody."
Inoltre ha dichiarato di non aver più parlato con suo padre dal 2000, quando ha lasciato un campo di addestramento di Al Qaeda in Afghanistan con "la benedizione di Osama" (ah beh, e allora stiam tranquilli…) e di non sapere dove si trovi il leader di Al Qaeda (te lo dico io Omar: in una villetta in riva al Lago di Ginevra a godersi la plastica facciale e i soldi derivanti dagli affari con la famiglia Bush).

Oltretutto 'sto genio ha chiesto asilo proprio ai due Paesi europei che hanno sofferto dei più gravi attacchi terroristici dopo l'11 settembre 2001 rivendicati da organizzazioni facenti parte della galassia di Al Qaeda… priceless!

Secondo le leggi spagnole, il Ministro dell'Interno, Alfredo Perez Rubalcaba, ha 72 ore per prendere una decisione ed il richiedente ha diritto di appellarsi. Per il momento, mentre la sua pratica sarà vagliata dal Ministero dell'Interno, Omar Bin Laden rimarrà all'aeroporto.


Bene, le 72 ore sono scadute e devo assolutamente sapere se Omar ha ricevuto asilo o no. Ormai questa vicenda mi sta appassionando… go Omar go!




foto: vid' Omar quant'è bello... (talis pater...)



Update: oggi leggo che anche la Spagna ha rifiutato la sua richiesta di asilo… acc'! Chissà se ora ci riproverà con l'Italia...

Ma secondo voi su Facebook esiste una pagina per diventare fan di Omar? Beh, se non c'è a questo punto la creo io!



Finalmente un buon partito! (per me...)


Eeeeeh, qua tutti a parlar di Obama, Obama, il giovane Obama, il primo presidente nero degli Stati Uniti… E al re più giovane del mondo non ci pensa nessuno?

Beh, io ci penso, visto che sono in età da matrimonio e preferirei un giovane di belle speranze ad uno sugar-daddy rattuso…
Ed allora… ho trovato la mia preda!


Sul cucuzzolo dell'Himalaya, nel corso di un antica cerimonia, giovedì un giovane e bel principe è stato incoronato a capo della più giovane democrazia del mondo, vestendo la Corona del Corvo Imperiale del Bhutan.
Beh, lo dice anche il Khaleej Times: "Con la sua incoronazione formale di giovedì, il ventottenne Jigme Khesar Namgyel Wangchuck (qui il link in inglese, più aggiornato) , laureato ad Oxford, diventa il più giovane monarca regnante del mondo e forse uno degli scapoli più ambiti d'Asia."

Tutto questo fa parte di un cauto e calibrato processo di modernizzazione condotto dal padre del nuovo re, il 52enne Jigme Singye Wangchuck, che ha abdicato due anni fa dopo aver costretto i suoi sudditi adoranti ad abbracciare la democrazia. Dopo un'attesa di due anni per trovare una data astrologicamente di buon auspicio, il Quarto Re ha posato la corona sulla testa di suo figlio, terminando formalmente il suo regno durato 34 anni.
Nonostante, in seguito alle prime elezioni del Paese tenutesi lo scorso marzo, il nuovo re non governerà come ha fatto suo padre, egli sarà comunque un importante simbolo di unità nazionale e stabilità, come ha detto il Primo Ministro Jigmi Thinley in un'intervista alla Reuters: "Anche se in termini di governo adesso siamo una democrazia, nessuna persona eletta godrà mai del tipo di rispetto, fiducia e riverenza di cui gode il nostro re."

Il Quarto Re era stato anche l'artefice della filosofia nazionale del Bhutan, della felicità nazionale, l'idea che anche il benessere spirituale e mentale sono importanti, che la prosperità materiale non dovrebbe nuocere all'ambiente o alla cultura.
Può essere difficile per il giovane re confrontarsi con una figura paterna così importante, ma, secondo il regista, giornalista e direttore di Centennial Radio Dorji Wangchuck, il nuovo re ha già fatto un buon passo in avanti sforzandosi di raggiungere ed indentificarsi con la nuova generazione di giovani bhutanesi. Tutto questo ha già fatto guadagnare all'ex-"Principe Azzurro", come era stato soprannominato durante una visita in Thailandia, la nomea di "Re del Popolo".

Con l'abuso di droga, la disoccupazione ed il crimine tutti in aumento nel piccolo paradiso himalayano, e l'emergere di una nuova generazione "ribelle", la modernizzazione del Bhutan non sembra essere tutta rose e fiori.
Come dice Wangchuck: "I giovani, per sperare in un futuro migliore, si sentono un po' più rinvigoriti da un monarca giovane."

In conclusione: urge un viaggio a Thimpu! ;-)

p.s.: per chi non avesse mai sentito parlare del Bhutan (lo so, vi sto sottovalutando ;-P …), invece di correre ad aprire Wikipedia, andatevi a scaricare i film The Cup (it.: La Coppa) e Travelers and Magicians (sorry, non so se sia uscito in italiano) di Khyentse Norbu.

Saturday, November 8, 2008

Yes, we are different!


ci stiamo abituando a tutto in italia. ci stiamo abituando alle porcate di questo governo in materia di giustizia, istruzione, sanita', lavoro, immigrazione, ambiente, informazione... ci stiamo abituando ad un modo di pensare che non ha mai fatto parte della nostra cultura, ma che, a causa di vent'anni di martellanti messaggi mediatici, e' ormai entrato in tutte le case degli italiani. ci stiamo abituando a dichiarazioni che hanno del grottesco e del paradossale. ci stiamo abituando alla logica del "forte coi deboli, debole coi forti". ci stiamo abituando al razzismo.

l'ultima uscita di berlusconi sull'abbronzatura di obama e' stata solo l'ennesima cazzata uscita dalla bocca del nostro (sic) presidente del consiglio, ma ha avuto il merito di far scoppiare un caso a livello internazionale.
non che il fatto che venga insultato obama sia piu' grave del fatto che venga insultato un "negro" qualsiasi, ma almeno stavolta la cazzata e' stata di dimensioni cosi' enormi che ne hanno parlato tutti.
non avrei mai pensato di doverlo fare un giorno, ma stamattina ho inviato una mail al sito internat di obama, non perche' il fatto che sia stato insultato mi faccia star talmente male da non dormirci la notte, ma semplicemente per prendere le distanze (una volta di piu') da questo governo di ignoranti razzisti che io non ho votato. per dire al presidente statunitense (come se gliene fregasse qualcosa) che non tutti gli italiani si rispecchiano nelle parole e nella politica di quel buffone che ci ritroviamo a palazzo chigi.


a questo proposito, vi segnalo l'iniziativa, partorita da Il Russo e Silvano, contro il clima di razzismo generalizzato ed impunito che si sta diffondendo in italia e per dire al mondo






Siamo milioni di italiani e siamo invisibili.
Siamo milioni e non siamo volgari.
Siamo milioni e non siamo razzisti.
Siamo milioni e non abbiamo dimenticato la nostra storia.
Siamo milioni e non abbiamo dimenticato di essere di essere un popolo di emigranti.
Siamo milioni e non abbiamo dimenticato che eravamo dalla parte sbagliata nella seconda guerra mondiale.
Siamo milioni e siamo onesti e civili.
Siamo milioni e NON CI riconosciamo nelle parole del signor Berlusconi.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO NON PARLA PER NOI - SI' NOI SIAMO DIFFERENTI



There are millions of us Italians and we are invisible.
There are millions of us and we are not vulgar.
There are millions of us and we are not racists.
There are millions of us and we have not forgotten our history.
There are millions of us and we have not forgotten that we are a people of emigrants.
There are millions of us and we have not forgotten that we were on the wrong side in the Second World War.
There are millions of us and we are honest and civil.
There are millions of us Italians who DO NOT recognize ourselves in Mr. Berlusconi's statements.
THE PRIME MINISTER DOES NOT SPEAK FOR US – YES, WE ARE DIFFERENT



Elezioni in vista in Ghana


Nome Ufficiale: Republic of Ghana
Capitale: Accra
Superficie: 238.540 km²
Popolazione (2007): 22,5 milioni (fonte: World Bank)
Popolazione urbana (2006): 47,8% (fonte: Africa Economic Outlook 2007)
Tasso d'analfabetismo (2007): 42,1% (fonte: Africa Economic Outlook 2007)
Lingua: inglese (ufficiale), gha, akan, dagaare, twi, gonja, ewe, dagbani, dangme, fante, kasem, nzema, gurma, grusi, hausa…
Religione: Islamismo, Animismo, Cristianesimo
Gruppi etnici: Akan, Dagomba, Ewe, Ashanti, Akwapim, Krobo, Guan, Gurma, Gurunsi, Mande-Busanga, Fulani, Hausa…
PIL (2007): 14,9 miliardi USD (fonte: World Bank e IMF)
Indipendente dal Regno Unito dal 6 marzo 1957
Capo di Stato: John Kofi Agyekum Kufuor (in carica dalle elezioni del dicembre 2000)
Wikipedia Link:
http://it.wikipedia.org/wiki/Ghana

Dove eravate il 3 febbraio 2008? Io me lo ricordo benissimo: ero al Ninar Café di Abu Dhabi con uno dei rappresentanti con cui lavoriamo, F., un ragazzo siriano molto simpatico, Sales Executive di una tipografia con cui abbiamo avuto una fruttuosa collaborazione per un annetto.
Davanti ad una bella tazza di the verde al gelsomino, F. cercava di spiegarmi che da parecchio tempo voleva dirmi di provare ad andare oltre l'amicizia perché sentiva che ero "la ragazza giusta" e che… beh, ecco… insomma era "in love with me". Tutto questo mentre io cercavo di guardare in TV la finale della African Cup of Nations, il Campionato Africano di Calcio (tipo i nostri Europei, insomma, solo che si svolgono ogni due anni), che quest'anno si è tenuto in Ghana, la patria delle Black Stars (vincitori di 4 Coppe d'Africa): Egitto-Camerun. E non vi dico che urlo ho mollato quando l'Egitto ha segnato, vincendo così il secondo Campionato Africano consecutivo (eh sì, avevo visto anche la finale del 2006, vinta ai rigori contro il Senegal). E non vi dico neanche quanto fosse incazzato F. quando gli ho spiegato che stavo con un ragazzo egiziano (in realtà mentivo, perchè erano già un paio di mesi che la storia era finita in un tripudio di grida, litigi e parolacce): "Ho sempre odiato gli egiziani, ma ora li odio ancora di più" mi ha detto con un'espressione sprezzante.
Giuro che all'epoca m'era dispiaciuto per F., un bravo ragazzo, così come mi era dispiaciuto per il Ghana che non era arrivato in finale, un Paese che prende il calcio molto seriamente, almeno quanto la politica.
Ed infatti, in questo periodo di euforia per le elezioni americane, quanti sanno quali altre elezioni si tengono nel mondo in questa fine di 2008? Diverse, tra cui le elezioni ghanesi che si terranno il 7 dicembre per eleggere un nuovo presidente ed un nuovo parlamento.
Il Ghana presenta un innegabile dinamismo economico ed una stabilità politica invidiata da numerosi Paesi della regione, un bilancio che il presidente John Kufuor non mancherà di evocare alla fine dell'anno, quando lascerà la sua carica al termine del suo secondo ed ultimo mandato. Dalla sua elezione nel 2000, il successore di Jerry John Rawlings ha progressivamente liberalizzato i settori strategici della vecchia Costa d'Oro, attirando in questo modo investimenti stranieri e riuscendo a mantenere un livello di crescita sostenuto – una media annuale del 6% dal 2004 – nonostante l'instabilità climatica e la crisi attraversata dal Volta River Authority, l'impresa statale incaricata di produrre e fornire l'elettricità.
Inoltre, nel corso dell'anno passato, una serie di buone notizie ha alimentato il morale del Paese, prima fra tutte la scoperta, nel giugno 2007, di un giacimento di petrolio al largo della costa occidentale ghanese di una capacità pari, secondo la britannica Tullow Oil, a 400 milioni di barili (due mesi più tardi, la stessa compagnia ha scoperto un altro giacimento tra il porto di Takoradi e la frontiera ivoriana, portando così la capacità delle riserve provate a 1,2 miliardi di barili). In attesa dello sfruttamento di questi giacimenti, il settore minerario, ed in particolare quello aurifero, che vede il Paese al secondo posto nel continente per produzione dopo l'Africa del Sud, continua a sostenere la bilancia commerciale. Un'altra notizia che fa prevedere un futuro economico più roseo per il Paese è il boom del settore del cacao, che nel 2007, con 700.000 tonnellate, si è attestato al secondo posto mondiale dopo la Costa d'Avorio.
Nonostante le buone prestazioni economiche e nonostante il Ghana sia al di sopra della media africana in termini di reti stradali ed elettriche, rimane molto indietro per quanto riguarda l'accesso all'acqua potabile, gli impianti igienici e la connessione internet e la Banca Mondiale ammette che il Ghana necessita di spendere in infrastrutture circa il 12% in più all'anno per la prossima decade. Sicuramente qualcosa con cui il nuovo Presidente della Repubblica dovrà confrontarsi.
Nonostante 9 partiti si siano registrati per partecipare alle elezioni, pare che gli unici contendenti con buone probabilità di vittoria siano il National Patriotic Party (NPP) al potere ed il National Democratic Party (NDC) fondato dall'ex-presidente Jerry John Rawlings, una figura populista ancora difficile da ignorare.
Il NPP mette in campo Nana Addo Dankwa Akufo-Addo, luminare in campo giuridico e finanziariamente ben dotato, figlio del secondo Presidente del Ghana William Akufo-Addo. Con un gran numero di importanti finanziatori dalla sua parte, il NPP sta facendo la miglior campagna possibile ed i suoi PR si stanno ancora una volta dimostrando tra i migliori del Paese, ma, nonostante la minore disponibilità economica, il NDC non è assolutamente tagliato fuori dalla corsa.
Fino a qualche anno fa, il NDC era il partito più brillante del Ghana. Sia detto a suo credito, Rawlings lasciò il Paese nel 2000 in uno stato molto migliore di come l'aveva trovato quand'era salito al potere con il colpo di Stato del 1981: ha lasciato al Ghana le forze armate più disciplinate dell'Africa Occidentale, istituzioni che funzionano bene come l'Electoral Commission e la Commission for Human Rights and Administrative Justice (CHIRAJ) e, last but not least, ha passato il potere all'opposizione in modo pacifico in seguito alle elezioni libere e democratiche del 2000, in cui non aveva potuto presentarsi perché la Costituzione proibisce un terzo mandato presidenziale ed in cui il suo delfino Mills correva contro John Kufuor, risultato vincitore. Un'altra eredità lasciata da Rawlings è la pletora di media di cui il Ghana gode attualmente. Insomma, Rawlings rimane uno dei pochi ex-presidenti golpisti dell'Africa che può girare liberamente per la strada senza il rischio di venire linciato dalla popolazione.
Ironicamente, la popolarità di Rawlings è una sorta di spada di Damocle che pende sulla testa del suo partito. Il candidato presidenziale del NDC, il Prof. John Atta Mills, era un eminente professore di legge e capo dell'Internal Revenue Service prima che Rawlings lo nominasse suo vice. Questo è il terzo tentativo di Mills alla presidenza, dopo aver perso due volte contro Kufuor nel 2000 e nel 2004. Diversamente dal suo accattivante e loquace ex-capo, Mills è un uomo di buone maniere che parla placidamente, esattamente come il professore che è, e proprio per questo i suoi oppositori lo chiamano "il cagnolino di Rawlings", dicendo che un voto per lui non sarebbe altro che un voto per l'ex-presidente.
Non sono pochi a non digerire le ingerenze dell’ex-presidente: qualche anno fa, alcuni giovani dirigenti del NDC che non potevano più reggere il carattere prepotente di Rawlings provocarono una scissione all'interno del partito, abbandonandolo e formando il loro nuovo partito, il Democratic Freedom Party (DFP).
Neanche il NPP sembra privo di contraddizioni interne: dopo il rischio di uno spaccamento del partito durante l'ultimo congresso e dopo mesi di speculazioni, pressioni e pettegolezzi, il 15 agosto Nana Akufo-Addo ha scelto il Dott. Mahamudu Bawumiah, vice-governatore della Bank of Ghana, come vice. Prima dell'annuncio, diversi nomi erano stati fatti come possibili candidati: Hajia Alima Mahama, Ministro degli Affari delle Donne e dei Bambini, Boniface Abubakar Saddique, Ministro delle Risorse Acquatiche, del Lavoro e degli Alloggi, e Alhaji Mohammed Nurudeen Dauda Jawula, ex-Direttore Generale del Ministero della Sanità. Nonostante il Dott. Bawumiah, 44 anni, sia virtualmente sconosciuto all'interno dei circuiti politici, la sua selezione sembra servire a prevenire una frattura all'interno del partito: egli è infatti considerato un candidato di compromesso che può radunare sostegno per il partito nella parte settentrionale del Paese. Inoltre, per i commentatori politici, la scelta del Dott. Bawumiah dovrebbe contenere l'impatto del suo oppositore del NDC, John Dramani Mahama, che continua ad attrarre molti elettori. Al NPP, comunque, sono convinti che le buone prestazioni del Dott. Bawumiah alla Bank of Ghana siano una carta a favore suo e del partito.
Una tendenza preoccupante della campagna in corso è l'introduzione di etnicismo e violenza. Negli anni passati, i periodi elettorali erano occasioni gioiose in Ghana, ma la campagna di quest'anno ha assistito diversi scontri ed il linguaggio politico è spesso stato incivile.
Le violenze sono avvenute soprattutto tra sostenitori del NPP e del NDC, con il NDC che sostiene che la polizia è in combutta con il partito di governo. Molti ghanesi sono talmente preoccupati da aver iniziato ad organizzare preghiere collettive pubbliche per chiedere a Dio che le elezioni siano pacifiche ed una radio di Accra ha anche trasmesso programmi per sensibilizzare i ghanesi sulla necessità di un'elezione pacifica.
Varie strategie sono state impiegate dai partiti per attirare i votanti, ma quella che sembra aver avuto maggiore successo è quella delle 4 squadre adottata dal NPP, capeggiate rispettivamente dal presidente Kufuor, dal vice-presidente Aliu Mahama, da Nana Akufo-Addo e dal Dott. Bawumiah, prevede che esse girino parti diverse del Paese allo stesso tempo in ciò che la leadership descrive come "l'approccio multi-sistema per mantenere il potere", mentre il team di tre uomini del NDC del Prof. Mills, l'ex-presidente Jerry John Rawlings e John Mahama ha una missione simile. Queste elaborate strategie elettorali hanno ricevuto uno stimolo supplementare quando anche le mogli dei candidate presidenziali si sono imbarcate in campagne separate per sollecitare sostegno e voti per i loro mariti. L'unica che non si è gettata nella mischia è l'ex-first lady Nana Konadu Agyemang Rawlings, che, secondo alcuni analisti ghanesi, starebbe protestando contro la scelta del Prof. Mills di John Mahama come vice invece della preferita della signora Rawlings, Betty Mould Iddrisu.
Insomma, chi vincerà? Nonostante ci siano 9 partiti coinvolti, le elezioni sembrano una corsa a due tra Nana Akufo-Addo del NPP ed il Prof. John Atta Mills del NDC. Il terzo incomodo è il candidato del Convention People's Party (CPP, il partito del primo Presidente del Ghana, Kwame Nkrumah, che governò il Paese dal 1957 al 1966), il Dott. Papa Kwesi Nduom, che è stato ministro nel governo di Kufuor in entrambe le legislature. Eppure sembra comunque destinato ad arrivare terzo.
Akufo-Addo è oltremodo sicuro della sua vittoria e la sua sicurezza è stata rinforzata negli ultimi mesi delle grandi folle presenti ai raduni del partito. Ma gli osservatori indipendenti dicono che sarà un testa a testa, che il NDC non è una forza esaurita e che il Prof. Atta Mills potrebbe essere "third-time lucky": di certo, trattandosi della terza volta in cui guida il partito alle presidenziali, l'affabile Atta Mills deve vincere oppure scordarsi di condurre di nuovo il NDC in battaglia.
La posta in gioco è alta, ma i giochi sono ancora aperti.
Fate il vostro gioco allora.*

Per la Mente (Libri):
The Beautiful Ones are not yet born (Avi Kwei Armah);
Two Thousand Seasons (Avi Kwei Armah – un'epica sulla storia dell'Africa e sulla tratta degli schiavi: da molti critici definito banale e verboso, apprezzato dal Premio Nobel Wole Soninka. A chi crediamo?);
The Healers (Avi Kwei Armah);
Why are we so Blest? (Avi Kwei Armah);
Fragments (Avi Kwei Armah);
Anowa (Ama Ata Aidoo);
An Angry Letter in January (Ama Ata Aidoo – poesie);
In My Father's House (Kwame Anthony Appiah);
Cutting the Rose (Efua Doorkenoo – libro sul tema delle mutilazioni genitali femminili. La Doorkenoo è una delle fondatrici dell'associazione FORWARD – Foundation for Women's Health, Research and Development);
Ghana: The Authobiography of Kwame Nkrumah (Kwame Nkrumah);
Sosu's Call (Meshack Asare – per bambini);
Faceless (Amma Darko);
Beyond the Horizon (Amma Darko)

Per le Orecchie (Musica):
Selasee
George Darko
Reggie Rockstone
Obrafour
Daniel Amponsah
Akyeame
Okukuseku
Ashanti Brothers
Hi-Life International

Per gli Occhi (Cinema):
Heritage Africa (Kwa Ansah)

Per il Cuore (Arte):
Momodou Ceesay

Per la Bocca (Cibo):
Jollof Rice (riso servito con pollo e salsa al pomodoro);
Fufu (una specie di polenta fatta con cassava e platano e servita con una zuppa);
Kenkey (impasto di farina di granturco fermentata avvolto in foglie di banana e cotto al vapore);
Akara (fritti di fagioli);
Kontomire (foglie di cocoyam ridotte in purea, spesso servite con un po' di tonno e semi di zucca e condite con olio di palma);
Kelewele (platano fritto speziato);
Gari Biscuits (biscotti alla cassava)



* ho visto le foto dei candidati: così, a pelle, preferisco Mills. Però scommetto che vince Akufo-Addo.

Thursday, November 6, 2008

Hasta la esperanza siempre!


ero indecisa se inserire la foto sopra oppure questa con il titolo "Sant'Obama aiutaci tu!"...
ma girando un po' sul web noto che Obama e' subito diventato un'icona di certa sinistra, un'icona alla stregua di Che Guevara.

sono sinceramente contenta che abbia vinto e che questa sua vittoria sia un segnale cosi' forte per cosi' tante persone, ma... non staremo esagerando?

tutto il web e' tappezzato di post a sostegno di Obama. e, ripeto, mi fa piacere.
ieri apro Skype e vedo che la mia amica Mongi nel profilo ha scritto "... dopo Miss Italia avere un presidente nero non me par vero...". vabbe'.
la mia migliore amica, Sara, tornata ieri al lavoro (e ad una connessione internet) dopo un mese, mi manda una mail (oggetto: yes, we can) in cui mi parla un po' delle sue vicissitudini dell'ultimo mese ed in calce mi mette la frase pronunciata dal rapper americano Jay-Z alla vittoria di Obama: "Rosa Parks sat so Martin Luther King could walk, Martin Luther King walked so Obama could run, Obama ran so we could fly!". bella, non c'e' che dire.
poi ieri sera Mr. K. mi manda un sms, scrivendomi: "Today everybody believe that dreams realize. i have one..."
poi mi arriva una sfilza di sms da un caro amico, diplomatico ad abu dhabi, il primo dei quali e': "abbiamo.liberato.l'amerika.adesso.che.l'amerika.ci.liberi.da.anzio.a.kogelo.a.piazzale.loreto..." vabbe', forse era ubriaco...
infine Shareef (vedi post precedente) m'ha chiesto in prestito dei soldi ;-)


unica voce fuori dal coro, la mia amica F. (giusto per tornare al tema toccato 3 post fa di come gli expats frequentino persone con cui non hanno molto in comune):
F.: "allora, vieni alla festa hawaiana? io non so che mettermi..."
Clauds: "no, io non vengo. ma tu mi avevi detto che avevi deciso cosa metterti..."
F.: "si', avevo comprato una gonna hawaiana, ma non mi sta bene... mi fa i fianchi troppo larghi, adesso cerco qualcosa al marina mall... speriamo che trovo, senno' mi metto una gonna qualsiasi, una maglietta tirata un po' su e delle hawaianas..."
Clauds: "senno' vestiti da Obama, in fondo e' hawaiano pure lui! ho visto che ad halloween c'era una vestita come la palin..." (travestimento riuscitissimo oltretutto...)
F.: "e basta co' 'sto Obama! tutti co' Obama, Obama... a me m'ha gia' rotto 3/4..."


beh, non sarei cosi' drastica (anche perche' fino a gennaio non si insediera'...)
attendo con ansia che il nostro non ci deluda dopo tutta questa gioia e queste speranze (saranno ben riposte?) e, tra un annetto, mi riservo il diritto anch'io di cospargermi il capo di cenere e di entrare a far parte del club degli "obami" (la definizione e' del blogger Articolo21)...
per il momento... Obama attento: i'm watching you!
;-)

Shareef for VP!


quello nella foto e' Shareef, il "Kitchen Manager" del mio ufficio: purtroppo non si vede bene nella foto, ma non son riuscita a trovarne una migliore... :-( ... eppure ce l'avevo...
vi basti sapere che e' una persona deliziosa e sempre con il sorriso sulle labbra, anzi, molto spesso scoppia a ridere in maniera contagiosa e ci aiuta a mandare giu' le perle di stupidita' dei nostri boss e di molti dei clienti con cui abbiamo a che fare.

questo e' un post per chiedere ufficialmente la revoca della nomina di VP per Biden e la conseguente nomina di Shareef.
Obama, mettitela via: senza Shareef non ce l'avresti mai fatta!

a parte gli scherzi, Shareef e' un musulmano salafista (o salafita che dir si voglia), una persona moooolto religiosa (pur senza sconfinare nel radicalismo), e quello che mi ha detto ieri mi ha fatto molta tenerezza.
premetto (per l'ennesima volta) che ho sempre preferito Obama agli altri aspiranti democratici e repubblicani alla presidenza degli stati uniti, ma, nonostante questo, sono abbastanza scettica sulla sua politica (soprattutto sulla sua politica estera, che in definitiva e' cio' che mi interessa di piu' personalmente ed in quanto cittadina del mondo di cui Obama e' il "nuovo imperatore" -per usare un'espressione mutuata da Rouge: andatevi a leggere i suoi ultimi post che rispecchiano molto il mio umile pensiero sull'argomento Obama...).

vabbe', gia' mi sono dilungata abbastanza.
dicevo che ieri mattina per qualche strano motivo a me sconosciuto verso le 6 ho fatto una specie di strano sogno (ero in dormiveglia, quindi non son sicura se fosse un sogno o la mia coscienza che vacillava...) in cui vedevo i titoli dei giornali e le edizioni speciali dei telegiornali acclamare il nuovo presidente degli stati uniti... John McCain! John McCain? oddio, eppure l'altra sera m'ero tenuta leggera con la cena...
allora sono andata in ufficio, un po' spaventata per la verita'.
entro e vedo Shareef. sorridente, come al solito.
chiedo a lui...
Clauds: "Shareef, so what? Obama or McCain?"
Shareef s'illumina, mi fa uno di quei sorrisi enormi che mettono in mostra i suoi denti che non hanno avuto la fortuna di conoscere un dentista fino ad ora. denti veri, insomma, non come i miei riallineati con l'apparecchio. "un sorriso: un buon segno. e' fatta!" penso io.
Shareef: "you like Obama or this white man Glady?" (ok, mi chiamo Claudia, ma Shareef e' l'unico da me autorizzato a storpiare il mio nome... con gli altri m'incazzo, specie quando mi chiamano Clodia!)
Clauds: "come on Shareef tell me! Obama aw la?" (dimenticavo di dirvi che Shareef parla almeno 5 lingue tra cui l'arabo...)
ride. ride lui! io mi sto scagazzando addosso e lui ride!
poi mi prende la faccia con entrambe le mani e, sempre ridendo, mi fa: "Obama, Glady, Obama!"
Clauds: "evvai!" e gli ho dato un highfive.
Shareef: "you also like Obama, Glady? this other man not good, Glady. this not smiling. this too much war."
Clauds: "yes Shareef, i like Obama too. you are right: this McCain not good."
Shareef: "you know Glady? yesterday evening i'm praying for this Obama. i'm telling Allah: please Obama... today i see Obama, i'm too much happy!"
e ride.


io lo guardo ridere e viene da ridere anche a me. poi penso alle foto che mi mostra ogni tanto dei suoi figli in India e per una volta sorrido di cuore. penso a quanto questa vittoria di Obama possa significare per lui, a quanto le parole "hope" and "yes, we can" debbano avergli dato forza. penso che dovrei essere un po' meno cinica e che davvero per molte persone Obama rappresenta almeno un simbolo di speranza per un futuro migliore.

YES, WE CAN.